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Invece finisce proprio così
Un assassino professionista è depresso: l’amichetta francese lo pianta per qualcuno incontrato a Veracruz. Il killer accetta un incarico che lo porta in giro per il mondo. Alla fine trova l’uomo che deve uccidere. E’ un messicano che parla come in uno spaghetti-western: “Perché? Perché li odio, i gringo li odio… bisogna… bisogna farli marcire…“. Lo uccide, la detonazione è breve e secca perché “è così che latrano le Colt calibro trentotto“. Per fortuna del lettore il messicano non dice “lei si crede molto furbo, vero mr. White?“, e il killer non risponde “sei morto, bastardo! Hai capito? Morto!“. Ma il rischio c’era. Il killer va anche a puttane e non manca un po’ di sesso.
Il romanzo si legge in mezz’ora. Mezz’ora senza intrighi e senza colpi di scena. Lo “strepitoso colpo di scena finale” annunciato in copertina si intuisce già a pagina due, e se è veramente un colpo di scena è solo perché fino all’ultimo speri che non sia vero, che non può essere, che la fine non può essere così banale. E invece finisce proprio in quel modo.
(Luis Sepulveda, Diario di un killer sentimentale)
1.06.2007 4 Commenti Feed Stampa
4 Commenti
CommentaGiovanotto,
me lo ricordo bene quel signore li’, quel Sepulveda!
Venne un giorno a bussare alla porta della Stacchia mendicando un contrattino: “Senores! Dateme una possibilidad! Ve priego! Carramba!”.
Ah, come sbraitava!
Per farla breve gli ho aizzato contro lo Steregoni che era in redazione per un caffe’ corretto col sottoscritto e, ci puo’ giurare, non si e’ piu’ visto in tutta l’isola.
Basta con questi cialtroni! Viva l’editoria di qualita’!
Cordialita’,
Cav. Marcello Stacchia
Anche da lei, Cavaliere?
Pensi che questo Sepulveda ha inondato di manoscritti la sede della Stamperia Edizioni, tanto che a un certo punto non si riusciva più a trovare il Mascarponi. Meno male che un colpo di tosse ci ha indicato il luogo dov’era sepolto (Mascarponi soffre di asma) e lo abbiamo testè liberato. Che dramma sarebbe stato per la letteratura! E tutto questo a causa di zozze cartacce del Sepulveda.
caro giovanotto,
e non mi nomini il Mascarponi! sa quanta corte ha fatto al Conchia per avere un suo libro pubblicato qui alla Stacchia? anche se, adesso che ho visto la sua ultima opera, un pensierino ce lo farei: magari affiancato al Fiunda. Se la sente il Mascarponi di farsi una trasferta (a spese sue) fino in Ciad?
suo
cav. Stacchia
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