Ammaniti Ammaniti AmmanitiGrande serata di cultura e paillettes al Ninfeo di Villa Giulia in Roma. Scrittori, politici, veline e amici della domenica riuniti per la finale del premio Strega, sotto lo sguardo attento di Anna Maria Rimoaldi. Mentre la votazione procede in un monotono Ammaniti Ammaniti Ammaniti (slogan sull’urna: se la strega ha una scopa, la letteratura deve avere uno scopo), il conduttore della serata Raiuno, che per carità di patria non è né Marzullo né Vespa, intervista un po’ di politici. Il pubblico ci tiene tanto a sentirli parlare, e poi loro ne capiscono di libri, e allora sentiamoli. Ammaniti Ammaniti Ammaniti legge Sandro Veronesi, presidente della giuria, e dice che lui deve contare bene se no poi gli ritirano il premio dell’anno scorso.

Il primo politico parlante è Rutelli, che i libri li ha letti tutti ma non dice quale ha votato né quale crede che vincerà perché potrebbe influenzare altri giurati, tutto ciò mentre Veronesi continua a leggere Ammaniti Ammaniti Ammaniti. Poi esprime un concetto, e cioè che prima di andare in vacanza bisogna passare un’ora in libreria e comprare più libri di quanti poi se ne leggeranno, questo perché poi si leggeranno. Sgomento fra chi lo ascoltava (pochi). Suicidio di un matematico presente.

Mastella. Basterebbe la parola. Invece c’è altro. Dice che a lui il libro di Milena Agus non piace non per essere intemperante verso la signora, ma per le polemiche di questi giorni con il ministro infrastrutturato. Un enigmista egiziano ha poi decifrato la cosa: il libro di Milena Agus si chiama Mal di pietra, il ministro nemico Di Pietro. Decifrata la geniale battuta, grandi applausi e risate in platea. Mastella non lascia il microfono. Alla domanda: che libro si porterà in vacanza? replica: Andreotti. Andreotti! E poi dice cose tipo un grande esempio di lucidità, di nonsoché, di questo e quell’altro. Bravo Mastella, d’altra parte sembra che tu stia imparando bene da tale maestro. Ammaniti Ammaniti Ammaniti.

Parlano anche gli scrittori, non sia mai. In ordine alfabetico. La Agus sorride e dice che i suoi studenti mica lo sanno che scrive libri. Eh, beati loro. Trattasi di scuola, dunque segue battuta su Youtube. Niccolò Ammaniti dice che è emozionato perché sente sempre il suo nome, Ammaniti Ammaniti Ammaniti dice ancora Veronesi. Poi tocca a una tale Bosio che spiega la ricetta di un risotto (la casalinga di Voghera ha preso appunti). Mario Fortunato, sconfitto annunciato, con stile anglosassone afferma che il libro di Ammaniti fa schifo. Ammaniti Ammaniti Ammaniti. Infine Matteucci che ha scritto un libro sulla neve lo dedica ai più grandi sciatori del Novecento, Zeno Colò e Papa Wojtyla.

L’ultimo politico, Donato Bruno, oscura la gloria di Rutelli Mastella. E’ il presidente della giunta per le elezioni, sono quelli che poverini, fra un impegno e l’altro, non trovano il tempo per dichiarare Previti decaduto. Poverino. Infatti lui il tempo non ce l’ha, dice che il libro lui mica lo ha letto. Ammaniti Ammaniti Ammaniti. Però sua moglie sì (informazione essenziale) e magari lui quest’estate gli dà una letta.

Il conduttore si avvicina poi a Bevilacqua e lo chiama Osvaldo. Quello si gira con lo sguardo: chi cazzo è questo? Poi dice che manca la sùspens perché lui modestamente ai suoi tempi se la giocava con Pasolini e Zavattini.

Tutti applaudono all’improvviso. Sorpresa: ha vinto Ammaniti. Premiazione. Bacio della signora Rimoaldi. Bevuta di liquore e minaccia Marzullo che si fa realtà. All’anno prossimo.

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9 Commenti »

  1. Angelo Petrella il July 7, 2007 11:29 am

    Questo post è semplicemente geniale.

  2. cav. Marcello Stacchia il July 7, 2007 2:34 pm

    caro giovanotto,

    il Suo reportage è lucido e fedele, ma mi spiace dover registrare la mancata menzione di tanti cavalli di razza della scuderia Stacchia presenti alla competizione romana: ma lo sa che Steregoni ha presentato una curatissima riedizione del suo ormai classico “Non c’e’ pace neppure in bagno”, arricchito di gustosi spunti alla realtà odierna? e Lei, nemmeno una parola? capisco l’ostracismo dei grandi media, ma da Lei non me l’aspettavo proprio.

    La saluta fra le lagrime il suo

    cav. Stacchia

  3. Marco Di Porto il July 7, 2007 7:35 pm

    “Osvaldo” Bevilacqua da applauso.
    Lo Strega in tv è una roba talmente finta che ti viene l’orticaria…

  4. Marco Di Porto il July 7, 2007 7:49 pm

    No, aspetta, non intendevo dire proprio questo. Intendevo dire: lo Strega in tv è la dimostrazione palese, semmai se ne sentiva il bisogno, dell’assoluta incomunicabilità tra linguaggio/rito/mondo televisivo e linguaggio/rito/mondo letterario. Letteratura e Tv sono due universi paralleli, destinati a non incontrarsi mai.
    Stridono terribilmente, quelle facce da pupazzo* dei politici e dei giornalisti televisivi (gente collocabile un gradino sotto quelli che s’inchiappettano i bambini, per dirla con Woody Allen), che vengono a contatto con persone tendenzialmente timide, fragili e paranoiche - nonchè disabituate alle telecamere - come gli scrittori. Imbarazzatissimi e incapaci, di fronte alle telecamere, erano la Agus e Ammaniti, ma non mi sembra che gli altri se la cavassero meglio.
    La Tv è anti-letteraria per natura. Mondo letterario e Tv (per fortuna dico io), non sono mai andati d’accordo. Anche lo Strega, nonostante sia un premio letterario inflazionatissimo e dominato dalla “lottizzazione” dei grandi gruppi editoriali (impressionante scorrere l’elenco dei vincitori degli ultimi decenni), proprio non ce la fa a diventare un prodotto televisivo. Per fortuna, continuo a dire io.

    * Sin da bambino pronuncio la “C” come “PUP”.

  5. Antonio Pagliaro il July 8, 2007 10:57 am

    “persone tendenzialmente timide, fragili e paranoiche - nonchè disabituate alle telecamere - come gli scrittori”.
    Avresti dovuto vedere Petrella venerdì sera. Pareva Bruno Vespa (con rispetto parlando).

  6. Filippo Bologna il July 8, 2007 5:59 pm

    Lo strega ha l’appetibilità televisiva di un mondiale di freccette.
    (eccezionale quelli poi che comprano i libri solo dopo che hanno la fascetta dello strega. Cioè, se uno non l’ha comprato prima, secondo me non lo deve comrpare neanhce dopo)

  7. Orazio il July 8, 2007 7:49 pm

    In verità dovremmo parlare distintamente del rapporto tra letteratura e televisione nella letteratura e del rapporto tra letteratura e televisione nella televisione. Basti pensare al rovesciamento televisivo per cui Marzullo fa il responsabile culturale della RAI e Tonino Guerra fa il piazzista di elettromestici…

    Comunque il pezzo sullo Strega è bellissimo!!!

  8. letturalenta » Blog Archive » Notiziole sparse il July 9, 2007 12:08 am

    […] Certamente, apposta ho letto diversi post a riguardo su svariati blog, e il vincitore assoluto è Antonio Pagliaro. […]

  9. prossimoassiduofrequentatore il July 14, 2007 10:23 am

    mi accodo a lettura lenta (so che vi sto intasando di commenti ma sono così felice di star qua a leggervi che se non tributo omaggi mi svengo tra le braccia) che cita (credo), io dopo Iorio e Binaghi e i commenti al seguito mi sentivo come dopo gli show di grillo, triste anche se ridi, mi capita spesso se ci penso bene e anche se non ci penso. Giuro che smetto di commentare, se non sono alla dipendenza. Grazie a presto.

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