21.03
2017
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“Il regalo più bello della mia vita me lo fece papà il giorno del mio ventunesimo compleanno, il 30 ottobre del 1991. Lo chiamavo il ‘bugigattolo delle cianfrusaglie’. In realtà non mi regalò proprio il bugigattolo, ma il permesso di lavorarci dentro come un padrone. Era una specie di cubo trasparente, piazzato tra il binario uno e il binario due della stazione di Galletta […].Vendevo un po’ di tutto: portachiavi,

I difetti fondamentali di Luca Ricci

di Danilo Cucuzzo, in Letture

«L’imparzialità in una recensione dovrebbe essere proibita: se non si sbilancia un critico, mettendo su sistemi di gerarchie tra scrittori, chi dovrebbe mai farlo?» [da L’invidioso] I difetti fondamentali, ultima fatica di Luca Ricci, ricorrendo a un paragone musicale, potrebbe&hellip

16.03.2017 Commenta

Mia figlia, Don Chisciotte di Alessandro Garigliano

di Ippolita Luzzo, in Letture

“Nessun eroe ha mai saputo intuire quando deporre le armi. Ciò che distingue un eroe è l’arroganza, la tracotanza, la certezza dell’infallibilità e il sentimento superbo di essere immortale. Don Chisciotte della Mancia non si allontana da un simile modello”&hellip

7.03.2017 1 Commento

L’incanto dentro di Valentina Berengo

di Silvana Arrighi, in Letture

Tocca ad un uomo, un professore universitario di ginecologia, aprire la scena su questa carrellata di storie che hanno la maternità, tema prettamente femminile, come punto focale comune. Di mezza età e certamente “arrivato”, si muove con estrema sicurezza nel&hellip

2.03.2017 Commenta

Le coccinelle non hanno paura di Stefano Corbetta

di Silvana Arrighi, in Letture

Teo fa il fotografo, è divorziato, ama l’heavy metal, Led Zeppelin, AC/DC. Vive fra Lodi, Melegnano e San Giuliano, nell’hinterland milanese dove i cani vengono portati a passeggiare lungo la Muzza, i bambini giocano nei giardini condominiali, la SS9 incrocia&hellip

20.02.2017 Commenta

Appunti di meccanica celeste di Domenico Dara

di Ippolita Luzzo, in Letture

Una lunga attesa.   “Girifalco era delimitata a nord dal manicomio e a sud dal cimitero, così che le sue genti si muovevano tutte tra la follia e la morte” ed il vento era o ponente o scirocco, due punti&hellip

17.02.2017 Commenta

Tutto quello che non ricordo di Jonas Hassen Khemiri

di Silvana Arrighi, in Letture

“Lo so, non è facile entrare nel mio libro, c’è incomunicabilità fra i personaggi, che non si relazionano fra di loro. Ma questa confusione iniziale mi sta a cuore, sostengo che il lettore debba avere un ruolo attivo, che debba&hellip

14.02.2017 Commenta

  • A mille ce n’è di Cinzia Bigliosi

    30.01.2017, di Silvana Arrighi

    Una mamma e la sua bambina di pochi anni, la preparazione di una torta, un cane, un giardino, il duetto allegro di una canzoncina: una scena familiare piena di serenità. Poi un improvviso silenzio e l’inizio di un incubo. Le note e le parole del jingle delle Fiabe sonore dei Fratelli Fabbri – chi non lo ricorda? dal ’66 in avanti, quanti bambini lo hanno cantarellato… – trasfigurate nella livida colonna sonora di una macabra sceneggiatura. In un’altra casa a poca distanza, una donna diversa esce di casa, concentrata sul proprio lavoro di disegnatrice di giardini. Le vite di queste persone per un assurdo e sinistro scherzo del destino si incroceranno e si genererà un equivoco dagli esiti irreversibili. Cinzia Bigliosi, A mille ce n’è, pp. 93, € 12,00, L’Iguana editrice, 2016. Giudizio: 3/5 (1)
  • Maestro Utrecht di Davide Longo. Da Evitare!

    23.03.2016, di Enzo Baranelli

    Il peggior romanzo italiano letto quest’anno (2016). Assomiglia a un bioccolo di polvere, qualcosa che spazzi via, e non hai neppure bisogno di dimenticare, perché mai ti verrebbe in mente di ricordarlo. Il punto più basso toccato dall’editore NN, che ci aveva abituati a ben altre prelibatezze, e invece qui cerca di rifilarvi un romanzetto privo di talento, opaco e ottuso. Giudizio: 1/5 (0)
  • Le incantatrici di Boileau e Narcejac

    8.09.2015, di Enzo Baranelli

    Dopo “I diabolici” del 1951, Adelphi prosegue la pubblicazione delle opere di Boileau e Narcejac (che trasformarono il poliziesco francese nel nuovo noir) con “Le incantatrici” (Les magiciennes) del 1957, un inedito assoluto per l’Italia che conferma l’uso leggero della penna, inclinata nelle più oniriche angolazioni per dipingere un paesaggio morale che costituisce la tela colorata su cui si sparge l’inchiostro e il sangue del noir, come è stato concepito, poi, dai maestri: Manchette, Leonard e Crumley. “Avevano occhi da bambola, scintillanti di vita, ma privi di profondità, occhi fatti di una materia misteriosa, incantevoli come gioielli, non offuscati da nessun pensiero“.
    Boileau – Narcejac, Le incantatrici, pp. 198, 18 €, Adelphi Edizioni, 2015. (0)
  • Giudizi Universali

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