abbuffata

RISTORANTE ITALIA - MENU DI CAPODANNO

vermicelli alla Saccà saltati in padella
indultini alla Mastella
governo bollito in salsa verde
coda alla vaccinara di 20 km sulla Salerno Reggio Calabria
sorbetto all’Angelus di Papa Ratzinger
orate freschissime portate con l’aereo di Speciale
porcellum arrosto con premio di maggioranza
coscia d’anatra alla Brambilla
insalatona democratica
tronchetto provera al cioccolato
dolcefruttacaffèammazzacaffè

Lo chef consiglia: per digerire, un cucchiaino di merda

Prezzo: abbiamo già pagato

Salve, sono un preservativo. La mia vita non è il massimo. Spero che tutti sappiano cos’è un preservativo, e quando si deve usarlo. No, non serve per fare i gavettoni ai professori. Non solo, almeno. Diciamo che non nasciamo solo per quello. Se tutto va bene, la nostra sorte è quella di finire impalati sui dei pezzi di carne, stretti e lunghi, che a vederli a riposo non gli daresti due lire, ma che se li fai incazzare possono anche darti qualche soddisfazione. Beh, non sempre. La cosa delle soddisfazioni, voglio dire. Capita sempre più spesso che ci infilino (non si sa come) su degli affari mosci, tristi, al massimo un po’ barzotti. Una cosa davvero deprimente, che non auguro a nessuno. Questi cosi si piegano, non stanno dritti, pendono da una parte, non si fanno indossare; e magari danno anche la colpa a noi, “perchè vestiamo troppo”. Vi rendete conto? Vestiamo troppo! Ma se siamo più attillati dei fuseax che che portavano i Kiss! Bah. Si vocifera che qualcuno di noi abbia avuto fortuna e sia finito sulla verga di un pornostar. I pornostar hanno la stessa dotazione dei non pornostar, però più lunga, dura e resistente. Mi ha detto un collega che suo cognato, un preservativo della famiglia dei settebelli, una volta fu preso da un pornostar: ebbene, lo srotolarono TUTTO e ancora avanzava qualcosa! Che io sappia, non era mai successo. Secondo me non è neppure vero. Il sogno di ogni preservativo è quello di finire dilaniato, distrutto da uno di questi pornodivi di cui si vocifera. E’ quella che qualche patriottico professore di liceo del secolo scorso chiamava “la bella morte”. Per uno che fa il mio mestiere, essere sfondato da un pezzo di carne come dico io è un po’ l’equivalente del morire sul campo di battaglia con la spada in pugno per i vichinghi. Continua a leggere

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Il corpo di Babbo Natale fu ritrovato in un garage tagliato a pezzetti (il corpo di Babbo Natale, non il garage) il 7 gennaio 2008 dopo che un miliardo e duecentotrentatré milioni di denunce erano arrivate concomitanti la mattina del 25 dicembre, mandando in tilt i centralini telefonici.

La mattina dell’8 gennaio 2008 i giornali titolarono a piena pagina la tragedia, mostrando una rara foto di Babbo Natale da giovane quando frequentava il seminario, con sotto la didascalia: “Babbo Natale ai tempi del seminario“: in quella foto Babbo Natale assomigliava a Paul Newman da giovane, occhi azzurri tagliati sottili, naso prominente, maglioncino a V e mascella da attore americano. Tantissimi giornali, nelle pagine interne, riportarono anche un’altra foto, sempre risalente ai tempi del seminario, (fa sempre un certo effetto mostrare le foto dei morti ammazzati “ai tempi di qualcosa) in cui Babbo Natale giovane posava insieme ad altri ragazzi giovani, del tutto simili a lui tranne per il fatto che nessuno di loro riportava, intorno alla faccia, lo stesso circoletto rosso che i grafici dei quotidiani gli avevano tributato per renderlo facilmente riconoscibile. Anche in quest’altra foto, questa del circoletto, la didascalia molto ovviamente ribadiva: “Babbo Natale quando frequentava il seminario“.

Allora quella mattina dell’8 gennaio la disperazione nel mondo fu tale che in tutto il mondo piovve. Chi prima, chi dopo, (a seconda del fuso orario) la gente osservò attentamente quella foto, la foto di Babbo Natale da giovane, in particolare quella dove stava insieme agli altri cerchiato di rosso, rimanendo colpita dall’alone di predestinazione che quel volto portava. Nessun altro, in quello scatto, sembrava essere bello a tal punto, così convinto, così fiero, come Babbo Natale da giovane cerchiato di rosso. Sembrava quasi, nella foto, che Babbo Natale giovane se lo vedesse già intorno alla faccia il circoletto rosso che i giornali, un giorno nel futuro lontano, gli avrebbero disegnato attorno. E sembrava che anche tutti gli altri ragazzi del seminario presenti potessero vederlo e che per quello apparissero meno convinti, più sconfortati, perché tanto, qualsiasi cosa avessero fatto, con qualsiasi voto fossero usciti da lì, con qualsiasi ragazza si fossero presentati al ballo di fine anno, ebbene, il circoletto rosso non sarebbe toccato a loro. Continua a leggere

B16 - Chi tisturbare sonno sua santità?
GN - Benedè, so’ io, o’ presidente.
B16- Ah, Ciorcio. Buon ciorno, Ciorcio.
GN - Benedè, lo sai che c’è Natale.
B16- Cuarda: non dire mi niente. Natale è tutto laforo.
GN - E c’è pure ’sta cosa degli auguri. Che dici, Benedè, facciamo un comunicato stampa?
B16 - Ja, Ciorcio. Facciamo comunicato di aucuri. Fai pravo: fallo tu. Metti popolo italiano.
GN - Va buono, ci pensa qui l’ufficio mio. Ciao Benedè.
B16 - Ciao Ciorcio.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha avuto una cordiale conversazione telefonica con Sua Santità Benedetto XVI nel corso della quale il Sommo Pontefice gli ha rivolto i più fervidi auguri e ha espresso i sentimenti di vicinanza al popolo italiano. Il Capo dello Stato ha ricambiato i più sinceri voti augurali per le festività natalizie e il nuovo anno.
(La Repubblica.it News)

natale si avvicina come solo lui sa fare
silenzioso mica tanto
piuttosto luminoso
con tutti i suoi babbi natali
e tutti i suoi alberi in plastica colorata
e tutte le sue palle di natale
e i presepi
e i pacchi dono
e i servizi al telegiornale che raccontano gli italiani quanto consumano e cosa
e i cibi di natale
nel meridione mangiano tantissimo e sono grassi

io
dal canto mio
quest’anno
mi son fatto costruire dai muratori

un bunker anti-natale

a cento metri sotto terra
con una porta corazzata
ed una coibentazione d’acciaio inox diciotto-dieci
che manco con la lancia termica
che se un qualsiasi babbo s’avvicina
c’è tutto un ambaradan di mine anti uomo
e polpette avvelenate per le renne
e se mai si trattasse di Gesù Bambino
mi sono attrezzato con un fucile di precisione con pallottole dirompenti al mercurio

quest’anno, natale, vinco io
secondo me quest’anno vinco

partito democraticoNel 2001 Mirello Crisafulli fu ripreso dalle telecamere dei carabinieri all’hotel Garden di Pergusa mentre incontrava l’avvocato Raffaele Bevilacqua. Parlarono di affari e politica. Parlarono di un campus universitario da realizzare a Enna bassa, un business da 120 miliardi. “Se sono amici miei, sono anche amici tuoi” - diceva l’avvocato al politico.

Raffaele Bevilacqua era l’uomo di Provenzano nella provincia di Enna. Sembra che abbia persino partecipato a una riunione della cupola nel 1991, quando si decise di uccidere Falcone e Borsellino. Nel 2006 è stato condannato per associazione mafiosa.

Il procedimento contro Crisafulli per concorso esterno in associazione mafiosa è invece archiviato perché il colloquio non portò alcun diretto beneficio a Cosa nostra. I giudici tuttavia scrivono: “è dimostrata da parte del Crisafulli la disponibilità a mantenere rapporti con il Bevilacqua“.
I rapporti fra i due costituiscono “un complesso di contatti e disponibilità al dialogo di inquietante valenza: il solo fatto che un autorevole rappresentante politico incontri un personaggio del quale non poteva non ignorare (…) la nota caratura nel contesto della illiceità mafiosa, è fatto troppo grave perché sia il caso di insistere“.
Secondo il pentito Angelo Leonardo, poi, “la candidatura del Crisafulli alle elezioni regionali del 2001 avrebbe dovuta essere sostenuta dalla famiglia mafiosa in previsione di poter ottenere, tramite Crisafulli, contatti nel mondo imprenditoriale“.

Mirello Crisafulli è stato accolto nell’ospitale Partito Democratico (quello della lotta alla mafia priorità assoluta).

Inorridito alla notizia, Benny Calasanzio ha telefonato alla segreteria siciliana.
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