L’ultimo libro di Babsi Jones è una cosa incredibile. Quasi non riesco a trovare le parole. Eppure ieri ce le avevo, maremma putrida. Era da tempo che non mi capitava un libro che ti lascia così confuso, devastato. In lacrime, come quando si perse lo scudetto con la Lazio all’ultima giornata o mi schiacciarono il cane sulla Tosco-Romagnola.

L’ultima opera di Babsi Jones mi ha lasciato un vuoto dentro, che le sinapsi e i paradigmi del flusso di coscienza post-lettura non riescono a colmare. Davvero non so come esprimere quello che mi è rimasto dentro. Potrei anche stare zitto, in effetti. BabsiJonesBabsiJonesBabsiJones.

Il nuovo libro di Babsi Jones è una cosa che ti colpisce allo stomaco. Cioè, te vai in libreria, lo prendi in mano per guardare quanto costa e lui pem!, un cazzottone nei reni. Poi arrivi alla cassa, tiri fuori la tessera di Feltrinelli per avere lo sconto, e il libro pum!, ginocchiata nei coglioni. Poi vai a casa, ti siedi sul divano per leggere la quarta di copertina e pem!, colpo col taglio della mano sulle gengive, alla Walker Texas Ranger.

E’ qualcosa che rischia di scoppiarti in mano, l’ultimo libro di Babsi Jones. Roba forte, scritta in lettere rosse di sangue, nere di tenebra, gialle di sinapsi (le sinapsi sono gialle, è roba elettrica, tipo i fulmini), verdolino di paradigma. nesBabsiJonesBabsiJonesBabsiJo. Il libro di Babsi Jones è qualcosa che mancava alla letteratura del III millennio. Lo so perché me l’ha detto lei, proprio l’altro giorno. Ero in fila dal tabacchino, dovevo pagare il bollo, e mentre ero lì è arrivata la letteratura del III millennio. Per poco non la riconoscevo, tutta mogia mogia.
“Toh, guarda chi c’è”, le dico. “La letteratura del III millenio. Allora? Come va?”
La letteratura del III millennio mi ha guardato con uno sguardo che mi ha trafitto l’anima, devastandomela, e mi ha detto: “Di merda”.
Maremma cane.
“Che ti è successo?” le ho chiesto.
“Mi manca l’ultimo libro di Babsi Jones”, mi ha risposto.
“Capisco”, le ho detto.
“A me mi mancano 355 euri: m’è aumentato il bollo perchè c’ho la Opel Astra che è un euro 2, vaffanculo all’ecologia”.
Siamo andati via devastati dentro, con tutte le sinapsi dei paradigmi che sembravano violentarci l’anima.

Nell’ultimo libro di Babsi Jones il linguaggio si fa sostanza, diventa carne, sinapsi, paradigma. Un’opera nella quale il significante si muta nel significato (o forse era il contrario, adesso mi sfugge), soprattutto quando le sinapsi si attivano non per paradigmi, ma bensì per paradossi, parapendii, paracaduti, paraponzi, paralipomeni della batracomiomachia; ed è in questi momenti che il tarlo ti penetra, che ti entra dentro, e il dubbio ti afferra: “Ma l’avrò chiuso, il garage? Non vorrei mi scappasse la gatta, bisogna che la faccia castrare”.

L’ultimo libro di Babsi Jones, devo dire la verità, io non l’ho letto. Però mi ha dato un po’ quest’impressione qui, sinapsicamente parlando (per paradigmi).

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211 Commenti »

  1. Orazio il October 18, 2007 9:06 am

    Alla letteratura del III millennio mancavano anche recensioni come questa!

  2. Antonio Pagliaro il October 18, 2007 9:29 am

    Grazie per questa lucidissima recensione, Sauro. Ma un dubbio mi rimane: Babsi Jones è la nuova Oriana Fallaci o la nuova Doris Lessing? Sai com’è, ci tengo a saperlo.

  3. Antanaurum il October 18, 2007 10:04 am

    La presenza di Ariete nella cuspide di Leone rigenerato da Sauron, dio degli inferi della costellazione di Sandron, dice che Babsi Gionz diventerà la nuova Oriana Lessing. O forse era Doris Fallaci. Le stelle oggi sono confuse. Si ritirano per deliberare. L’udienza è tolta.

  4. silviù il October 18, 2007 10:08 am

    Ma qualcuno l’ha visto il video [ http://slmpds.net/slmpds.htm ]di promozione? non fossero bastati sbancor e il giùgenna a far passare la voglia di buttar via soldi…

  5. Ettore Mascarponi Raimo il October 18, 2007 10:16 am

    E’ edito dalla Stacchia?

  6. elisabetta il October 18, 2007 10:19 am

    ah, io il libro non lo compro.
    a me l’inchiostro rosso-sangue mi fa venir male agli occhi!

  7. elisabetta il October 18, 2007 10:23 am

    (comunque questo sbancor è molto maleducato. capisco la critica dura, ma dire addirittura che il libro gli fa venire in mente la nausea…)

  8. Sauro Sandroni il October 18, 2007 10:27 am

    Dunque, le sinapsi mi ricordano più Doris Lessing, mentre i paradigmi mi fanno pensare alla Fallaci. Sono un po’ indeciso, e con l’anima devastata.

  9. Ettore Mascarponi Raimo il October 18, 2007 10:34 am

    Caro Sauro, un dubbio: ma questa Babsi Jones lo fa esplodere il linguaggio? Lo moltiplica? Lo decostruisce e ricostruisce? No, perché su IBS ho letto così ed ero curioso.

  10. Edo Grandinetti il October 18, 2007 11:01 am

    Soprattutto, dopo che il linguaggio esplode, le schegge che fanno? Rimbalzano impazzite? Feriscono i civili?

  11. Sauro Sandroni il October 18, 2007 11:42 am

    Devastano l’anima. Certo che anche lei, Prof. Mascarponi, a leggere i commenti su ibs… non potrebbe guardare i film porno, come tutti gli altri?

  12. Cav. Marcello Stacchia il October 18, 2007 11:46 am

    Giovanotto Mascarpone,
    rispondo alla sua domanda: no, questo libercolo non è edito dalla nostra casa bella.
    Conoscevo un certo Jones… Indiana mi pare si chiamasse… ma questo signor Babsi non l’ho proprio mai sentito.
    Comunque non creda che al primo fesso che passi davanti a Palazzo Stacchia gli si pubblichi un libro: la selezione è ferrea al limite dell’impossibile.

    Cordialmente,

    Cav. Marcello Stacchia

  13. Edo Grandinetti il October 18, 2007 12:06 pm

    Eggià, Cavaliere, passare indenni dalle grinfie dello Steregoni non deve essere un giuoco da ragazzi.
    Suo
    Edo

  14. Cav. Marcello Stacchia il October 18, 2007 12:07 pm

    Giovanotto,
    può dirlo forte.
    Non immagina neanche quanto…

    cordialità,

    Cav. Marcello Stacchia

  15. Ettore Mascarponi Raimo il October 18, 2007 12:10 pm

    E’ la moglie, cavaliere. Babsi è la moglie di Indiana.

  16. Edo Grandinetti il October 18, 2007 2:19 pm

    Scusi, professore, IndianA è nome femminile e Babsi è nome maschille, no?

  17. Ettore Mascarponi Raimo il October 18, 2007 2:26 pm

    Quando ha ragione, ha ragione. Indiana sarà la moglie. Ma Babsi mi risulta maschile plurale. Saranno due fratelli.

  18. Edo Grandinetti il October 18, 2007 3:01 pm

    E’ genitivo, professore. Genitivo. Babsus, Babsi

  19. elisabetta il October 18, 2007 4:24 pm

    però ora io mi chiedo… ma la jugoguerra è ai frutti di bosco o pesca e ananas?

  20. Ettore Mascarponi Raimo il October 18, 2007 4:30 pm

    E’ col bifidus attivo, mi sa

  21. Edo Grandinetti il October 18, 2007 4:59 pm

    Betta, mi sa che è integrale. E’ meglio anche per le torte.

  22. Nicolò La Rocca il October 19, 2007 10:47 am

    Scusa Sauro, ma questo pezzo e di una volgarità inaudita.

  23. La Lipperini il October 19, 2007 11:07 am

    Al solito, si fa “satira” a vuoto, senza aver letto il libro di cui si parla, semplicemente prendendo di mira il bersaglio più facile.
    Non conterà nulla, ma dopo la lettura del post ho tolto questo sito dal mio blogroll. Il che sarà sicuramente festeggiato come un fatto positivo, me ne rendo conto. State bene.

  24. Cabaret Bisanzio il October 19, 2007 11:30 am

    Il pezzo di Sauro non è “satira a vuoto” perché non è satira sul libro, che Sauro non ha letto. Questo sembrava chiaro, ma forse non lo era abbastanza. Ciò che viene preso di mira è il can can che è stato creato attorno al libro, e più che satira forse sarebbe meglio definirlo una parodia.

    Non è chiaro infine perché dovremmo festeggiare la cancellazione da un blogroll.

  25. Elisabetta Rubicone il October 19, 2007 11:42 am

    sono sinceramente allibita.
    Quello che ha fatto sauro è chiaramente una parodia (riuscitissima secondo me) di certo modo di fare critica letteraria.

    Che il bersaglio non sia il libro ma chi l’ha recensito mi sembra lampantissimo.

    Gli “attacchi” erano tutti rivolti al modo di scrivere, obiettivamente ridicolo, del recensore, citato anche in un link.

    Mi meraviglio che persone intelligenti e acute non se ne siano rese conto.

  26. Wilmer il October 19, 2007 11:42 am

    Perchè l’autore del commento precedente è Cabaret Bisanzio? Non credo che tutti i venti cabarettisti concordino su quello che Sauro voleva o avrebbe voluto dire col suo post di ieri. Mi dissocio. Ognuno è libero di scrivere cio’ che vuole, Sauro come Tizio e Sempronio; e conseguentemente Sauro come Tizio e Sempronio deve rispondere singolarmente di quello che scrive ed ha scritto.

  27. Cabaret Bisanzio il October 19, 2007 11:56 am

    Wilmer, non è necessario dissociarsi da un post che non hai scritto tu. Sauro ha assoluta libertà di scrittura, come tutti qui dentro e dunque è ovvio che altri possano non condividere. Cabaret Bisanzio risponde a critiche fatte al “sito” in generale e chiarisce lo spirito del post.

  28. Wilmer il October 19, 2007 12:03 pm

    Volevo solo mettere in chiaro alcuni punti, perchè - anche il post di Sauro lo dimostra - spesso e volentieri si capisce fischi per fiaschi.

  29. Sauro Sandroni il October 19, 2007 12:21 pm

    Uhm… non ho ben compreso chi avrebbe capito “fischi” e chi “fiaschi”. Quanto alla specifica materia del contendere, non credo sia necessario mettersi a spiegare ciò che dovrebbe risultare ovvio.

  30. Roberto Chilosi il October 19, 2007 12:33 pm

    applausi per fibra fibra fibra fibra…

    bravo cmq sauro, non e’ sempre lo sport a vincere

  31. Sauro Sandroni il October 19, 2007 1:30 pm

    Eh, Kilos, in questi tempi di doping imperante… :-)

  32. Filippo Bologna il October 19, 2007 3:16 pm

    Comunque il web salottino letterario delle buone maniere non conosce proprio il dono dell’ironia, e i padroni - o le padrone - di casa, mettono subito alla porta l’ospite al quale dopo il tè scappa un ruttino.
    Era ora che un sito di satira facesse incazzare qualcuno.

  33. La Lipperini il October 19, 2007 4:00 pm

    Intervengo per l’ultima volta e tolgo il disturbo.
    Bene, bravo sito di satira: noto con gioia che i tuoi bersagli sono scelti accortamente. Non, per esempio, il disegno di legge governativo che da oggi rischia di azzerare la possibilità stessa di scrivere su Internet come si è fatto fino a questo momento.
    Bensì una scrittrice che, come non accorgersene?, è ovunque: tutti i giornali e i telegiornali e i programmi televisivi stanno parlando di lei, in questo momento. Questo è quello che si evince leggendo questo post e molte delle reazioni.
    Il libro di Babsi avrà avuto, sì e no, quattro recensioni su carta stampata. L’autrice ha interrotto la pubblicazione del suo blog. Non è ospite di nessun programma. Di quale “doping” va cianciando Sauro Sandroni? E se ad essere messa in “satira” è la recensione di Sbancor, peggio mi sento: fino a questo momento avevo letto soltanto gli articoli di un solo giornale che criticava i recensori, sbeffeggiando così contemporaneamente anche gli autori e vantandosi di non aver letto il testo in questione, tanto per non entrare davvero nell’argomento. Per la cronaca, il giornale in questione appartiene a Marcello Dell’Utri: mi sembra che la metodologia qui usata sia molto simile.
    Infine. Il salottino del web letterari è soltanto nella testa di quelli che masticano stereotipi vecchi e insulsi : e che pensano, suppongo, sulla base dello stesso luogo comune che fa tanto figo, che in quel “salottino” si decida la sorte dell’editoria. Ridicolo, oltreche falso.
    Nei fatti, ribadisco quel che ho detto: scegliete i vostri bersagli fra i più deboli. Il tiro al piccione fatto su Babsi (perchè è una donna? perchè viene realmente ferita dalle parole altrui? Sentiamo) è, non da oggi, uno sport diffuso sul web.
    Per me questo è vergognoso.
    Questa non è satira.
    E’ vigliaccheria.
    Statemi bene.

  34. Elisabetta Rubicone il October 19, 2007 4:09 pm

    signora Lipperini, mi lascia devvero senza parole.

    L’obiettivo della satira non è affatto Babsi Jones, ma chi ha scritto quella recensione, pretenziosa nei toni e ridicola nelle parole usate.

    E’ possibile sottolineare questi difetti in o, visto che il libro recensito è scritto da una donna, ogni tipo di critica nei confronti di chi ne parla è da considerarsi vergognosa e vigliacca?
    Ogni recensione deve essere considerata ben scritta a prescindere?
    Ma è davvero questo che vuole?
    Io non ci credo, non ci posso credere…

  35. Roberto Chilosi il October 19, 2007 4:11 pm

    mamma mia che livore. ma a me non sembrava cosi’ offensivo il post di sauro. il mondo e’ bello (o brutto perche’ e’ vario). la signora chiede perche’ non parlare della nuova proposta di legge? perche’ invece uno non puo’ decidere di parlare proprio di babsi?
    un libro puo’ piacere o non piacere cosi’ come una legge, e democrazia e’ poterne parlare, anche in termini satirici e poco conta che babsi sia donna uomo o altro.
    io non sto a discutere sui contenuti del libro, che non mi interessa proprio: puo’ essere bello o brutto, ma francamente non mi cambia la vita, ma sul fatto che ci si debba scandalizzare e pure tacciare di razzismo, chi si permette di scriverne.

    ma in fondo, in fondo in fondo, a me, che me ne frega?

  36. Cabaret Bisanzio il October 19, 2007 4:14 pm

    Del disegno di legge, Cabaret Bisanzio parlerà domani.

  37. La Lipperini il October 19, 2007 4:24 pm

    Ok, mi autosmentisco e reintervengo.
    Primo: certo che siamo in democrazia. Ed io ritengo democratico, allora, venire qui ad esprimere la mia opinione. Quanto al blogroll: è consuetudine, in rete, inserire fra i propri link i blog e i siti che si sentono affini. Non sento affinità alcuna fra questo modo di concepire la satira e il mio: quindi, esercitando quello che ritengo un mio diritto, ho tolto questo sito dai miei link.
    Elisabetta: io non voglio proprio nulla. Cerchiamo di capirci: se si sbeffeggia un recensore, dichiarando di non aver letto il libro (ma non essendo affatto teneri nei confronti del libro medesimo: non prendiamoci per il culo, per cortesia), lo si fa solo per stigmatizzare il modo di scrivere del critico o non, anche, per colpire la scrittrice?
    Se l’autore del post avesse letto il romanzo e scritto una stroncatura, anche feroce, non ci sarebbe stato nulla da eccepire: è esattamente nel modo obliquo in cui ha agito che io vedo vigliaccheria.
    Ps. Non è obbligatorio parlare del decreto legge, per carità. L’ho semplicemente citato come esempio di bersaglio forte contrapposto ad uno debole. Era per dire che non basta prendersela con qualcuno per sentirsi bravi, furbi, spiritosi, intelligenti. Bisogna anche scegliersi l’antagonista, e avere il coraggio di sceglierselo forte. Altrimenti, a mio modestissimo avviso, il valore di queste “coraggiose” sortite non è dissimile alle risate finte dei filmati di Paperissima, quelli con i bambini che picchiano la testa sul seggiolone, per intenderci.

  38. Elisabetta Rubicone il October 19, 2007 4:31 pm

    Non posso ovviamente parlare per Sauro, posso parlare di quello che ho percepito io leggendo il suo pezzo.
    Io ci ho visto una critica al modo di scrivere di chi ha fatto la recensione al libro.
    Ho seguito il link in fondo al pezzo ed ho trovato che la recensione fosse talmente brutta da meritare una parodia.
    Ho trovato anche la parodia ben riuscita.

    Tutto qui.

    Nessuna offesa all’autrice, casomai al modo di incensarla che ha usato il recensore.
    Davvero nulla di male, mi pare.

    Detto questo, lei è ovviamente liberissima di assegnare i suoi link a chi sente più vicino.

    Sempre a titolo personale, le dico che a me spiace averla “persa”, visto la stima che comunque continuo a nutrire nei suoi confronti.

  39. Antonio Pagliaro il October 19, 2007 4:54 pm

    1. Ognuno gestisce il proprio blogroll come meglio crede, è naturale. E infatti nessuno contestava questo. Ma dire che qui “sicuramente” si festeggia la rimozione dal suo blogroll non ha senso.

    2. Che esistesse un tiro a Babsi sul web, io lo sto scoprendo adesso e, sono certo, anche Sauro. Forse leggiamo poco in giro, sarà colpa nostra, ma certo CB non voleva inseguire una moda. Né voleva colpire un bersaglio debole, è chiaro. Abbiamo fatto satira su bersagli di ogni tipo, inclusi scrittori fortissimi come Camilleri, Faletti e Moccia.

    3. Il confronto con il decreto legge è ovviamente fuorviante e serve solo a rammentarci come scegliamo male gli argomenti. In realtà non c’entra nulla, e gli argomenti continueremo a sceglierli come meglio crediamo. E ovviamente scrivere nei commenti “avreste dovuto parlare di” non è un commento al post.

    4. Il fatto poi che Babsi sia donna non ha nulla a che vedere con la natura di questo post. Che poi sia “realmente ferita dalle parole altrui” come avremmo potuto saperlo? (Oltre al fatto che non mi sembra si possa essere feriti da un post così).

    5. Infine, fare il nome di Dell’Utri, condannato per mafia, e paragonarci a lui è molto offensivo (oltre che, naturalmente, del tutto strumentale). D’altra parte chi ritiene che non si possa fare la parodia delle recensioni mi sembra più in linea con il disegno di legge di cui sopra che con il web libero come piace a noi.

  40. Marco il October 19, 2007 5:00 pm

    Salve Loredana, solo poche parole per dirti ciò che penso di questa polemica. Non ho letto Babsi Jones, ma è innegabile che stia godendo di una visibilità molto maggiore di quella riservata ad altri esordienti. I motivi immagino siano due:

    1) Che il suo libro probabilmente è un buon libro;
    2) Che le relazioni intessute (come fanno tutti: come faccio io, come fa chiunque voglia pubblicare) in questi anni abbiano facilitato la sua visibilità, perlomeno in Internet, perlomeno in certi ambienti.
    In libreria vedo pile dei suoi libri: evidentemente è un esordio (fortunatamente per lei) ben lanciato, fuori dalla media. E buon per lei, ripeto: da quel poco che ho capito leggendo la sua biografia e la sua esperienza, mi sembra che se lo meriti.

    La cosa che non capisco è perchè non si possa ridere (comunque) sopra il suo libro. Personalmente avrei affrontato il pezzo di satira giocando su aspetti diversi - per esempio sulla temibile seriosità che emanano libro e sito - ma questo è un altro discorso. Sono però dell’idea che bacchettare (e togliere il cyber-saluto) per un pezzo di satira magari tarato male non sia la reazione giusta. La satira, anche quando è cattiva satira, ce la si tiene e basta.

  41. Sauro Sandroni il October 19, 2007 5:35 pm

    Tra le accuse che mi rivolgi, Lipperini, ti sei dimenticata quella di satanismo. Hai messo il maschilismo e il fascismo, ma non il satanismo. E’ una cosa su cui hai sorvolato O forse è mancata qualche bestemmia da parte mia? Se è così, mi scuso fin da ora e dichiaro di essere pronto a rimediare (e grazie per non aver fatto accenno alla pedofilia).
    Io il libro di Babsi Jones non l’ho letto, lo ribadisco. Non è a lei che è rivolto il mio post, ammesso che sia rivolto a qualcuno in particolare. La conosco poco come blogger e per niente come scrittrice (figuriamoci poi come essere umano). Per me può aver scritto il libro più bello del mondo o il più brutto: lo ignoro. A me fa solo pensare un certo modo di fare recensioni, i termini usati,
    e un certo modo di farle circolare in rete (che pare sia piccolissima, a giudicare dai nomi che vi si incontrano di continuo). Credo comunque che Sbancor abbia le spalle sufficientemente larghe per fronteggiare il vile agguato squadrista (una squadra formata da me, da Sauro e da Sandroni, tre brutti ceffi) che gli ho vigliaccamente teso, nascondendomi dietro al mio nome e cognome. E del resto io, che nella blogosfera sono conosciutissimo, quotatissimo e onnipresente, me la devo prendere con sitarelli piccoli e senza personalità come Carmilla, che non ha certo la possibilità di difendersi dai miei soverchianti e subdoli attacchi; mica posso farlo con gente più forte, culturalmente, dialetticamente e numericamente attrezzata di me,no? Sennò che vigliacco sarei? Capirai quindi che quelli di Carmilla siano il mio naturale bersaglio.
    Mi tocca ribadirlo ancora: non ho letto il libro di Babsi Jones. Non è lei il mio bersaglio (?), nè il suo libro. Ho spiegato quello che mi ha ispirato nello scrivere il post (e non c’è niente di più penoso che dover spiegare le cose che si intendono ironiche). Se non l’hai capito, se il tuo senso dell’umorismo non collima col mio, beh, pazienza. Potrei invitarti a prendere le cose come quella che ho scritto con un po’ più di leggerezza e con la guardia leggermente più bassa, ma non vorrei essere accusato di maschilismo o altro, e preferisco evitare. Casomai un favore potresti farmelo tu: puoi darmi gentilmente una lista di bersagli da colpire che siano sufficientemente forti per reggere la mia forza d’urto? Che ne so, visto che sui critici di Carmilla (o sui critici internettiani in generale?) non si può scherzare, forse potrei prendermela col blog di qualche quattordicenne (maschio) che parla
    in termini entusiastici dei Tokio Hotel (a me i Tokio Hotel stanno sui coglioni, e loro li ho pure sentiti, purtroppo)? O con il blog di qualche ultrà del Milan (maschio anche lui, per carità)? Questa gente secondo te è sufficientemente forte per resistermi? Chiudo ribadendo una cosa (non si sa mai): non ho letto il libro di Babsi Jones. Di Babsi Jones ho letto qualche volta il suo blog, aprrezzandolo pure. Lei non è il mio bersaglio, non ci penso neppure. Il fatto che le parole la feriscano mi dispiace, e spero che non si sia sentita ferita per le mie, perchè non era a lei che erano rivolte. Anche a me le parole feriscono (nghè!): non è piacevole sentirsi dare del vigliacco, del fascista e del maschilista solo per aver osato scherzare su gente evidentemente intoccabile (oltre che maschia). Non su Babsi, della quale non ho mai letto il libro e che non conosco, forse è meglio ribadirlo.
    Qui, Lipperini, l’unica cosa fascista che c’è, è la pretesa di poter dire quello su cui si può fare “satira” (le virgolette ce le metto io, così ti risparmio la fatica) e quello su cui invece è vietato. E meno male che non digiti dalla Bulgaria, sennò è capace che mi buttavano fuori da Cabaret Bisanzio e mi toccava stare anni a fare i tour nei teatri.

  42. Filippo Bologna il October 19, 2007 5:51 pm

    La signora Lipperini è liberissima - ci mancherebbe - di togliere dal suo blog roll il link a Cabaret Bisanzio e di tenere quello a Babsi Jones. Non ne gioisco, non me ne dispiaccio.
    Sul fatto che i critici non si possano criticare, e i recensori godano dell’immunità, ho qualche riserva.
    E se voglio scrivere un pezzo contro Pacchiano, D’Orrico, Giovanardi o i loro corrispettivi avatar sul web non è che devo sentirmi Dell’Utri.
    Per il resto, Sauro ha “sbagliato”. Non si poteva parodiare quel pezzo perché era già parodia. E la parodia di una parodia, annulla l’effetto e ristabilisce subito la serietà.

  43. Nicolò La Rocca il October 19, 2007 6:17 pm

    Sauro ho scritto che il tuo post è volgare perché dicendo di fare satira sul circo in realtà butti merda sulla scrittrice. Preciso subito una cosa: non conosco la Jones, non ho letto il suo libro, non so nemmeno di cosa parli, e non ho mai (tranne quale veloce scorsa) letto il suo blog. Il punto non è, secondo me, se fa ridere o no il tuo articolo. Il punto è un altro. Il punto è che mi fa l’effetto dei commenti malevoli su IBS, lascia un brutto sapore in bocca. Ti faccio un esempio: si può dire che su Saviano il “circo” abbia lavorato molto. Si può dire che Gomorra abbia ricevuto certe attenzioni mediatiche un po’ ridicole. Si può dire che Gomorra sia stato trasformato spesso in un oggetto feticistico e altre, tante altre cose ancora. Si può dire quello che si vuole, ma se non si dice che il suo libro è un bel libro si svirgola di parecchio. Se si scrive un pezzo solo sulla Gomorra mediatica che si è scatenata al lettore resta un’impressione negativa anche del libro. Io ho visto alcuni difetti in Gomorra, ma se focalizzo la mia attenzione sui difetti, trascurando quanto di buono ci trovo (dato che gli aspetti positivi mi sembrano di gran lunga maggioritari rispetto a quelli negativi) faccio un’operazione scorretta. Insomma, Sauro, parlando del libro della Jones per come hai fatto, cadi anche tu nella trappola che vorresti denunciare (ammesso che esista). Hai fatto la stessa cosa che avrebbero fatto secondo te i pubblicitari della Jones ma con una polarità opposta. Hai ridicolizzato l’autrice (ti ripeto, non la conosco, non so dirti se il suo sia o no un buon libro) senza averla letta. Dichiari alla fine che il tuo è un intervento sarcastico su certa critica. Ma massacri la Jones, la travolgi. Il lettore capisce e non capisce. Vede solo un libro e la sua autrice sputtanata. E con battute da avanspettacolo. Questa è la mia impressione.

  44. Sauro Sandroni il October 19, 2007 6:54 pm

    Le battute da avanspettacolo hanno una certa dignità, al contrario di certi atteggiamenti da lesa maestà che intendo io (e non mi riferisco nè a te, Nicolò, nè tantomeno a Babsi Jones; il cerchio si restringe). Che il mio obiettivo (?) non fosse BJ si evinceva chiaramente dall frase con cui concludo (se la gente non legge fino alla fine non posso farci nulla, se non forse mettere una bella donna nuda in fondo al post) e dal link al quale rimandavo (che è sempre alla fine; la prossima volta lo metto nel titolo). Sapete cosa faccio? Adesso mi leggo il libro di Babsi e spero che non mi piaccia, così ci faccio una bella stroncatura particolareggiata e chiudiamo la querelle, ammesso che si scriva così, querelle.

    P.S.
    ah, a scanso di equivoci: non ho letto neppure Gomorra, e forse è meglio che non mi legga neppure le recensioni che si trovano in rete. Non vorrei prendermi del fascista, nichilista, disfattista e tutta un’altra serie di cose che finiscono in -ista, non ultimo milanista o neocentrista.

  45. cav. Marcello Stacchia il October 19, 2007 7:16 pm

    caro giovanotto Sandroni,

    e ora basta! ha ragione il sig. Lipperini! lei è solo un mascalzone, si vergonii!! ma si tratta così la moglie di un grande personaggio del cinema… e solo perché la Stacchia non ha pubblicato il suo romanzo non è che ora tutti devono sparargli addosso.

    per dirle quanto ha ragione, pensi, sig. Lipperini, che una volta eravamo io, Lucio Dalla, Giuseppe Ungaretti, Luciano Steregoni e Nino Bixio a passeggio per Recanati: ad un certo punto arriva Giacomo Leopardi e mi fa “Cavaliere senta qua, ho composto un verso bellissimo: M’illumino d’immenso. Le piace?”. Al che Giuseppe afferra il bicchiere di assenzio che si stava bevendo e glielo scaglia in faccia gridando “Farabutto, quel verso è mio!”. Ne è seguito un parapiglia che non le dico. Insomma, per farla breve, quando mesi dopo quel Leopardi si è presentato a me per pubblicare una sua cosetta, L’infinito mi pare si chiamasse, l’ho messo alla porta senza esitazioni! Chissà a chi l’aveva copiata, quello.

    Quindi, bravo il sig. Lipperini, conduca la sua battaglia per la letteratura bella, come facciamo anche noi alla Stacchia: e soprattutto censuri persone come il sig. Sauro, che con quel modo di parlare che ha “certa sinistra”, dice e non dice, lascia intendere, li conosciamo noi questi comunisti! solo tante leniate su quella groppa si meritano! vergonia!

    L’unico cosa su cui dissento, caro sig. Lipperini, è la difesa della donna: e insomma, non ci ricordiamo le nostre mamme chine sull’asse da stiro, preda della pulsioni estemporanee dei nostri padri, quanta serenità ci hanno dato? che la femmina stia al suo posto, che tanto è ben delimitato dalla camera da letto, cucina e bagno: al resto ci pensiamo noi.

    suo

    cav. Stacchia

  46. alessandra il October 19, 2007 7:39 pm

    A me, potenziale acquirente del libro, mi pare molto più un massacro la copertina, la recensione di Sbancor, il video in cui viene scritto “io” con il sangue. Sono queste le cose che mi respingono, non certo questo post su una recensione assurda. Poi siccome non mi fido della pubblicità, delle copertine, dei titoli, dei siti che spiegano e di alcuni recensori, quando ne avrò l’occasione, di sicuro gli darò un’occhiata.

  47. christian raimo mascarpone il October 19, 2007 7:59 pm

    domenica esce una mia recensione di babsi jones su “liberazione”. nel suo libro c’è sicuramente una mancanza di ironia, un tentativo di trovare la tragicità che davvero è facile mettere in parodia, farle il verso. uno potrebbe pensare ecco una tremendona sfatta che si cerchia gli occhi con l’uniposca nero. e che sandroni lo faccia, via, può andare anche bene. il punto è che quello di babsi jones per tantialtri versi è veramente un libro importante. e la seconda parte è bellissima. ora, cosa farne di questa cosa?
    il pericolo non è tanto secondo me la mancanza di rispetto, la chiacchiera livida o cazzeggiona che mette in ridicolo le varie forme di criticume - in “cos’è questo fracasso” scarpa faceva un pezzo meravigliosa sui tic dei critici - quanto quello di relativizzare gli sforzi veramente minimali che si vedono in italia per riuscire a creare un tessuto di relazioni, di dibattito sulla narrativa.
    non è facile mettere in parodia scurati, e i suoi strali sul romanzo?
    e genna con le sue visioni psicofoniche?
    e la lipperini con i suoi fanatismi da adolescente al cubo?
    e nel mio orticellino-ino, me - raimo mascarpone - con le mie sorelle tanatofile?
    il punto, secondo me, è che la critica goliardica rischia appunto di non cogliere il bersaglio.
    in “adenoidi” di luttazzi ci sono due grandiosi esempi di critica culturali. una disamina di “va’ dove ti porta il cuore” intitolata “Reparto infatuazione delle proprie parole” in cui luttazzi semplicemente annota le volte in cui ricorre nel romanzo della tamaro l’espressione “all’improvviso”: tutto accade all’improvviso, la gente sbadiglia all’improvviso.
    e una ridescrizione cavillosa di una puntata del maurizio costanzo show. rispetto a oggetti pop, luttazzi, che un comico intelligentissimo e un critico letterario fenomenale secondo me, sceglie di non scoccare il tiro più facile. come per dire bebo storti con thomas prostata. ma fa un’operazione ulteriore, cerca di trovare un livello linguistico che riveli altro. e lo fa con una serietà a lui totalmente desueta, non cerca l’ammicco ma è didascalico, rompe le palle con pedanteria.

    detto questo, io non sono per esempio una persona molto sensibile. non mi offendo quasi. ma quando uscì il mio libro di racconti, “latte”, giuseppe genna nel suo sito di allora, i miserabili, lo etichettò come “una sordida accozzaglia di stronzate in libertà”. la presi male. da allora su di me ha cambiato molto idea, e siamo forse addirittura amici se non ci stimiamo comunque molto. ma presa così - nel vuoto di un giudizio di qualcuno che non conosci - per un’esordiente come babsi jones, che ok non è franca valeri, una critica anche fatta con goliardica benevolenza secondo me può far male. delude. uno ci mette otto anni per scrivere un libro e si sente liquidato a cazzo. e sandroni, purtroppo per i suo intenti, sembra più vicino a massimiliano parente che a qualcuno che dialoghi con chi fa il suo mestiere in modo enfaticamente onesto.

    o magari lei ha più ironia di me e questa difesa d’ufficio, questo discorso teorico, le sembra un delirio.

  48. Sauro Sandroni il October 19, 2007 8:16 pm

    No no, che delirio e delirio, le tue parole pacate mi sembrano apprezzabili. Più che altro io non so chi sia il Massimiliano Parente al quale mi paragoni, ecco. E’ grave? E comunque (spiace doverlo ripetere), l’unico che in teoria potrebbe risentirsi per qualcosa è Sbancor, non Babsi. Tra l’altro, con quel nome da cattivo dei fumetti Marvel, me lo vedo pure che mi entra in casa volando, dalla finestra, e mi incenerisce con i raggi gamma…

  49. Antonio Pagliaro il October 19, 2007 8:20 pm

    Va detto che tu che ti firmi Mascarpone sei un grande :)

  50. Filippo Bologna il October 19, 2007 8:32 pm

    Questo di Cristhian Raimo - Mascarponi - Raimo è un bell’intervento (non c’è nessun sarcasmo). Perché non è pesante ma pesato. Perché è pacato e non risentito. Spiega semplicemente quello che pensa. E questo è quello che penso io.
    Che in parte ha ragione Raimo, se uno ci mette dieci anni a scrivere un libro e lo vede liquidato con un giudizio sprezzante, ci può restare male. In parte. Infatti “ci può”, non “ci deve” restar male. Perché se si vuole giocare a questo giochino di società, bisogna accettarne le regole, anche quelle scritte piccole sul retro della scatola.
    Non ci sono solo le tartine con gli scrittori, le presentazioni di libri con gli amici, le tirature, gli elogi e i plausi. C’è anche il tiro al piccione, le critiche e le stroncature. Che possono essere benevole, malevole, civili, incivili, gratuite o giustificate.
    Se Scurati non si sente ridicolo a posare su Vanity Fair ci si deve sentire forse il povero Sandroni per un innocua presa in giro di una presa in giro?
    Ma lo sa la gente comune quando apre le belle pagine fruscianti degli inserti culturali che i critici e gli scrittori son tutti amici, che si mandano gli sms e spesso cenano con le gambe sotto allo stesso tavolo? Lo sanno che i recensori - non tutti, molti - si scelgono amici, e nemici, da recensire e da non recensire, dopodiché “mandano secondo che avvinghiano”?
    Facciamo una moratoria letteraria, depenniamo il reato di lesa maestà.
    La suscettibilità, il male di troppi.

    Pubblicare si dice. Quindi diventare pubblici. Esposti al pubblico (trionfo/ludibrio).
    Venire in piazza. Per riscuotere gli applasi, per prendersi i pomodori.
    Gli umori dele piazze, si sa, son ballerini.
    Chi ha paura delle piazze rimanga tappato in casa, chiuso, in un cassetto.

  51. francesco il October 19, 2007 8:43 pm

    io domani farei volentieri un post che parla in termini entusiastici dei Tokio Hotel dedicato a sauro (se non andassi a roma a sentire il poeta catalano, che è a roma, non me lo posso mica perdere)
    per il resto, se qualcuno trova in questo post qualcosa di offensivo nei confronti di babsi e del suo libro, ma soprattutto nei confronti della sua persona, boh, io non capisco

  52. Sauro Sandroni il October 19, 2007 8:57 pm

    Francesco, non provarci neppure a fare un post entusiasta sui Tokio Hotel, o ti scateno contro tutta la mia terribile potenza di fuoco, compreso il mail-bombing con le offerte di rolex finti e la scritta denigratoria con lo spray sui muri sotto casa. E poi col cacchio che sei un quattordicenne, te :-)

  53. La Lipperini il October 19, 2007 9:56 pm

    Sì, ci voleva Christian, con la sua pacatezza, a chiarire le cose (ma l’adolescente al cubo me la paghi, mio caro, prima o poi…e sto scherzando). Aggiungo un elemento ulteriore che forse getta più luce sulla vicenda. E’ vero, non è necessario sapere chi sia Parente e cosa sia successo a Babsi prima di tutto questo (però, se si fa un blog “anche” di satira letteraria, forse gioverebbe saperlo, giusto?). Circa un mese fa, si è verificata una faccenda molto simile a questa, ma più greve. Su un altro blog “satirico”, prima ancora che il romanzo uscisse, il recensore di Rolling Stone, che parlava molto bene del libro, è stato massacrato. Letteralmente. E Babsi con lui. Le è stato dato della puttanella in cerca di fama, e cose così. C’è stato un eco, molto pesante, anche sul mio blog. In seguito a quell’episodio, Babsi ha smesso di postare.
    Ora. Io sono in assoluto disaccordo con chi dice che il gioco è questo e bisogna giocarlo fino in fondo, o altrimenti è meglio starsene chiuso a casa. Con chi dice che non bisogna prendersela. E se uno se la prende, invece? Se uno che non ha CHIESTO visibilità, recensioni, complicità a chicchessia (e di questo mi faccio garante, perchè conosco bene Babsi) si ritrova alla berlina? Perchè, caro e spiritoso e divertente e innocente Sauro, questo è il fatto ed è innegabile. Il bersaglio è ufficialmente Sbancor, nei fatti diventa ANCHE Babsi. Bene, secondo me ha tutto il diritto di postare, scrivere e, per proprio esclusivo merito e non per lobbistica, pubblicare anche chi non ha la scorza abbastanza dura per reggere tutto questo. E’ un suo diritto. Per me, in casi come questo, è mio dovere difendere queste persone. Oltretutto, parliamoci chiaro: non vi ho additato al pubblico ludibrio. Non ho fatto un post con su scritto “guardate questi”. Vi ho solo detto che vi ho tolto dal blogroll. Non mi pare una tragedia.
    Ok, torno sul cubo.

  54. Antonio Pagliaro il October 19, 2007 10:41 pm

    Mah.
    Dopo una breve ricerca ho trovato la “faccenda molto simile a questa”. Se non ho sbagliato è questa. Ma io di simile non ci vedo nulla. Qui nessuno ha offeso Babsi Jones, nessuno l’ha chiamata whore, e anche il tono dei commenti è molto molto diverso.
    E poi sono d’accordo con Filippo: pubblicare è venire in piazza, e si prendono applausi e pomodori. Bisogna saperlo fare.

  55. Kaichi il October 19, 2007 11:16 pm

    In quel caso è stato offeso Pierantozzi, che poi ha scritto un pezzo molto bello e “diverso dal solito”. Come altrove (sempre per la Jones) è stato offeso Genna. Il problema è capire se ce la prendiamo con Babsi Jones, con il suo talento,o con la Rizzoli.

  56. Antonio Pagliaro il October 19, 2007 11:32 pm

    Scusa Kaichi, ma in quel caso oltre a Pierantozzi (che però diamine, ma come scrive?), è stata offesa anche BJ. Tranne che ad esempio “puttanella” e “sabbia nella vagina” siano parole non offensive. Certo però che qui non è stato fatto nulla di simile.

  57. Sauro Sandroni il October 19, 2007 11:39 pm

    Kaichi, per quanto mi riguarda non me la prendo con nessuno dei tre: i primi due non li conosco, la terza (cioè, non Laterza: Rizzoli :-D) non mi ha fatto niente di male.

    Lipperini, vedo che continui a considerare “satira” tra virgolette tutto quello che non ti piace, che non ti fa ridere o che “attaccherebbe” (scusa le virgolette) persone che conosci (chissà, magari conosci anche Sbancor). Vai così. Mi dispiace - sinceramente, senza nessun sarcasmo - per le brutte storie precedenti che ha avuto Babsi, ma non credo che siano imputabili a me. Nè credo che riuscirai a farmi sentire in colpa per qualcosa che non ho fatto. Se ti pare che io abbia dato a Babsi della “puttanella in cerca di fama e cose così”, allora le cose sono tre: o sei in malafede e ti stai arrampicando sugli specchi, o hai qualche problema a comprendere quello che scrivo, o il problema è proprio mio, che non riesco a farmi intendere. Babsi non ha chiesto visibilità, recensioni, ecc? Non stento a crederlo. E infatti io mi considero libero di prendere per il culo (con pesantezza, lo so, con volgarità, come no, con nessun acume, certo; non sono un intellettuale, io) chi fa certe recensioni in un certo modo, che gliele abbiano chieste o meno; non il recensito. Quanto a difendere le persone che conosci e che consideri senza la scorza sufficientemente dura per reggere “questo”, sei liberissima di sceglierti le battaglie da combattere. Cerca però di difenderle senza attribuire a cuor leggero patenti di mafioso, maschilista o vigliacco, perchè questo è quello che mi hai detto (e CI hai detto, mettendo nel mucchio tutti quanti). Tutte cose che respingo, a titolo personale e collettivo. Perchè, se ancora non l’hai capito,la cosa che dispiace è questa, non la perdita del link sul tuo blogroll.
    E quanto al fatto che per fare “satira” letteraria sarebbe meglio conoscere chi sia Parente e cosa sia successo a Babsi in uno dei tanti blog della rete, beh, mi sembra un’affermazione che si commenta da sola e che lascia intravedere un po’ di quella chiusa autoreferenzialità che, chissà come mai, non riesco proprio ad apprezzare (sì, perchè adesso non ci crederai, ma chi fosse Massimiliano Parente lo sapevo anch’io, giuro).

  58. Kaichi il October 19, 2007 11:39 pm

    Ho capito…però ce la stiamo prendendo con i commenti di un blog qualsiasi, voglio dire. Potrebbe esserci chiunque dietro quei commenti,anche un ex della Jones.:)Antonio,poi cos’è sto sarcasmo,ce ne fossero di bravi come Pierantozzi.

  59. Filippo Bologna il October 20, 2007 1:37 am

    Dai ragazzi, forse è ora di fumare il calumet della pace.
    Toglietemi tutto, ma non il blogroll…

  60. Antonio Pagliaro il October 20, 2007 9:33 am

    @Kaichi.
    Ma certo che Pierantozzi è bravo, su IBS lo dicono tutti. Ha un successo che manco Mascarponi.

  61. Radulfus il October 20, 2007 9:35 am

    ma vi dirò… a me il fatto che esista Sandroni mi rallegra. Mi fa quest’effetto, strano vero? Capisco che non possa piacere a tutti. Al mio capo Jorge non piace, gli leggo CB ogni settimana, è un ipovedente, e quando saliamo nello scriptorium ci picchia dal nervoso.

  62. Nicolò La Rocca il October 20, 2007 9:52 am

    Antonio, dici: “Pubblicare è venire in piazza, e si prendono applausi e pomodori. Bisogna saperlo fare”. Non sono d’accordo. Puoi essere uno scrittore straordinario ma totalmente incapace di gestire certi conflitti. Non è obbligatorio avere spalle larghe. Uno deve essere libero di restare fragile, anche dopo aver pubblicato un libro.
    Ricordo un racconto di Buzzati, “Non parlare ai canarini anche se si può”. Il protagonista passava sempre davanti a un negozio di animali e fischiettava qualcosa davanti a una gabbia di canarini. Gli uccelli, così sembrava, gli rispondevano. Il protagonista per alcune settimane continuò a fischiettare con i canarini. Poi un giorno non li trovò più. Seppe dal proprietario del negozio che i due canarini erano morti. Così al protagonista venne un dubbio: “Cosa avrò detto realmente ai canarini, al di là delle mie intenzioni? Sono stati i miei versi a farli morire?”

  63. Antonio Pagliaro il October 20, 2007 10:36 am

    Sì, Nicolò, in linea teorica sì: uno deve essere libero di rimanere fragile. Ma se poi questo scrittore straordinario vende centomila copie e ne parlano la radio, la tv e mille blog, e molti lo insultano, lui che fa con le sue spalle strette? Se pubblichi, devi accettare anche questo rischio.

  64. Sauro Sandroni il October 20, 2007 10:39 am

    Nicolò, il racconto che citi è molto poetico, e la morale che contiene può essere pure condivisibile, dal punto di vista teorico, anche se non mi pare calzante per la diatriba nata dopo il mio post. Proviamo quindi per un attimo a spostarci dalla questione Babsi, che rischia di essere fuorviante, e a parlare in generale. Mi chiedo: come fa a sapere, il recensore X o l’autore satirico Y, che l’autore Z (che non conoscono personalmente) è persona fragile non in grado di reggere agli attacchi alla sua opera? E, continuando a ragionare per ipotesi, mettiamo che X e Y non siano due perfidi bastardi che cercano furbescamente di far stare male Z per chissà quali motivi, ma due esseri pensanti che (a torto o a ragione, su questo si può discutere) decidano di parlare male di un’opera che Z ha ideato, o di prenderla in giro (l’opera), perchè di questo la ritengono meritevole: tutto ciò è illegittimo e disdicevole perchè Z (che non conoscono e non è oggetto dell’attacco, lo è la sua opera) è persona fragile che potrebbe rimanere scossa? Quindi bisognerebbe parlare male solo delle opere ideate da persone che si conoscono bene e che sappiamo avere un paio di attributi che nemmeno una tigre inferocita? Quindi le uniche forme di critica (all’opera, non alla persona) moralmente degne sarebbero quelle di Vincenzo Mollica, che non direbbe niente di negativo neppure se il film da recensire fosse quello delle mie ferie a Marina di Bibbona? E l’unica satira permessa sarebbe quella del Bagaglino, dove gli stessi politici che sono sbeffeggiati (diciamo così) sono in sala ad assistere allo spettacolo (diciamo così) e magari in attesa di salire sul palco per prendersi allegramente una torta in faccia (ogni riferimento a Mastella è puramente voluto)?
    E dopo la digressione teorica, torniamo un attimo al caso in questione: qui nessuno vuole il male di Babsi Jones (figuriamoci) o di Sbancor (o di Mastella), mettiamocelo nella testa. Qui si è solo provato a fare satira su un determinato modo di esprimersi e di veicolare le idee (in questo caso, Sbancor). Se qualcuno di questi tre esseri umani si è sentito aggredire a livello personale, ebbene, sappia che ha torto nel caso in cui sia Babsi o Sbancor, e ragione nel caso sia attualmente ministro della giustizia.;-)

  65. Marco il October 20, 2007 12:23 pm

    Sinceramente a me quando Il Giornale m’ha stroncato (’taccisua) ho fatto un atto liberatorio: l’ho tolto dalla rassegna stampa (composta di tre articoli in tutto).

  66. Kaichi il October 20, 2007 12:26 pm

    Caro Pagliaro, se te la prendi con Raimo, Babsi Jones e Pierantozzi non te la stai prendendo con chi “vende centomila copie e ne parlano la radio, la tv e mille blog, e molti lo insultano, lui che fa con le sue spalle strette?”
    Perché non spostare il tiro su Faletti, Ammaniti o Milena Agus? Scusa se te lo dico,ma mi sembra tempo perso…

  67. Antonio Pagliaro il October 20, 2007 12:40 pm

    Io non “me la prendo” con nessuno, indipendentemente da quante copie vendano. Qui si fa satira e critica. Nel nostro piccolo, si capisce. Se poi chiedi di spostare il tiro su Faletti, arrivi tardi. E Faletti, comunque, ci ha letti e si è fatto una risata.

  68. Filippo Bologna il October 20, 2007 1:20 pm

    Io penso che nessuno se la prende con nessuno. Ognuno è libero di scegliersi l’oggetto o il soggetto che vuole. Il compito della critica non è prendere gli autori per i capelli e portarli nella piazza d’armi per l’esecuzione letteraria, che è quello che succede in molti casi.
    E nemmeno sostituire la parola “recensione” con la parola “promozione”, che è quello che succede in molti altri.
    Non sono d’accordo con quello che dice Nicolò. Il discorso dei canarini è molto poetico e delicato però non tiene.
    Perché esiste una cosa che si chiama “industria culturale”. Che è molto più industria che culturale. E’ una sala macchine che brucia milioni di pagine e produce milioni di euro, e ogni tanto, schiacciato tra le pagine, finisce per errore anche qualche canarino.
    Ripeto, conosco l’ambiente editoriale perché ci ho lavorato, non mi piace il sistema, non mi piace né la logica né la prassi. E mi dispiace che ogni tanto qualche canarino ci lasci le penne. Però non esiste rimedio. Il rimedio forse è stampare con piccolissimi editori, restare ai margini della pista a guardare la gente ballare.
    MetTete di esordire con una grande casa editrice. Che stampa tante copie e “investe su di voi”. Mettete che iniziate a rifiutare sistematicamente interviste, presentazioni, passaggi in radio tv. Mettiamo che scrivete un secondo libro. Mettiamo che non sarà facile che lo pubblicate.

  69. Cav. Marcello Stacchia il October 20, 2007 2:59 pm

    Giovanotti,
    suvvia!
    E basta!
    E che è???
    Mettiamo in chiaro una cosa: nel mondo dell’editoria e della letteratura vi sono regole che vanno accettate, anche se non vi piacciono!
    E ve le dico pure:
    1) La fama ed il successo comportano anche l’invidia e il dileggio: ben lo sa il povero Fiunda, costretto ad emigrare in Ciad ed anche lì inseguito da quel mascalzone del giovanotto Sandroni e dalle sue farneticazioni travestite da “satira”! Si vergonii, Sandroni!
    2) Se uno si giova di parentele illustri (come la giovanotta Jones… e che non lo sappiamo chi è Indiana, secondolei???) allora deve accettare anche l’accusa di nepotismo. Nel senso di imitatrice di Cornelio Nepote
    3) Chi si fa chiamare con l’ammiccante sigla BJ è un usurpatore del ben più noto, grandissimo cantante BJ Thomas: uno dei più grandi dopo il mio amico Frank (e sapete di chi parlo…)
    4) Chi la fa l’aspetti
    5) Chi trova un amico trova un tesoro

    detto ciò toglietemi dal vostro blogroll perchè non so cosa sia ed un pò mi inquieta.

    Cordialmente,

    Cav. Marcello Stacchia

  70. cf05103025 il October 20, 2007 7:37 pm

    Mai sopportai BabsiJ.
    Nè il suo blog, nè il suo stile,
    condito di una supponenza immensa
    e non comprerò il suo libro.
    Per ‘na volta che ci feci ‘na critica aspra su n’altro blog di un mio amico, lei, che non cala mai da nessuna parte, vivendo in mondi iperuranici, che é che non è, arrivò e mi caricò di miserie, appoggiata pure da ‘na sua amica sostenitrice, ecco.
    MarioB.

  71. La Lipperini il October 20, 2007 9:08 pm

    Mario Bianco dimentica di ricordare che in quell’occasione attaccò le fotografie e il taglio di capelli di Babsi, se non ricordo male, criticandola per un post dove la medesima parlava dell’agonia di suo padre.
    Post che era stato ripreso da un altro blog senza che lei lo sapesse (in buona fede, in quel caso).
    Alla fin della fiera, torno qui soltanto per dire una cosa piccolissima: io non sto abbaiando per difendere un’amica, non sto agendo per logiche di cricca. A me piacerebbe che si parlasse dei libri, possibilmente dopo averli letti, e non delle recensioni agli stessi oppure delle persone che stanno dietro a quei libri, tutto qui. Non si tratta di voler ridurre il mondo della critica e della satira (senza virgolette) a Mollica: si tratta di chiedere argomentazioni, e non semplicemente risatine complici. Questo intendevo dire: stronca pure Babsi, ma stroncala a ragion veduta. Stronca Sbancor, se vuoi: ma vai al di là dello sghignazzo. Uso lo stesso termine che usava il Dario Fo dei tempi d’oro: dove i bersagli erano colpiti, e con ferocia. Ma anche con motivazioni solide. Altrimenti, sì, si finisce col fare il Bagaglino.
    Una parola su Sbancor: no, non lo conosco personalmente, Sauro, e ci avrò scambiato due mail in quattro anni. Ma Sbancor NON è un critico. E’ qualcosa di più e di meglio: il suo lavoro in rete (di controinformazione, si diceva un tempo) è prezioso e utile. Non mi pare di ricordare altre sue recensioni letterarie: se lo ha fatto in questo caso, è perchè evidentemente credeva e crede con forza in Sappiano le mie parole di sangue. E dal momento che, come sottolineava giustamente Raimo, siamo in molti a puntare su scritture nuove e diverse (che poi un grosso editore abbia deciso di puntarci anch’esso, dovrebbe essere un motivo per rallegrarsi, e non altro), ci si rimane male, e parecchio, quando la si butta in caciara senza entrare nel merito. Quanto al discorso dell’industria culturale, sarebbe lunghissimo rispondere a Filippo: dico soltanto che ci sono state e ci sono persone che riescono a sottrarsi a quella logica, e persino a scrivere buoni libri. E a venderli, e bene, anche. Non è sempre detto che occorra piegare la testa all’esistente. Ciao.

  72. Just Do it Greve — 7yearwinter il October 20, 2007 9:43 pm

    […] è colpa mia se ha queste iniziali), e qualcun altro sul proprio blog non ha potuto fare a meno di fare dell’ironia su di essa. E’ veramente difficile trattenersi quando leggi robe tipo: “Il primo è che Babsi […]

  73. Wu Ming 1 il October 20, 2007 10:20 pm

    Il libro di Babsi Jones (che è uno dei libri più coraggiosi, anche e soprattutto politicamente, che io abbia letto negli ultimi anni) ha avuto appena 5000 copie di tiratura, è invisibile in libreria, non è stato recensito su nessun quotidiano, l’autrice non ha presenziato ad alcuna kermesse o evento mondano funzionale al lancio. Lancio che praticamente non c’è stato. Quasi nessuno ha avuto il coraggio di pubblicizzare un libro che parla del neonazismo bosniaco durante le guerre balcaniche, che fa sentire l’altra campana sul massacro di Srebrenica, che racconta i pogrom antiserbi in Kossovo a un’opinione pubblica che da anni crede ci siano stati pogrom antialbanesi.

    Ciononostante, da qualche settimana si è diffusa una leggenda urbana molto curiosa, secondo cui il libro di Babsi (ripeto, invisibile in libreria) sarebbe al centro di mega-operazioni pubblicitarie e di marketing, organizzate e gestite da poteri forti, lobbies e cordate (e perché non logge massoniche?). E via frizzi, lazzi, battutine e battutacce, frecciate, fake, parodie. Tutti contro questa “potentissima” e “pompatissima” Babsi Jones. C’è la corsa a ferire questa persona, vince la gara chi trova il modo più meschino, possibilmente facendo ironia sulla malattia terminale del padre, o sugli psicofarmaci.

    Sauro Sandroni sicuramente non era al corrente di questa piccola campagna di ordinaria ignobiltà, quando ha scritto questo post ironico. Che di per sé, e in un altro contesto, non conterrebbe nulla di maligno. Solo che il contesto è quello che ho appena descritto, ed è per questo che Loredana è intervenuta.

    Capire come e perché si sia diffusa una leggenda del genere può essere di qualche interesse per un antropologo che studia la rete. Io mi limito a dire che una delle precondizioni della satira è la conoscenza del contesto che ospiterà il proprio messaggio. Altrimenti si sbaglia bersaglio, si attacca il potere costituito dove non c’è e non lo si attacca dove invece spadroneggia. Dovrebbe essere il *silenzio* su un libro come questo a preoccupare, non il fatto che qualcuno (poca gente) ne abbia parlato in modo un po’ magniloquente. La bilancia è ancora inclinata dalla parte della rimozione.

    Il libro di Babsi Jones è prezioso e andrebbe letto. Non aggiungo altro. Grazie per l’attenzione.

  74. cf05103025 il October 20, 2007 11:03 pm

    Mario Bianco non dimentica un bel niente, e non è affatto pentito di ciò che scrisse,
    1. di aver affermato che trovava abbastanza da “posatrice” mettere quella sua foto, punkeggiante, in testa al blog con quegli occhi bassi che ti dico io, che poi potrebbe essere la foto di chicchessia, anzi Babsi Jones, come le sue sembianze, potrebbero essere di creatura virtuale e l’estensore dei testi chiamarsi Vitruvio Cirielli
    2.Il mio commento, che si può benissimo ripescare, non aveva la minima mancanza di rispetto per il luttuoso avvenimento.

    MarioB.

  75. irene il October 20, 2007 11:30 pm

    Qui, per ora, passo solo a dare la mia solidarietà a Sauro, che ovviamente non ne ha bisogno dato che si sa difendere da solo.
    Sempre curioso il modo in cui la corazzata si mobilita, eh. E’ già la seconda volta che vi mobilitate contro qualcuno che prende in giro una RECENSIONE a Babsi - non è che ci siamo dimenticati della volta scorsa con Bucknasty, signori.
    E avete il coraggio di affermare che NON state facendo cricca. E’ disarmante.

  76. Wu Ming 1 il October 20, 2007 11:53 pm

    Irene, se quel “signori” intendeva includermi, beh, è la prima volta in assoluto che esprimo in pubblico un commento su uno scritto di Babsi Jones; se non è la prima volta che mi esprimo in pubblico su Babsi Jones poco ci manca; di sicuro non l’avevo mai nominata da quando è uscito il suo libro; quello che ho lasciato sopra è il mio primo commento in un blog da molti mesi a questa parte. Quindi mi sa che ti confondi con qualcun altro. Capita. Ciao.

  77. irene il October 21, 2007 12:09 am

    Scusa se ti ho attribuito, generalizzando, qualcosa che non hai detto.
    Già che ci siamo, dato che non vorrei fare altri passi falsi, vorrei chiederti se sei ancora on line cosa intendi per *silenzio* su un libro.
    Scrivi che non è stato recensito in un quotidiano, ma a me risulta che sia stata data notizia della sua pubblicazione su Repubblica.it (che è abbastanza letto, lo ammetterai) e sia stata fatta un’anticipazione sull’Unità del 12 settembre.
    Inoltre è stato pubblicizzato con un articolo di 4 pagine su Vanity Fair dell’11 ottobre, ancora prima su Rolling Stones di settembre e ancora a settembre su Internazionale, che, non mi sembrano proprio fanzine.
    Inoltre, sicuramente io sto troppo sull’internet, ma Carmilla mi sembra più importante per la scena letteraria italiana, di un quotidiano, quindi quattro-cinque articoli su Carmilla mi sembrano rilevanti.
    Ma è probabile che non abbia capito cosa intendevi.

  78. Wu Ming 1 il October 21, 2007 12:25 am

    Capiamoci, io non ho trascorso le ultime settimane a seguire e tracciare (modello “L’Eco della stampa”) le occorrenze del nome “Babsi Jones”. Però propongo un ragionamento: questo è un libro fortemente politico e al tempo stesso radicale nella forma, nello stile. E’ uscito nella collana di punta di uno dei più grandi editori italiani. Getta soda caustica sulla piaga aperta di quello che è successo nel ‘99, con la complicità dell’Italia e della sua sinistra di governo (che è la stessa di oggi). Uno si aspetterebbe dibattiti nel merito di ciò che il libro dice, e invece no, quasi solo “colore”, molto pettegolezzo, tanto che molti parlano del libro senza avere la minima idea di cosa ci sia dentro, pensano sia chick-lit o roba del genere. Tu stessa scrivi che “è stata data notizia della pubblicazione” su repubblica.it. Si tratta di articoli-rassegna delle nuove uscite che a ogni titolo dedicano poche righe. Poi la recensione-francobollo su Internazionale. Quella de l’Unità era un’anticipazione, e quindi non una recensione o un articolo che entrasse nel merito. Rimangono “Rolling Stone” e “Vanity Fair”, che per ovvie ragioni non possono essere le sedi di un dibattito su quel che il libro dice. E Carmilla, che è come dire il bar sotto casa. Ammetterai anche tu che descrivere questa vera e propria desolazione critica come un lancio “in pompa magna” e parlare di “onnipresenza” di Babsi Jones significa dare una rappresentazione distorta e caricaturale. Il torto di questo libro è di affrontare un grande rimosso nella coscienza della sinistra italiana, che ben prima dell’era Bush ha partecipato a una guerra d’aggressione preparata e giustificata a colpi di fandonie, guerra diretta dal first husband della probabile prossima candidata democratica alla presidenza, guerra appoggiata dal buon Veltroni, guerra che ha avuto tra le conseguenze un vero e proprio etnocidio di cui nessuno parla. Di questo nessuno parla, e la cosa non mi sorprende.

  79. girolamo il October 21, 2007 12:29 am

    Sandroni, non hai letto il libro di babsi, nascondi la manina ipocrita dicendo di avere come bersaglio le sue recensioni: ma con quale metro valuti la sproporzione e l’esagerazione di una recensione, se non hai letto il libro recensito?
    Rimane che, cazzeggiando o satireggiando, sbeffeggi un libro del quale, per poco che se ne voglia dire, si parla di una guerra che tutti quanti conoscono per averne visto dei servizi al telegiornale, mentre l’autrice era lì, tra le bombe e le macerie, e non per una scampagnata di una settimana, ma per anni. Ma bisognerebbe aver letto almeno una quarta di copertina per sapere queste cose, roba difficilissima.

  80. irene il October 21, 2007 1:07 am

    Perdonami, non vorrei sembrare una stalker: ho solo guardato, sul sito del libro, la rassegna stampa compilata dalla stessa Babsi. E’ che sai, contro i blogger si lanciano sempre accuse di malafede e approssimazione, e quindi ho imparato a documentarmi prima di scrivere.

    Personalmente non sono completamente all’oscuro di quel che accadde in Jugoslavia nel 1999 e anzi vorrei approfondire ciò che lessi al tempo; dico di più: apprezzo molto il lavoro di Babsi, lo studio, la compilazione della bibliografia, le risorse da lei messe in rete, eccetera.
    Le mie critiche sono rivolte ad altro: al tono ridicolo delle recensioni - che è quello che si ridicolizza qui e altrove, peraltro, l’UNICA cosa che si ridicolizza - per esempio, al clima “don’t touch my babs” che si viene a creare in situazioni come queste, al martellamento di Carmilla, che senti NON è un bar sotto casa, la tua modestia è ammirevole ma NO.

    E, a latere, perché davvero non c’entra con la discussione qui - che è stata una buffa excusatio non petita, niente di più - ma ritengo ancora di avere il diritto di leggere delle frasi sparse di un libro, di leggerne delle paginate anzi (tra Unità, Carmilla e altro) e dire “Dio, no, figurati se leggo una roba scritta così”, senza che mi si venga ad accusare di sputare in faccia ai serbi e di rendermi complice di etnocidio.
    Perché se uno, tipo, pubblica una raccolta di sonetti sulle stragi di Stato, non è che se decido di non leggerlo, se dico che il sonetto in sé a me non piace o addirittura oso affermare di aver letto dei sonetti ben migliori, significa che sono una sporca fascista.

  81. Nicolò La Rocca il October 21, 2007 10:46 am

    Ieri ho comprato il libro. Dobbiamo però abbassare i toni, però, da una parte e dall’altra. Cioè: Sauro ha fatto una legittima satira caricaturale di una recensione che lui (io ancora non l’ho letta, è dura la vita a Milano in un bilocale con tua figlia che ti chiama in continuazione per leggere insieme “Il mostro peloso”) che lui, dicevo, riteneva grottesca e roboante, travolgendo però, con la “forma” che ha deciso di dare al suo post, anche il libro della Jones, lasciando quindi al lettore l’impressione che il romanzo fosse una ciofeca, per poi chiosare alla fine di non averlo letto (sigh). Dall’altra ci si schiera, pure legittimamente, per difendere le ragioni del libro della Jones, ma se Irene afferma di non aver apprezzato la prosa della Jones non le si può dire di tradire la causa solo per aver mosso delel critiche formali (che, a mio modo di vedere, in letteratura contano più dei contenuti). Insomma, confrontiamoci sul libro, DOPO AVERLO LETTO. Quando uscì il romanzo di Faletti mi trovavo a cena con Magrelli e Ferroni. Quest’ultimo per tutta la serata continuò a ripetere che era stupefatto di aver letto le famosi lodi sperticate di D’Orrico sul Corriere. Io ho ascoltato e punto. Solo dopo aver letto il romanzo (in libreria, eh, non compro i libri che non apprezzo)decisi che Ferroni aveva ragione. Che quello di D’Orrico era un delirio.
    Insomma, il libro l’ho comprato. Me lo leggo e ne parliamo.

  82. Nicolò La Rocca il October 21, 2007 10:54 am

    Ah, ieri ho potuto verificare che non esiste nessuna campagna pubblicitaria sulla Jones e se c’è stata non solo non me ne sono accorto io ma nemmeno le librerie: il libro stava sì tra le novità, ma non in evidenza, diciamo che era confinato in un angolo del locale. Poche copie, eh. Come Marco Di Porto. Mentre Scurati lo vendevano come l’albero di Natale a Natale. Anche Sergio Pent era seminascosto. Eppure gode di una certa visibilità pubblica. Non ho mai capito come e perché nasca questa topografia delle librerie e chi si occupi di realizzarla (va be’, promotori, recensioni, ecc. ma in realtà il meccasnismo non mi è chiaro).

  83. seia il October 21, 2007 11:11 am

    Mah, sono davvero perplessa.
    Prima di dire cosa mi perplime metto le mani avanti, ché mi pare sia necessario in simili situazioni.

    Ho letto il libro in questione a metà: non mi è piaciuto e ho esercitato il mio pieno diritto di lettore di abbandonarlo e se volessi, eserciterei il mio diritto di critico di stroncarlo (anche se in questo caso lo finirei prima, naturalmente). Non esercito questo secondo diritto perché non m’interessa farlo: per stroncare qualcuno ci vogliono motivazioni forti e soprattutto il libro in questione deve essere “deleterio” secondo il recensore o almeno esemplare in senso negativo. “Sappiano le mie parole di sangue” non è a mio avviso nessuna delle due cose. Semmai deleterio è il modo in cui se n’è parlato da più parti, sia da un punto di visto squisitamente “critico” per cui nessuno di solito capisce di cosa parla ‘sto libro a parte che tratta di sangue, guerra e che dovrebbe far saltare le coscienze di chi era al governo in quegli anni e soprattutto per la pretesa di mescolare la letteratura e i suoi corollari con l’etica, per cui o ti piace il libro o sei un fascista, o pensi che i suoi critici siano dei geni o sei tra quelli che godevano sapendo dei ponti crollati a Sarajevo. Allo stesso per cui se non ti è piaciuto Saviano meriti la galera perché una parte di te fondamentalmente è connivente con la camorra o invidi l’autore perché ha avuto successo. Non è un po’ folle tutto questo?

    Ci tengo poi a dire che Cabaret Bisanzio mi diverte 2 volte su 20, 14 su 20 mi annoia, per 3 volte che lo leggo mi fa accapponare la pelle per le affermazioni sulla letteratura che vi vengono fatte; però una volta su 20 mi esalta e di solito il post in questione è di Stacchia, Mascarponi o Sauro. Questo per fugare ogni dubbio di “connivenza” con CB, tanto a me il link me l’avete già tolto ;-)
    Non ho mai seguito il blog dell’autrice perché it’s not my cup of tea e non mi piace il suo modo di scrivere sebbene non possa dire che scriva male, ma c’è un intorno alla scrittura in se e nei contenuti che mi respinge. Credo che tutti ce ne possiamo fare una ragione.
    Infine seguo con interesse Loredana anche se non siamo spesso d’accordo, ma trovo in quel che dice onestà intellettuale e convinzioni ferme e anche un certo coraggio che pochi dimostrano, però stavolta mi pare che l’amicizia (ma non solo e non soprattutto forse) c’entri in questa difesa a oltranza dell’autrice. E ho finito di mettere le mani avanti :-)
    Tempo fa Colombati e Piperno sono stati sottoposti a una vera gogna mediatica da più parti (da altre invece a esaltazioni degne di groupies dell’ultima ora) con attacchi davvero personali, mi pare che qualcuno se la prendesse con Colombati persino per la sua stazza (nonostante poi dal vivo siamo molto alto per cui un po’ “sfina”). E non mi sembra che ci siano state ‘ste gran prese di posizioni contro la “lesa maestà” e in favore della presunta sensibilità dell’autore. E che si vuole dire della Tamaro? E queste reazioni – di indignazione e difesa - sono certa che non dipendano da malafede o logiche di cricca (soprattutto conoscendo qualcuna delle persone chiamate in causa con quest’accusa) ma ho l’impressione che siano dovute al contenuto del libro stesso: parla di guerra, dolore, ingiustizia, crudeltà e ne parla in prima persona anche quando non è espressamente detto e questo fa identificare l’autore col suo libro più che in ogni altro libro, per cui si crea un cortocircuito in base al quale se critichi il testo – o persino il suo recensore che si è lasciato andare diciamo così – inevitabilmente critichi anche l’autrice e per assurdo finisci per essere considerato insensibile, fascista o al meglio disinteressato.
    E’ un modo pericoloso d’intendere la letteratura secondo me.

    In generale poi la satira è crudele non può preoccuparsi delle fragilità di chicchessia. La critica letteraria deve occuparsi di libri e di tendenze letterarie, prescindendo dai problemi personali di chiunque.
    Se dai un libro alle stampe devi accettare le critiche, le ipotesi, le provocazioni (più o meno fondate), le illazioni: e se non hai le spalle abbastanza larghe per sostenere il peso degli attacchi che puoi tirarti addosso, hai due alternative: ti ritiri a vita privata, oppure smetti di leggere giornali, blog, televideo o sms sul telefonino e vai per la tua strada ignorando tutto il resto.
    Scrivere un testo per la pubblicazione è quello che i Romani antichi chiamavano gestus publicus, per il quale si può esser chiamati a rispondere pubblicamente. In senso più lato, scrivere per la pubblicazione è un atto di arroganza estrema perché presuppone la convinzione che quello che si scrive possa interessare ad altri. Di una tale presunzione, bisogna sorreggere il peso fino in fondo.
    Certo non è critica quella che offende l’autore di un testo senza che del testo vi sia stata la pur minima analisi: è solo un volgare attacco personale, e come tale andrebbe trattato e cercando qui e lì di questi attacchi personali all’autrice ne ho letti e posso solo dire “Vergonia!” citando il Cavaliere. Ma non mi pare sia questo il caso. Peraltro sfido chiunque a sostenere che Sauro sia un critico e questo mi pare un punto fondamentale e non essendolo non è tenuto a leggere il libro di cui parla soprattutto se chiaramente l’oggetto dei suoi lazzi non è il libro ma chi l’ha recensito. Io non avrei mai scritto un pezzo così, perché non m’interessa la parodia, non m’interessa nemmeno ironizzare su un certo modo di scrivere di libri, e non m’interessano le logiche interne alla rete, peraltro non mi ha nemmeno divertito, ma non vedo in questo pezzo un attacco personale all’autrice, non ce lo vedo e non credo che si possa limitare la satira o la parodia perché qualcuno è più fragile di altri o perché ha scritto una testimonianza sulla guerra o perché gli è appena morto il gatto e il Bagaglino in passato ha avuto più potere proprio perché popolare e dunque più immediato rispetto ad altri modi di fare satira e forse c’è bisogno anche di questo modo di colpire o criticare o semplicemente di far ridere.
    Insinuare che questo post sia un modo obliquo di attaccare l’autrice perché la sensazione è che abbia avuto successo e che Sauro rosichi, non so mi pare quantomeno bizzarro e soprattutto drammatizza una situazione che di drammatico non ha nulla è solo un divertissment, può divertire o meno ma sicuramente non “uccide”. Sauro non nasconde una mano, semplicemente non tira il sasso, o almeno non lo tira contro l’autrice.

  84. seia il October 21, 2007 11:19 am

    Scusa Nicolo ma prima dici “questo pezzo è di una volgarità inaudita”, poi addirittura citi Buzzati un po’ travisandolo e forzandolo e infine sostieni che “Sauro ha fatto una legittima satira caricaturale di una recensione”: cos’è la notte porta consiglio o è cambiato il vento? :-)

  85. Ettore Mascarponi Raimo il October 21, 2007 11:25 am

    Seia: “però una volta su 20 mi esalta e di solito il post in questione è di Stacchia, Mascarponi o Sauro”.

    Tengo a precisare che il sottoscritto Ettore Mascarponi Raimo mai ha scritto un post su Cabaret Bisanzio e se ne guarda bene. Qui sono tutti maschilisti e fascisti. Inoltre, per chi non lo sapesse, il sito è registrato a nome di Dell’Utri Marcello.

  86. seia il October 21, 2007 11:31 am

    Chiedo venia per la confusione: ma post, commenti, interventi è lo stesso no? :-)
    Ci tengo a dire che sono una sua fan e una lettrice accanita dei suoi libri dalla prima ora. Sapevatelo!

  87. Lit-post il October 21, 2007 11:32 am

    […] nella lit-sfera dei lit-blog scoppiano lit-polemichette che vertono soprattutto sul se, come, quando e nel caso perché prendersela con chi recensisce […]

  88. needanewcolon(y) il October 21, 2007 12:37 pm

    quindi per dire che qualcuno ha scritto una brutta recensione, bisogna leggere per forza il libro in esame?
    mah.
    compito del recensore, se è un recensore onesto, è proprio quello di spiegare a chi il libro non l’ha letto perché dovrebbe o non dovrebbe farlo. il suo interlocutore immaginario è il potenziale lettore, non l’autore del libro. diversamente - e l’articolo stigmatizzato da sauro ne è esempio palese - si finisce nell’iperbole vuota e marchettara o nell’invettiva altrettanto sterile, a seconda che vogliamo far piacere o meno all’autore.
    il recensore è la vera attention whore.

    p.s. non sono neanche d’accordo con chi dice che ogni autore merita rispetto per il solo fatto di aver scritto e pubblicato un libro.
    altrimenti è valida l’equazione hemingway = babsi jones = adolf hitler

  89. Alberto Sordo il October 21, 2007 12:52 pm

    l’unità, repubblica, vanity fair, rolling stone, per tacer del resto ( http://slmpds.net/di.htm ): caro wuming, non vedo tutto sto silenzio codardo e complottardo e criptofascista intorno al libro. mah, magari problema mio eh.

  90. Sauro Sandroni il October 21, 2007 12:55 pm

    Dunque, per quanto mi riguarda, la cosa finisce qui. Non credo che interverrò ulteriormente. Ho già detto più volte quali fossero i miei “bersagli”, ammesso che una pulce come il sottoscritto possa averceli davvero, dei bersagli. Spero che si voglia credere alla mia buonafede. Ho scritto il mio post mettendoci nome e cognome. Sul profilo degli autori di CB c’è anche la foto della mia faccia: chi lo volesse può quindi sputare sul monitor. Chi mi conosce personalmente, e qualcuno tra coloro che è intervenuto è un mio buon amico, sa quali siano le mie idee, anche quelle politiche o etiche. Anche mettendoci tutta la buona volontà, non mi ci vedo proprio come fascista e/o maschilista. Sarei ridicolo, ecco, mi manca proprio il physique du role. Per “difendermi” mi è toccato “parlar male” di un sito come Carmilla, un posto a me molto vicino. Sono i paradossi della comunicazione, evidentemente.
    Ognuno, questa storia, è libero di vederla come vuole. A me, in questo intervento finale, interessa ribadire una cosa sola, che per come la vedo io avrebbe dovuto risultare ovvia: non ho mai voluto colpire Babsi Jones, nè come blogger, nè come autrice, nè , tantomeno, come persona.

  91. La Lipperini il October 21, 2007 12:58 pm

    Seia, più che l’amicizia in questo discorso entra la solidarietà. E, sì, un po’ di amarezza. Naturalmente, altrove si sono già scatenati cachinni e ululati, in seguito a questo post e a quella che voleva essere semplicemente una dichiarazione di…delusione, a proposito del famigerato blogroll. Io ho linkato Cabaret Bisanzio perchè mi incuriosiva e interessava l’iniziativa, ho tolto il link non per una risibile questione “don’t touch my babs”, ma per tutto quello che si è tentato di spiegare sopra. Provo a ribadirlo. Esce un libro che in diversi giudichiamo importante e si preferisce ghignare sul recensore piuttosto che parlare del libro medesimo. Nessuno nega che ci sia pienissimo diritto di farlo, per carità. Ma perchè megare ad altri il diritto di restarci male, di pensare che la rete potrebbe essere non solo il posto dove ci si fanno quattro goliardiche risate, ma anche il posto dove trovano spazio discorsi che su carta è difficile fare?
    Tutto qui: sinceramente, mi pento di essere intervenuta qui, dal momento che ho innescato, senza volerlo, un tormentone golosissimo per altri blog e per gli avvoltoi che si sentono intelligenti, spiritosi, furbi solo quando fanno carne da macello degli altri. Ciao

  92. La Lipperini il October 21, 2007 1:00 pm

    Ah, anche per me la cosa finisce qui. E ci tengo a precisare che neppure io ho nulla contro Sauro Sandroni e con gli autori di questo sito. Spero solo che questa vicenda possa servire, almeno un po’, a tutti noi, per riflettere su alcune dinamiche. Anche su quelle innescate in buona fede.

  93. Edo Grandinetti il October 21, 2007 1:16 pm

    A me che il puro divertissment (o come cazzo si scrive lui) del post di Sauro pareva così scontato, il protrarsi della discussione ha dato l’idea, come dice Loredana, di “innescare un tormentone golossissimo” per blog che non aspettano altro che infierire su Babsi Jones. Si è dato una visibilità negativa di un post che di negativo non voleva aver niente. Ora la discussione sarebbe meglio si stoppasse, anche e soprattutto per il bene di Babsi. Ché già piovono facili strumentalizzazioni che Sauro non vuole vedere neanche in cartolina. Perché io che Sauro lo leggo lo conosco e ci sono anche amico, sulla sua buonafede non ci devo neanche scommettere, vincerei pochi soldi anche puntando miliardi. Il discorso vale integralmente anche per me e per il post di sopra.

  94. l'uomo solare il October 21, 2007 3:29 pm

    Wuming 1, com’è che mi sento di affermare che il vostro 54 è uno dei più bei libri da me letti negli ultimi anni mentre quelo di Babsi Jones uno dei più inutili, pomposi e supponenti esercizi di stile dell’ultimo decennio? Sono forse io un fascista/centrista/maschilista/disfattista/etcetc? No. Sono solo un lettore medio con i propri gusti e le proprie insofferenze. Insofferenze rafforzate dalle varie supponenze letterarie ad opera di quattro pseudointellettualoidi con tutte le altrettanto superflue, pompose ed inutili recensioni a codazzo; gente che se solo al suo interno vi fossero ripetute per più di due volte le parole “sinapsi” e “decostruito”
    troverebbero “grande letteratura del III millennio” perfino il manuale delle istruzione della poltrona ratkon dell’ikea gridando al miracolo.
    Piattezza assoluta. Una piattezza espressa anche dalle posizioni fascistoidi di gente come la lipparini, pronta a salpare con il suo vascello vendicatore contro tutto