20.04
2017
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Non è cosa usuale per Cabaret Bisanzio pubblicare commenti “monografici”, su di un singolo autore. Ma la rubrica Dissezioni è, per sua natura, la “sala settoria” ideale per analisi e osservazioni anche su argomenti monotematici: serve solo l’oggetto – una mezza dozzina di romanzi e un autore fra i più raffinati – e un bisturi delicato quanto rispettoso. Quarto di cinque fratelli, Javier Marías Franco nasce nel 1951 a…

Il mestiere dello scrittore di Murakami Haruki

di Lorenzo Leone, in Letture

Ci sono forse due maniere di leggere Il mestiere dello scrittore di Murakami Haruki; e ciascuna presenta vantaggi e svantaggi. E nondimeno sono entrambe felici: ciò depone a favore del libro di Murakami. La prima maniera – perché bisognerà pure&hellip

18.04.2017 Commenta

La bellezza che resta di Fabrizio Coscia

di Ippolita Luzzo, in Letture

Da Soli eravamo a La Bellezza che resta Ci sono alcuni libri, pochi in verità, che diventano nostri amici. Ce li portiamo in giro, in borsa, nelle mani, dappertutto. Se ci fotografano li mostriamo orgogliosi e come succede con gli&hellip

11.04.2017 Commenta

Riccardin del ciuffo di Amélie Nothomb

di Ippolita Luzzo, in Letture

Deodato nasce da Enide e Onorato. Enide ha quarantotto anni e pensa di essere in menopausa. Onorato lavora come cuoco all’istituto di danza dove conobbe Enide. Sposi bambini continuano il loro felice matrimonio come due bambini. Poi nasce questo bimbo&hellip

28.03.2017 Commenta

un’imprecisa cosa felice di Silvia Greco

di Silvana Arrighi, in Letture

“Il regalo più bello della mia vita me lo fece papà il giorno del mio ventunesimo compleanno, il 30 ottobre del 1991. Lo chiamavo il ‘bugigattolo delle cianfrusaglie’. In realtà non mi regalò proprio il bugigattolo, ma il permesso di&hellip

21.03.2017 Commenta

I difetti fondamentali di Luca Ricci

di Danilo Cucuzzo, in Letture

«L’imparzialità in una recensione dovrebbe essere proibita: se non si sbilancia un critico, mettendo su sistemi di gerarchie tra scrittori, chi dovrebbe mai farlo?» [da L’invidioso] I difetti fondamentali, ultima fatica di Luca Ricci, ricorrendo a un paragone musicale, potrebbe&hellip

16.03.2017 Commenta

Mia figlia, Don Chisciotte di Alessandro Garigliano

di Ippolita Luzzo, in Letture

“Nessun eroe ha mai saputo intuire quando deporre le armi. Ciò che distingue un eroe è l’arroganza, la tracotanza, la certezza dell’infallibilità e il sentimento superbo di essere immortale. Don Chisciotte della Mancia non si allontana da un simile modello”&hellip

7.03.2017 1 Commento

  • A mille ce n’è di Cinzia Bigliosi

    30.01.2017, di Silvana Arrighi

    Una mamma e la sua bambina di pochi anni, la preparazione di una torta, un cane, un giardino, il duetto allegro di una canzoncina: una scena familiare piena di serenità. Poi un improvviso silenzio e l’inizio di un incubo. Le note e le parole del jingle delle Fiabe sonore dei Fratelli Fabbri – chi non lo ricorda? dal ’66 in avanti, quanti bambini lo hanno cantarellato… – trasfigurate nella livida colonna sonora di una macabra sceneggiatura. In un’altra casa a poca distanza, una donna diversa esce di casa, concentrata sul proprio lavoro di disegnatrice di giardini. Le vite di queste persone per un assurdo e sinistro scherzo del destino si incroceranno e si genererà un equivoco dagli esiti irreversibili. Cinzia Bigliosi, A mille ce n’è, pp. 93, € 12,00, L’Iguana editrice, 2016. Giudizio: 3/5 (1)
  • Maestro Utrecht di Davide Longo. Da Evitare!

    23.03.2016, di Enzo Baranelli

    Il peggior romanzo italiano letto quest’anno (2016). Assomiglia a un bioccolo di polvere, qualcosa che spazzi via, e non hai neppure bisogno di dimenticare, perché mai ti verrebbe in mente di ricordarlo. Il punto più basso toccato dall’editore NN, che ci aveva abituati a ben altre prelibatezze, e invece qui cerca di rifilarvi un romanzetto privo di talento, opaco e ottuso. Giudizio: 1/5 (0)
  • Le incantatrici di Boileau e Narcejac

    8.09.2015, di Enzo Baranelli

    Dopo “I diabolici” del 1951, Adelphi prosegue la pubblicazione delle opere di Boileau e Narcejac (che trasformarono il poliziesco francese nel nuovo noir) con “Le incantatrici” (Les magiciennes) del 1957, un inedito assoluto per l’Italia che conferma l’uso leggero della penna, inclinata nelle più oniriche angolazioni per dipingere un paesaggio morale che costituisce la tela colorata su cui si sparge l’inchiostro e il sangue del noir, come è stato concepito, poi, dai maestri: Manchette, Leonard e Crumley. “Avevano occhi da bambola, scintillanti di vita, ma privi di profondità, occhi fatti di una materia misteriosa, incantevoli come gioielli, non offuscati da nessun pensiero“.
    Boileau – Narcejac, Le incantatrici, pp. 198, 18 €, Adelphi Edizioni, 2015. (0)
  • Giudizi Universali

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