18.01
2017
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Roberto Saviano si dà alla fiction, ma avverte: «I personaggi e i fatti qui narrati sono immaginari, è autentica invece la realtà sociale e ambientale che li produce».  La paranza dei bambini, in effetti, fu anche il “titolo” di un’inchiesta condotta qualche anno fa dal PM John Henry Woodcock e che portò a numerose condanne, per lo più di giovani e giovanissimi. Con il termine paranza – piccola imbarcazione…

I migliori dieci libri del 2016

di Enzo Baranelli, in Letture

1.Marilynne Robinson, “Le cure domestiche” (ed. or. 1981 – trad. D. Vezzoli), pp. 200, Einaudi. Ci sono libri che subito riescono ad abbracciare intimamente il lettore, come se contenessero qualcosa di noi che fino a quel momento non ricordavamo, e&hellip

14.01.2017 Commenta

Il pastore d’Islanda di Gunnar Gunnarsson

di Silvana Arrighi, in Letture

“Quando una festa si avvicina, gli uomini si preparano a celebrarla, ognuno a modo suo. Ce ne sono molti e anche Benedikt aveva il proprio, che consisteva in questo: quando iniziava il digiuno natalizio, o meglio, se il tempo lo&hellip

24.12.2016 Commenta

Lo schiavista di Paul Beatty

di Danilo Cucuzzo, in Letture

«Devi porti due domande: chi sono io? E come faccio a diventare me stesso?» Questo ripeteva ogni volta il padre di Bonbon Me – protagonista e voce narrante del graffiante Lo Schiavista di Paul Beatty – a tutti quei neri&hellip

19.12.2016 Commenta

In fuga, di Leonardo Radicchi

di Silvana Arrighi, in Letture

“Si sopravvive perché morire, alla fine, non è così facile” Nel valutare un libro ci si dovrebbe – forse – attenere solo ai contenuti: praticamente impossibile, in questo caso, poiché la veste grafica elegante, la carta raffinata e piacevole da&hellip

14.12.2016 Commenta

Io non mi chiamo Miriam di Majgull Axelsson

di Silvana Arrighi, in Letture

“Un bracciale rigido in argento. Un bracciale molto largo, in filigrana d’argento a motivi intrecciati, dalle forme pulite nonostante le decorazioni, e di una bellezza infinita. […] Miriam inclina il bracciale e vede l’incisione. A Miriam nel giorno del suo&hellip

1.12.2016 Commenta

Mi piace camminare sui tetti di Marco Franzoso

di Silvana Arrighi, in Letture

“Che vita assurda. Che famiglia assurda. Che vita fantastica, che famiglia straordinaria.” Una famiglia che si squaglia come un gelato sotto il sole. Il suo fallimento è raccontato in trecentocinquanta pagine, con parole asciutte e dialoghi spezzati, sullo sfondo del&hellip

22.11.2016 Commenta

  • Maestro Utrecht di Davide Longo. Da Evitare!

    23.03.2016, di Enzo Baranelli

    Il peggior romanzo italiano letto quest’anno (2016). Assomiglia a un bioccolo di polvere, qualcosa che spazzi via, e non hai neppure bisogno di dimenticare, perché mai ti verrebbe in mente di ricordarlo. Il punto più basso toccato dall’editore NN, che ci aveva abituati a ben altre prelibatezze, e invece qui cerca di rifilarvi un romanzetto privo di talento, opaco e ottuso. Giudizio: 1/5 (0)
  • Le incantatrici di Boileau e Narcejac

    8.09.2015, di Enzo Baranelli

    Dopo “I diabolici” del 1951, Adelphi prosegue la pubblicazione delle opere di Boileau e Narcejac (che trasformarono il poliziesco francese nel nuovo noir) con “Le incantatrici” (Les magiciennes) del 1957, un inedito assoluto per l’Italia che conferma l’uso leggero della penna, inclinata nelle più oniriche angolazioni per dipingere un paesaggio morale che costituisce la tela colorata su cui si sparge l’inchiostro e il sangue del noir, come è stato concepito, poi, dai maestri: Manchette, Leonard e Crumley. “Avevano occhi da bambola, scintillanti di vita, ma privi di profondità, occhi fatti di una materia misteriosa, incantevoli come gioielli, non offuscati da nessun pensiero“.
    Boileau – Narcejac, Le incantatrici, pp. 198, 18 €, Adelphi Edizioni, 2015. (0)
  • I Middlestein di Jami Attenberg

    3.09.2014, di Chiara Condò

    Ritratto di famiglia ebrea americana con interno. E se la matriarca è difettosa, tutta la tribù ne condivide inevitabilmente il destino malato. I Middlestein, dove ipocrisia e bulimia convivono non troppo felicemente: romanzo sopravvalutato a causa di un passaparola decisamente infettivo. Meglio cercare altro nel magistrale catalogo della Giuntina.
    Giudizio: 3/5 (6)
  • Giudizi Universali

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