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2016
miniatura
Un bracciale rigido in argento. Un bracciale molto largo, in filigrana d’argento a motivi intrecciati, dalle forme pulite nonostante le decorazioni, e di una bellezza infinita. […] Miriam inclina il bracciale e vede l’incisione. A Miriam nel giorno del suo ottantacinquesimo compleanno. E poi la data. Miriam. […] Le lacrime le salgono agli occhi costringendola a battere le palpebre per scacciarle e le parole le balenano nella testa, quelle

Mi piace camminare sui tetti di Marco Franzoso

di Silvana Arrighi, in Letture

“Che vita assurda. Che famiglia assurda. Che vita fantastica, che famiglia straordinaria.” Una famiglia che si squaglia come un gelato sotto il sole. Il suo fallimento è raccontato in trecentocinquanta pagine, con parole asciutte e dialoghi spezzati, sullo sfondo del&hellip

22.11.2016 Commenta

Zero K di Don DeLillo

di Danilo Cucuzzo, in Letture

«Le cose che la gente fa, di solito, cose dimenticabili, cose che respirano appena al di sotto della superficie di ciò che riconosciamo di avere in comune. Voglio che questi gesti, questi momenti abbiano un significato, controllare il portafoglio, controllare&hellip

2.11.2016 Commenta

Una donna spezzata di Simone de Beauvoir.

di Silvana Arrighi, in Dissezioni

La mia prima lettura di questa raccolta di racconti risale al 1976, avevo poco più che 20 anni ed è probabile che non ci avessi capito nulla: troppo giovane e troppo presa dalle battaglie femministe “pubbliche” per comprendere a fondo&hellip

7.10.2016 Commenta

Addio. Il romanzo della fine del lavoro di Angelo Ferracuti

di Danilo Cucuzzo, in Letture

Spinto dalla necessità di raccontare la crisi economica che attanaglia l’Italia da anni, Angelo Ferracuti decide per un approccio opposto a quello più in voga; anziché dare la parola a quei pochi che, resistendo e reinventandosi, ce l’hanno o ce&hellip

5.10.2016 Commenta

Io sono un gatto di Natsume Sōseki

di Silvana Arrighi, in Dissezioni

“Io sono un gatto. Un nome ancora non ce l’ho. Dove sono nato? Non ne ho la più vaga idea. Ricordo soltanto che miagolavo disperatamente in un posto umido e oscuro. È lì che per la prima volta ho visto&hellip

20.09.2016 Commenta

La caduta delle consonanti intervocaliche di Cristovão Tezza

di Danilo Cucuzzo, in Letture

Heliseu da Motta e Silva, «Una vita dedicata alla filologia romanza, con particolare attenzione agli elementi di formazione del portoghese moderno, morfologia, lessico e sintassi.», a settant’anni suonati, oggi riceverà un’onorificenza dalla sua università. Appena apre gli occhi, il professore&hellip

6.09.2016 Commenta

  • Maestro Utrecht di Davide Longo. Da Evitare!

    23.03.2016, di Enzo Baranelli

    Il peggior romanzo italiano letto quest’anno (2016). Assomiglia a un bioccolo di polvere, qualcosa che spazzi via, e non hai neppure bisogno di dimenticare, perché mai ti verrebbe in mente di ricordarlo. Il punto più basso toccato dall’editore NN, che ci aveva abituati a ben altre prelibatezze, e invece qui cerca di rifilarvi un romanzetto privo di talento, opaco e ottuso. Giudizio: 1/5 (0)
  • Le incantatrici di Boileau e Narcejac

    8.09.2015, di Enzo Baranelli

    Dopo “I diabolici” del 1951, Adelphi prosegue la pubblicazione delle opere di Boileau e Narcejac (che trasformarono il poliziesco francese nel nuovo noir) con “Le incantatrici” (Les magiciennes) del 1957, un inedito assoluto per l’Italia che conferma l’uso leggero della penna, inclinata nelle più oniriche angolazioni per dipingere un paesaggio morale che costituisce la tela colorata su cui si sparge l’inchiostro e il sangue del noir, come è stato concepito, poi, dai maestri: Manchette, Leonard e Crumley. “Avevano occhi da bambola, scintillanti di vita, ma privi di profondità, occhi fatti di una materia misteriosa, incantevoli come gioielli, non offuscati da nessun pensiero“.
    Boileau – Narcejac, Le incantatrici, pp. 198, 18 €, Adelphi Edizioni, 2015. (0)
  • I Middlestein di Jami Attenberg

    3.09.2014, di Chiara Condò

    Ritratto di famiglia ebrea americana con interno. E se la matriarca è difettosa, tutta la tribù ne condivide inevitabilmente il destino malato. I Middlestein, dove ipocrisia e bulimia convivono non troppo felicemente: romanzo sopravvalutato a causa di un passaparola decisamente infettivo. Meglio cercare altro nel magistrale catalogo della Giuntina.
    Giudizio: 3/5 (6)
  • Giudizi Universali

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