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L’antimafia, ma anche la mafia

di Antonio Pagliaro

partito democraticoNel 2001 Mirello Crisafulli fu ripreso dalle telecamere dei carabinieri all’hotel Garden di Pergusa mentre incontrava l’avvocato Raffaele Bevilacqua. Parlarono di affari e politica. Parlarono di un campus universitario da realizzare a Enna bassa, un business da 120 miliardi. “Se sono amici miei, sono anche amici tuoi” – diceva l’avvocato al politico.

Raffaele Bevilacqua era l’uomo di Provenzano nella provincia di Enna. Sembra che abbia persino partecipato a una riunione della cupola nel 1991, quando si decise di uccidere Falcone e Borsellino. Nel 2006 stato condannato per associazione mafiosa.

Il procedimento contro Crisafulli per concorso esterno in associazione mafiosa invece archiviato perch il colloquio non port alcun diretto beneficio a Cosa nostra. I giudici tuttavia scrivono: “ dimostrata da parte del Crisafulli la disponibilit a mantenere rapporti con il Bevilacqua“.
I rapporti fra i due costituiscono “un complesso di contatti e disponibilit al dialogo di inquietante valenza: il solo fatto che un autorevole rappresentante politico incontri un personaggio del quale non poteva non ignorare (…) la nota caratura nel contesto della illiceit mafiosa, fatto troppo grave perch sia il caso di insistere“.
Secondo il pentito Angelo Leonardo, poi, “la candidatura del Crisafulli alle elezioni regionali del 2001 avrebbe dovuta essere sostenuta dalla famiglia mafiosa in previsione di poter ottenere, tramite Crisafulli, contatti nel mondo imprenditoriale“.

Mirello Crisafulli stato accolto nell’ospitale Partito Democratico (quello della lotta alla mafia priorit assoluta).

Inorridito alla notizia, Benny Calasanzio ha telefonato alla segreteria siciliana.
“Vladimiro Crisafulli ha aderito al Pd?”
S, Crisafulli ha aderito.
“Non si sente fuori posto a stare in un partito dove milita anche Crisafulli?”
No, e perch dovrei?
“Signorina, stato videoregistrato mentre si accordava su varie tematiche con un boss mafioso”.
Ho capito, ma Cuffaro presidente della Regione, questo per lei non un problema?
“Cuffaro che governa da indagato una giustificazione per voi che vi definite portatori di novit?”
Crisafulli non mai stato condannato, quindi…
“Signorina, mi scusi ma usa le stesse argomentazioni di Cuffaro”.
Ma sa, purtoppo in Sicilia pu accadere a tutti di inciampare in simili episodi, anche a me.

Dopo la surreale conversazione, Benny decide di scrivere al segretario regionale del Partito Democratico, Francantonio Genovese. Quello che, malgrado l’aspetto da senatore di Forza Italia, aveva dichiarato: “La lotta alla mafia sar la priorit assoluta del Partito democratico, la pi importante delle nostre battaglie, il primo dei nostri valori”.

La risposta di Genovese imbarazzante. Il segretario scrive, fra l’altro: “Ti dico subito che io sono convinto che la politica debba occuparsi della politica e ritengo anche pericoloso quando questa mostri la volont di voler uscire dai suoi ambiti per sostituirsi alla Magistratura e agli organi inquirenti al fine di accertare e punire in vece loro. Credo che il rispetto delle regole sia un principio che debba valere erga omnes e che il diritto di difesa vada esteso al suo significato pi ampio anche quando (…) se ne voglia censurare loperato, adducendo operazioni a salvaguardia di una moralit che non pu determinare, nella fattispecie, n preclusioni n censure. Queste mie riflessioni sono il frutto del dovere che sento di prendere in considerazione la Tua lettera e darle un significato etico che non pu, comunque, travalicare i limiti della corrispondenza tra ci che sarebbe opportuno e ci che, concretamente, andrebbe fatto in presenza di fatti conclamati dalla magistratura e, quindi, da condannare anche dal punto di vista politico“.

Paolo Borsellino aveva detto: “Vi stata una delega totale e inammissibile nei confronti della magistratura e delle forze dellordine a occuparsi esse solo del problema della mafia (…). E c un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, per la magistratura, non potendone accertare le prove, non lha condannato, ergo quelluomo onesto e no! (…) Questo discorso non va, perch la magistratura pu fare solo un accertamento giudiziale. Pu dire, be ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che questuomo un mafioso. Per i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si nascosti dietro lo schema della sentenza, cio questuomo non mai stato condannato, quindi non un mafioso, quindi un uomo onesto!

Infatti, Paolo Borsellino morto.

Buon Natale.


24.12.2007 3 Commenti Feed Stampa