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Vincièru iddi
C’è un monolite di mattoni rossi che a Capaci simboleggia solitario una lotta abbandonata.
Picchì vincièru iddi.
Che già si era capito quando al campo di calcetto i ragazzi finirono la partita che la bomba era scoppiata. Coi capelli bagnati, in portineria. Il tipo a cui pagare il campo, girato verso la televisione in alto. Un telegiornale in un’ora senza telegiornale. Che successe? La domanda. Nenti, ammazzaru a Falcone. Falcone? Gli occhi sgranati. Ca chiddu picchì un si facìa i fatti sua?
Hanno vinto loro.
Palermo ai funerali. Mafiosi inginocchiatevi. Io vi perdono però vi dovete mettere in ginocchio. Se avete il coraggio di cambiare (ma loro non cambiano). Per Vito. E per Giovanni per Francesca per Rocco per Antonio.
Un mese ed è giugno. Duemila metri la catena umana per ricordare. Questa è l’alba e non diventerà mai tramonto. Ore 17,58 tutte le campane di Palermo suonano a morto.
Un mese ancora e tocca a Paolo. Hanno vinto loro.
Palermo come l’aragosta. Ancora viva, nell’acqua bollente, si agita un poco. Palermo nel ’93, nel ’94. I lenzuoli bianchi ai balconi, Orlando sindaco col 75%, la Primavera, c’è la Primavera. La mafia fa schifo, le vostre idee cammineranno sulle nostre gambe.
Loro hanno pazienza. Loro mettono qualche bomba. Loro trattano. Loro non si inginocchiano.
Il primo anniversario, l’albero Falcone in via Notarbartolo. Migliaia di persone, la mafia fa schifo, la mafia fa schifo. Hanno preso Riina, prendeteli tutti. I lenzuoli ai balconi, grigi.
Loro. Loro aspettano, puliscono casa Riina, nascondono l’agenda di Paolo, nascondono l’ultima intervista.
Due anni e la mafia fa ancora schifo. I pentiti che parlano. La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine. Una fine.
Loro aspettano, e inizia l’era della libertà e dei cieli azzurri con le nuvolette.
Il terzo anniversario. L’albero Falcone, e il condominio protesta ché l’albero con tutte quelle porcherie, i bigliettini, i fiori morti, le lettere non è decoro. Non è decoro, lì la Palermo è bene. E tutte queste sirene? E tutte queste zone rimozione? Perché?
Il quarto. L’albero Falcone e meno gente che a un sedicesimo di coppa Italia. I lenzuoli, niente più lenzuoli.
Gli anniversari, ancora. Un gruppetto di amici, uno striscione triste. E una coda di auto in via Notarbartolo che suonano. Perché ‘sti cornuti non si levano di mezzo e ci fanno passare?
Il settimo. Ci sono quattro cristiani curiusi. Il tentativo di minuto di silenzio affogato dai clacson delle auto.
Hanno vinto loro, loro quelli che non sparano. Loro quelli della trattativa, loro quelli che il 41bis è un ricordo, loro quelli che i pentiti non si pentono più.
Il papello. Il papello va bene. E che il cielo sia azzurro.
Hanno vinto loro, mentre noi cresciamo liberi. C’è Gerry Scotti in tv. E il Grande Fratello. Lui era Falcone, con la moglie. E poi gli altri. Com’è che si chiamavano gli altri?
Quindici anni. Loro non sparano più, niente bombe, niente kalashnikov. E’ tutto tranquillo, va tutto bene, il cielo è sempre più azzurro. Tutti pagano il pizzo e il botto di Capaci non si sente più. Tendi l’orecchio e non senti più l’eco.
Ha perso anche Rita e ha perso Leoluca. Palermo va al voto come in Sudamerica. Viri che c’è ‘a finale di scempion stasira, non facciamo tardi se dobbiamo ricordare il giudice.
Iddi vincièru. Iddi.
23.05.2007 20 Commenti Feed Stampa
20 Commenti
Commenta“Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere”.
Questa è una frase di Giovanni Falcone. Secondo me è stato lasciato solo dalle istituzioni, anche per questo è morto. Probabilmente la mafia nell’uccidere Falcone aveva dei complici più o meno consapevoli…
salpetti.wordpress.com
Scritto con questi pezzi in siciliano è allucinante sto post…
Toccante, desolante, fa rabbia.
Che tristezza…
Non so come si scrive in siciliano, ma voi, siciliani, solo a piangere e fottere siete “Capaci”
@Al. Per imparare a scrivere in siciliano, puoi consultare questo.
Quando hai imparato, per favore torna e scrivi i tuoi pensieri nella lingua corretta.
E complimenti per lo splendido gioco di parole su capaci. Spassoso. Ci ho riso un sacco. Poi l’ho fatto leggere a tutti i miei amici e anche loro hanno riso un sacco.
Grazie per i complimenti.
Comunque ricordati che se ridi non fotti, ma forse ti va bene così.
Lascia stare Antonio, o è troppo giovane per capire o ha deciso di lasciare questa incombenza agli altri.
@al: da parte mia tu sei un vero idiota. punto e basta.
se hai qualcosa da dirmi, no perchè io non faccio come te, mi puoi scrivere su lucysplinder@libero.it.
a volte la possibilità di parlare, la libertà, viene rovinata da stupidi come te.
Lucy
PS: impara a firmarti quando dici scemenze
Per non dimenticare…basta che voi non vi dimentichiate…la memoria non ha numero ne colore, ne bandiera. Ma putroppo la sola memoria non cambia lo stato delle cose.
La splendida terra di Sicilia imbrattata dal sangue delle vittime della mafia.
La splendida terra di Calabria imbrattata dal sangue delle vittime della ‘ndrangheta.
La splendida terra di Campania imbrattata dal sangue delle vittime della camorra.
Morti su morti, stragi su stragi, schifezze su schifezze.
Scrivi che la mafia e’ un fenomeno umano…si probabilmente lo e’. Un fenomeno umano, culturale, radicato nelle persone come la messa la domenica o la finale di sciempions…
Niente di nuovo niente di meglio…lo stato delle cose non cambiera’.
Forse ha ragione Al, nella sua sconsideratezza probabilmente ha fatto la scelta giusta di sottomettersi al sistema e “fottere” e contemporaneamente “essere fottuto”. Tutto bello tutto normale.
Scusate la prolissita’.
Anti bintu issus?
Po immoi, ma non po sempri.
Adrix, sardosiciliano che _non_ dimentica.
Scusate dimenticavo che la mafia è un fenomeno recente di radicamento malavitoso in un sistema sociale caratterizzato fino a non molto tempo fa da una società civile solidamente legata ai valori della legalità dello stato italiano e attivamente partecipante alla produzione nazionale di ricchezza grazie ad una rete avanzatissima di infrastrutture. Radicamento facilitato dalla crisi socialeconomica dovuta all’improvviso venir meno dei flussi migratori dei tonni vittime dell’inquinamento luminoso, dell’espanderisi di un virus dei mandorli, dal rinsecchimento degli aranceti in seguito all’effetto serra, dal crollo della domanda di cassate, dal mutato sentire popolare in fatto di teatro dei pupi e altro ancora.
Chiedo scusa del fraintendimento marchiano del fenomeno che ha origini recenti.
Qualcuno dirà che la mafia è un fenomeno radicato storicamente nel territorio, che appartiene alla cultura della regione, e altre amenità etno antropo socio psico lega giuridico mito, ma saranno solo i sette nanetti della famiglia “logico”: che si sa parlano a vanvera.
Al, Al, Al… ho letto i tuoi interventi ma confesso che l’ultimo mi sfugge. Forse perché trattasi di tua chiosa autoreferenziale, non so. Ricapitolando: non si può inquadrare la questione dal punto di vista etno, né antro, tanto meno socio, figuriamoci psico, lega e giuridico non se ne parli, mito ma quando mai, e quindi… non ne parliamo affatto? O intendevi invece dire che siamo di fronte a un’ineluttabile maledizione del Signore?
Comunque l’atteggiamento da provocatore di blog (un po’ come dire lanciatore di coriandoli) in certe occasioni, magari, uno se lo potrebbe anche risparmiare.
Fammi pensare:
Unità d’italia 1861.
Oggi 2007.
146 anni dopo si vedono in tv, almeno al nord, pubblicità progresso che invitano a diffondere e a promuovere la cultura della legalità nel mezzogiorno.
I miei sono coriandoli?
E cosa vorresti fare? Discorsi seri?
Nel meridione c’è la malavita organizzata.
Accidenti, facessero dei corsi di formazione alle istituzioni pubbliche – evidentemente disorganizzate, degli stage in azienda.
Piangere i giudici morti è ammazzarli due volte.
Ehi, avevo il giovedì libero ma tu, Al, mi hai anticipato! E dammi il tempo, no! Va be’, meglio, così mi riposo. Sai com’è, qui al Sud dobbiamo spendere tutte le nostre energie a piangerci (e c’è la ndrangheta, e non c’è lavoro, ed è tutto un magna magna). Una faticaccia, so che mi puoi capire.
Ti diro se io ero di calabria avrei cercato di fare un concorso per entrare nella ndrangheta: dei calabresi ho grande stima, come dei siciliani del resto, uomini d’onore, gente di carattere, bellissime donne.
Da voi l’ingerenza è lo stato: basta vedere le cose nella giusta prospettiva.
Al,perdonami se mi permetto. Le tue affermazioni restituiscono una immagine che, seppur stereotipata, può essere considerata in parte rispondente alla realtà esistente. Ma, forse, lo scopo dell’autore del testo (e mi perdoni pure il buon antonio se mi permetto di interpretare le sue volontà) era stimolare una riflessione sul dato di realtà. Insomma, cercare di passare ad un livello superiore di discussione su ciò che è noto. Mi pare che tu ti sia fermato al livello sbagliato. Nulla di grave, capita, come quando si prende l’ascensore e si sbaglia a premere il pulsante: si scende al piano sbagliato, al primo invece che al quinto.
Cara Silvia,
l’immagine dell’ascensore è di una signorilità, o meglio di una grazia, tutta femminile.
Certamente sono sceso prima del livello letterario al quale è tramata la requisitoria infiammata e infiammante del signor antonio pagliaro.
Non ho approfittato di un fatto difficilmente declinabile per la sua tragicità per lustrare il mio esibizionismo narcisista facendo letteratura.
Non ho indugiato in leziosismi linguistici di matrice vernacolare, dotta anzichè no.
Non ho limato metafore ittiche.
Ho detto stereotipi, lughi comuni.
Però mi lasci ripetere che se una cosa dura da almeno 100 anni almeno un poco di ragioni la cosa stessa dovrà pure averle.
ps
A che piano sali tu?
don’t feed the troll, grazie.
io sono un ragazzo di palermo che vive a trieste ho ammirato il tanto lavoro svolto da falcone e borsellino contro la mafia ma di una cosa sono sicuro che noi siciliani l’abbiamo nel dna,essere mafiosi sapete che penso forse bisogna telefonare algli americani fare sganciare una un missile in sicilia fare affonadere l’isola forse cosi il possiamo eliminare il marcio e magari poi farla risalire a galla e con la nuova generazione avere una sicilia meravigliosa ciao un bacio