20.02
2017
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Teo fa il fotografo, è divorziato, ama l’heavy metal, Led Zeppelin, AC/DC. Vive fra Lodi, Melegnano e San Giuliano, nell’hinterland milanese dove i cani vengono portati a passeggiare lungo la Muzza, i bambini giocano nei giardini condominiali, la SS9 incrocia strade secondarie con frequenti rotonde. È un’estate afosa e Teo ha avuto una diagnosi terribile, un tumore al cervello, devastante, incurabile. E la sua vita, a quarantacinque anni, è costretta…

Appunti di meccanica celeste di Domenico Dara

di Ippolita Luzzo, in Letture

Una lunga attesa.   “Girifalco era delimitata a nord dal manicomio e a sud dal cimitero, così che le sue genti si muovevano tutte tra la follia e la morte” ed il vento era o ponente o scirocco, due punti&hellip

17.02.2017 Commenta

Tutto quello che non ricordo di Jonas Hassen Khemiri

di Silvana Arrighi, in Letture

“Lo so, non è facile entrare nel mio libro, c’è incomunicabilità fra i personaggi, che non si relazionano fra di loro. Ma questa confusione iniziale mi sta a cuore, sostengo che il lettore debba avere un ruolo attivo, che debba&hellip

14.02.2017 Commenta

La donna dai capelli rossi di Orhan Pamuk

di Danilo Cucuzzo, in Letture

«In quel periodo mi era venuta in mente una cosa: “Quando qualcuno mi vede, è il momento in cui sono me stesso fino in fondo”. Era una scoperta del tutto nuova per me. In assenza di osservatori, l’altro io che&hellip

6.02.2017 Commenta

Ti ho cercata in ogni stanza di Saveria Chemotti

di Silvana Arrighi, in Letture

“Solo con te sono con me.” L’immagine di due donne unite in un abbraccio sotto una coperta trapuntata di margherite gialle anticipa sinotticamente la vicenda raccontata nel romanzo di Saveria Chemotti: ottenuta per sottrazione dall’opera di Klimt Il bacio, rappresenta&hellip

30.01.2017 Commenta

La paranza dei bambini di Roberto Saviano

di Danilo Cucuzzo, in Letture

Roberto Saviano si dà alla fiction, ma avverte: «I personaggi e i fatti qui narrati sono immaginari, è autentica invece la realtà sociale e ambientale che li produce».  La paranza dei bambini, in effetti, fu anche il “titolo” di un’inchiesta&hellip

18.01.2017 Commenta

I migliori dieci libri del 2016

di Enzo Baranelli, in Letture

1.Marilynne Robinson, “Le cure domestiche” (ed. or. 1981 – trad. D. Vezzoli), pp. 200, Einaudi. Ci sono libri che subito riescono ad abbracciare intimamente il lettore, come se contenessero qualcosa di noi che fino a quel momento non ricordavamo, e&hellip

14.01.2017 Commenta

  • A mille ce n’è di Cinzia Bigliosi

    30.01.2017, di Silvana Arrighi

    Una mamma e la sua bambina di pochi anni, la preparazione di una torta, un cane, un giardino, il duetto allegro di una canzoncina: una scena familiare piena di serenità. Poi un improvviso silenzio e l’inizio di un incubo. Le note e le parole del jingle delle Fiabe sonore dei Fratelli Fabbri – chi non lo ricorda? dal ’66 in avanti, quanti bambini lo hanno cantarellato… – trasfigurate nella livida colonna sonora di una macabra sceneggiatura. In un’altra casa a poca distanza, una donna diversa esce di casa, concentrata sul proprio lavoro di disegnatrice di giardini. Le vite di queste persone per un assurdo e sinistro scherzo del destino si incroceranno e si genererà un equivoco dagli esiti irreversibili. Cinzia Bigliosi, A mille ce n’è, pp. 93, € 12,00, L’Iguana editrice, 2016. Giudizio: 3/5 (1)
  • Maestro Utrecht di Davide Longo. Da Evitare!

    23.03.2016, di Enzo Baranelli

    Il peggior romanzo italiano letto quest’anno (2016). Assomiglia a un bioccolo di polvere, qualcosa che spazzi via, e non hai neppure bisogno di dimenticare, perché mai ti verrebbe in mente di ricordarlo. Il punto più basso toccato dall’editore NN, che ci aveva abituati a ben altre prelibatezze, e invece qui cerca di rifilarvi un romanzetto privo di talento, opaco e ottuso. Giudizio: 1/5 (0)
  • Le incantatrici di Boileau e Narcejac

    8.09.2015, di Enzo Baranelli

    Dopo “I diabolici” del 1951, Adelphi prosegue la pubblicazione delle opere di Boileau e Narcejac (che trasformarono il poliziesco francese nel nuovo noir) con “Le incantatrici” (Les magiciennes) del 1957, un inedito assoluto per l’Italia che conferma l’uso leggero della penna, inclinata nelle più oniriche angolazioni per dipingere un paesaggio morale che costituisce la tela colorata su cui si sparge l’inchiostro e il sangue del noir, come è stato concepito, poi, dai maestri: Manchette, Leonard e Crumley. “Avevano occhi da bambola, scintillanti di vita, ma privi di profondità, occhi fatti di una materia misteriosa, incantevoli come gioielli, non offuscati da nessun pensiero“.
    Boileau – Narcejac, Le incantatrici, pp. 198, 18 €, Adelphi Edizioni, 2015. (0)
  • Giudizi Universali

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