20.09
2016
“Io sono un gatto. Un nome ancora non ce l’ho. Dove sono nato? Non ne ho la più vaga idea. Ricordo soltanto che miagolavo disperatamente in un posto umido e oscuro. È lì che per la prima volta ho visto un essere umano. Si trattava di uno di quegli studenti che vivono a pensione presso un professore – mi hanno poi detto – e che fra tutti gli uomini sono

La caduta delle consonanti intervocaliche di Cristovão Tezza

di Danilo Cucuzzo, in Letture

Heliseu da Motta e Silva, «Una vita dedicata alla filologia romanza, con particolare attenzione agli elementi di formazione del portoghese moderno, morfologia, lessico e sintassi.», a settant’anni suonati, oggi riceverà un’onorificenza dalla sua università. Appena apre gli occhi, il professore&hellip

6.09.2016 Commenta

Le cose che restano di Jenny Offill

di Danilo Cucuzzo, in Letture

«L’ultima sera d’estate faceva troppo caldo per dormire. Ci riusciva soltanto mio padre. Non c’era nulla che potesse svegliarlo, sosteneva mia madre. Per dimostrarmelo, si inginocchiò vicino al letto con il kazoo e glielo avvicinò all’orecchio. “Vedi?” disse, quando finì&hellip

28.07.2016 2 Commenti

Non smetto di aver freddo di Emilia Bersabea Cirillo

di Silvana Arrighi, in Letture

“Voglio vederti, Dorinà. Io indosserò il tuo maglione, ti bacerò sulla bocca e tu sentirai i miei denti di ferro. È stato per la tua bellezza. È stato per la proporzione del tuo viso, per la purezza della tua pelle,&hellip

18.07.2016 Commenta

Grande come l’universo di Jón Kalman Stefánsson

di Silvana Arrighi, in Letture

Gemello monovulare di I pesci non hanno gambe ( –qui la recensione-), pubblicato in Italia giusto un anno fa, Grande come l’universo ne riprende le ambientazioni di freddo e nera lava, di lungo buio invernale e “mattini di primavera così&hellip

6.07.2016 Commenta

Germinale di Emile Zola (traduttore Camillo Sbarbaro).

di Silvana Arrighi, in Dissezioni

Preceduto da un accuratissimo lavoro di ricerca storica sullo sciopero dei minatori avvenuto nel 1884 nella regione di Valenciennes, Germinal è stato pubblicato dapprima a puntate come feuilleton nell’84-85 e successivamente in forma di volume nell’85. Le vicende narrate, tuttavia,&hellip

15.06.2016 Commenta

Le vittorie imperfette di Emiliano Poddi

di Danilo Cucuzzo, in Letture

Ci sono istanti che rimangono sospesi, immobili, tanto da diventare una specie linea di confine o, nel nostro caso, un muro tra un prima e un dopo. Il concetto di “istante” è relativo, ma tre secondi gli somigliano molto. I&hellip

8.06.2016 Commenta

  • Maestro Utrecht di Davide Longo. Da Evitare!

    23.03.2016, di Enzo Baranelli

    Il peggior romanzo italiano letto quest’anno (2016). Assomiglia a un bioccolo di polvere, qualcosa che spazzi via, e non hai neppure bisogno di dimenticare, perché mai ti verrebbe in mente di ricordarlo. Il punto più basso toccato dall’editore NN, che ci aveva abituati a ben altre prelibatezze, e invece qui cerca di rifilarvi un romanzetto privo di talento, opaco e ottuso. Giudizio: 1/5 (0)
  • Le incantatrici di Boileau e Narcejac

    8.09.2015, di Enzo Baranelli

    Dopo “I diabolici” del 1951, Adelphi prosegue la pubblicazione delle opere di Boileau e Narcejac (che trasformarono il poliziesco francese nel nuovo noir) con “Le incantatrici” (Les magiciennes) del 1957, un inedito assoluto per l’Italia che conferma l’uso leggero della penna, inclinata nelle più oniriche angolazioni per dipingere un paesaggio morale che costituisce la tela colorata su cui si sparge l’inchiostro e il sangue del noir, come è stato concepito, poi, dai maestri: Manchette, Leonard e Crumley. “Avevano occhi da bambola, scintillanti di vita, ma privi di profondità, occhi fatti di una materia misteriosa, incantevoli come gioielli, non offuscati da nessun pensiero“.
    Boileau – Narcejac, Le incantatrici, pp. 198, 18 €, Adelphi Edizioni, 2015. (0)
  • I Middlestein di Jami Attenberg

    3.09.2014, di Chiara Condò

    Ritratto di famiglia ebrea americana con interno. E se la matriarca è difettosa, tutta la tribù ne condivide inevitabilmente il destino malato. I Middlestein, dove ipocrisia e bulimia convivono non troppo felicemente: romanzo sopravvalutato a causa di un passaparola decisamente infettivo. Meglio cercare altro nel magistrale catalogo della Giuntina.
    Giudizio: 3/5 (6)
  • Giudizi Universali

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