22.05
2017
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“Oggi chi fa il lavoro di scout alla ricerca di talenti deve riuscire a barcamenarsi tra commerciale e letterario con estrema bravura e una certa dose di fortuna, perché il mercato langue, le case editrici hanno l’acqua alla gola, e azzeccare il bestseller può fare la differenza. Spesso conta più come infiocchetti un libro che proponi all’editore rispetto al suo reale contenuto e al suo effettivo valore. E spesso la

Miraggio 1938 di Kjell Westö

di Silvana Arrighi, in Letture

“Sulla città aleggiava un’atmosfera irreale. La vita un sogno, un miraggio dai contorni indefiniti. Ecco di nuovo quella parola. Chissà perché continuava a ripresentarsi. Poi le venne in mente Konni. Le aveva scritto in frebbraio da Åbo, dove viveva […].&hellip

11.05.2017 Commenti chiusi

Solo per Ida Brown di Ricardo Piglia

di Danilo Cucuzzo, in Letture

Uscito in Italia un paio di mesi dopo la morte dell’autore, Solo per Ida Brown è l’ultimo romanzo del grande scrittore argentino Ricardo Piglia. La vicenda – con evidenti tratti autobiografici – è quella di uno scrittore argentino che non&hellip

27.04.2017 Commenti chiusi

Elogio di un Autore: Javier Marías (Madrid, 1951)

di Silvana Arrighi, in Dissezioni

Non è cosa usuale per Cabaret Bisanzio pubblicare commenti “monografici”, su di un singolo autore. Ma la rubrica Dissezioni è, per sua natura, la “sala settoria” ideale per analisi e osservazioni anche su argomenti monotematici: serve solo l’oggetto – una&hellip

20.04.2017 Commenti chiusi

Il mestiere dello scrittore di Murakami Haruki

di Lorenzo Leone, in Letture

Ci sono forse due maniere di leggere Il mestiere dello scrittore di Murakami Haruki; e ciascuna presenta vantaggi e svantaggi. E nondimeno sono entrambe felici: ciò depone a favore del libro di Murakami. La prima maniera – perché bisognerà pure&hellip

18.04.2017 Commenti chiusi

La bellezza che resta di Fabrizio Coscia

di Ippolita Luzzo, in Letture

Da Soli eravamo a La Bellezza che resta Ci sono alcuni libri, pochi in verità, che diventano nostri amici. Ce li portiamo in giro, in borsa, nelle mani, dappertutto. Se ci fotografano li mostriamo orgogliosi e come succede con gli&hellip

11.04.2017 Commenti chiusi

Riccardin del ciuffo di Amélie Nothomb

di Ippolita Luzzo, in Letture

Deodato nasce da Enide e Onorato. Enide ha quarantotto anni e pensa di essere in menopausa. Onorato lavora come cuoco all’istituto di danza dove conobbe Enide. Sposi bambini continuano il loro felice matrimonio come due bambini. Poi nasce questo bimbo&hellip

28.03.2017 Commenti chiusi

  • A mille ce n’è di Cinzia Bigliosi

    30.01.2017, di Silvana Arrighi

    Una mamma e la sua bambina di pochi anni, la preparazione di una torta, un cane, un giardino, il duetto allegro di una canzoncina: una scena familiare piena di serenità. Poi un improvviso silenzio e l’inizio di un incubo. Le note e le parole del jingle delle Fiabe sonore dei Fratelli Fabbri – chi non lo ricorda? dal ’66 in avanti, quanti bambini lo hanno cantarellato… – trasfigurate nella livida colonna sonora di una macabra sceneggiatura. In un’altra casa a poca distanza, una donna diversa esce di casa, concentrata sul proprio lavoro di disegnatrice di giardini. Le vite di queste persone per un assurdo e sinistro scherzo del destino si incroceranno e si genererà un equivoco dagli esiti irreversibili. Cinzia Bigliosi, A mille ce n’è, pp. 93, € 12,00, L’Iguana editrice, 2016. Giudizio: 3/5 (1)
  • Maestro Utrecht di Davide Longo. Da Evitare!

    23.03.2016, di Enzo Baranelli

    Il peggior romanzo italiano letto quest’anno (2016). Assomiglia a un bioccolo di polvere, qualcosa che spazzi via, e non hai neppure bisogno di dimenticare, perché mai ti verrebbe in mente di ricordarlo. Il punto più basso toccato dall’editore NN, che ci aveva abituati a ben altre prelibatezze, e invece qui cerca di rifilarvi un romanzetto privo di talento, opaco e ottuso. Giudizio: 1/5 (Commenti disabilitati su Maestro Utrecht di Davide Longo. Da Evitare!)
  • Le incantatrici di Boileau e Narcejac

    8.09.2015, di Enzo Baranelli

    Dopo “I diabolici” del 1951, Adelphi prosegue la pubblicazione delle opere di Boileau e Narcejac (che trasformarono il poliziesco francese nel nuovo noir) con “Le incantatrici” (Les magiciennes) del 1957, un inedito assoluto per l’Italia che conferma l’uso leggero della penna, inclinata nelle più oniriche angolazioni per dipingere un paesaggio morale che costituisce la tela colorata su cui si sparge l’inchiostro e il sangue del noir, come è stato concepito, poi, dai maestri: Manchette, Leonard e Crumley. “Avevano occhi da bambola, scintillanti di vita, ma privi di profondità, occhi fatti di una materia misteriosa, incantevoli come gioielli, non offuscati da nessun pensiero“.
    Boileau – Narcejac, Le incantatrici, pp. 198, 18 €, Adelphi Edizioni, 2015. (Commenti disabilitati su Le incantatrici di Boileau e Narcejac)
  • Giudizi Universali

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