5.05
2016
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La fondazione Fabrizio De André Onlus, con la collaborazione del Centro Studi dedicato all’artista ligure presso l’Università di Siena e, naturalmente, con l’assistenza di Dori Ghezzi, ha selezionato in un unico volume le più significative fra le innumerevoli e sparpagliate annotazioni che Fabrizio De André aveva raccolto nel corso degli anni. Idee e/o abbozzi di canzoni, impressioni su ciò che aveva visto o sentito, ragionamenti attorno alla musica e all’arte…

Uomini e topi di John Steinbeck

di Silvana Arrighi, in Dissezioni

But, Mousie, thou art no thy lane, In proving foresight may be vain; The best-laid schemes o’ mice an ‘men Gang aft agley, An’lea’e us nought but grief an’ pain, For promis’d joy!   I versi di Robert Burns, celebrato&hellip

2.05.2016 Commenta

Un amore di Salinger di Frédéric Beigbeder

di Danilo Cucuzzo, in Letture

Frédéric Beigbeder si trova in una caffetteria del New Hampshire quando s’imbatte nella foto in bianco e nero di una bella ragazza sorridente: quella ragazza è Oona O’Neal. Figlia del drammaturgo premio Nobel Eugene, nonché ultima moglie di Charlie Chaplin,&hellip

26.04.2016 Commenta

Il tamburo di latta di Günter Grass

di Silvana Arrighi, in Dissezioni

“Non lo nego: sono ricoverato in un manicomio; il mio infermiere mi osserva di continuo, quasi non mi toglie gli occhi di dosso; mi scruta anche attraverso lo spioncino della porta, ma il suo sguardo non può penetrarmi poiché egli&hellip

19.04.2016 Commenta

Senza consenso di Jon Krakauer

di Danilo Cucuzzo, in Letture

«Molte donne conoscono fin troppo bene uomini […] che hanno una tale convinzione della propria precedenza da restare sordi quando una donna dice, “No, grazie” oppure “Non sono interessata” o, addirittura, “Fottiti, farabutto”.» Prendendo spunto dagli eventi occorsi a Missoula,&hellip

11.04.2016 Commenta

Monte Carlo di Peter Terrin

di Danilo Cucuzzo, in Letture

«Poi segue uno di quegli strani momenti in cui tutti sono in attesa di quello che sta per succedere, tutti i presenti alla griglia di partenza e nelle tribune lungo il Boulevard Albert 1er, perfino il principe, tacciono all’improvviso. Tacciono&hellip

21.03.2016 Commenta

Il richiamo della foresta di Jack London – tradotto da Michele Mari

di Silvana Arrighi, in Letture

Il richiamo della foresta è un romanzo che non ha bisogno di presentazioni. Si potrebbe pensare forse che non avesse bisogno nemmeno di una nuova traduzione in lingua italiana, dal momento che ne esistono già a decine, anche curate da&hellip

18.03.2016 Commenta

  • Maestro Utrecht di Davide Longo. Da Evitare!

    23.03.2016, di Enzo Baranelli

    Il peggior romanzo italiano letto quest’anno (2016). Assomiglia a un bioccolo di polvere, qualcosa che spazzi via, e non hai neppure bisogno di dimenticare, perché mai ti verrebbe in mente di ricordarlo. Il punto più basso toccato dall’editore NN, che ci aveva abituati a ben altre prelibatezze, e invece qui cerca di rifilarvi un romanzetto privo di talento, opaco e ottuso. Giudizio: 1/5 (0)
  • Le incantatrici di Boileau e Narcejac

    8.09.2015, di Enzo Baranelli

    Dopo “I diabolici” del 1951, Adelphi prosegue la pubblicazione delle opere di Boileau e Narcejac (che trasformarono il poliziesco francese nel nuovo noir) con “Le incantatrici” (Les magiciennes) del 1957, un inedito assoluto per l’Italia che conferma l’uso leggero della penna, inclinata nelle più oniriche angolazioni per dipingere un paesaggio morale che costituisce la tela colorata su cui si sparge l’inchiostro e il sangue del noir, come è stato concepito, poi, dai maestri: Manchette, Leonard e Crumley. “Avevano occhi da bambola, scintillanti di vita, ma privi di profondità, occhi fatti di una materia misteriosa, incantevoli come gioielli, non offuscati da nessun pensiero“.
    Boileau – Narcejac, Le incantatrici, pp. 198, 18 €, Adelphi Edizioni, 2015. (0)
  • I Middlestein di Jami Attenberg

    3.09.2014, di Chiara Condò

    Ritratto di famiglia ebrea americana con interno. E se la matriarca è difettosa, tutta la tribù ne condivide inevitabilmente il destino malato. I Middlestein, dove ipocrisia e bulimia convivono non troppo felicemente: romanzo sopravvalutato a causa di un passaparola decisamente infettivo. Meglio cercare altro nel magistrale catalogo della Giuntina.
    Giudizio: 3/5 (6)
  • Giudizi Universali

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