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Preserviamoci

di Sauro Sandroni

Salve, sono un preservativo. La mia vita non il massimo. Spero che tutti sappiano cos’ un preservativo, e quando si deve usarlo. No, non serve per fare i gavettoni ai professori. Non solo, almeno. Diciamo che non nasciamo solo per quello. Se tutto va bene, la nostra sorte quella di finire impalati sui dei pezzi di carne, stretti e lunghi, che a vederli a riposo non gli daresti due lire, ma che se li fai incazzare possono anche darti qualche soddisfazione. Beh, non sempre. La cosa delle soddisfazioni, voglio dire. Capita sempre pi spesso che ci infilino (non si sa come) su degli affari mosci, tristi, al massimo un po’ barzotti. Una cosa davvero deprimente, che non auguro a nessuno. Questi cosi si piegano, non stanno dritti, pendono da una parte, non si fanno indossare; e magari danno anche la colpa a noi, “perch vestiamo troppo”. Vi rendete conto? Vestiamo troppo! Ma se siamo pi attillati dei fuseax che che portavano i Kiss! Bah. Si vocifera che qualcuno di noi abbia avuto fortuna e sia finito sulla verga di un pornostar. I pornostar hanno la stessa dotazione dei non pornostar, per pi lunga, dura e resistente. Mi ha detto un collega che suo cognato, un preservativo della famiglia dei settebelli, una volta fu preso da un pornostar: ebbene, lo srotolarono TUTTO e ancora avanzava qualcosa! Che io sappia, non era mai successo. Secondo me non neppure vero. Il sogno di ogni preservativo quello di finire dilaniato, distrutto da uno di questi pornodivi di cui si vocifera. E’ quella che qualche patriottico professore di liceo del secolo scorso chiamava “la bella morte”. Per uno che fa il mio mestiere, essere sfondato da un pezzo di carne come dico io un po’ l’equivalente del morire sul campo di battaglia con la spada in pugno per i vichinghi. Se te ne vai cos, tutto strappato, ti vengono a prendere le valkirie dei preservativi e ti portano nel walhalla dei preservativi, dove tutti insieme sediamo nella tavola dei nostri avi (le camere d’aria delle biciclette) e beviamo boccali e boccali di caucci. Bello. Per il padrone del pezzo di carne invece dev’essere meno bello, perch quando succede si sentono sempre volare diverse bestemmie. Eppure dovrebbe essere soddisfatti anche loro… boh. Molti pensano che siamo tutti uguali, ma non vero. Anche noi abbiamo le nostre razze. Ci sono quelli facili da indossare (io non li ho mai visti, ma credo che abbiano una specie di zip), quelli superlubrificati e quelli ritardanti, che nascono senza orologio. Io, per dire, sono uno stimolante per lei. In teoria. S, in teoria, perch non dobbiamo prenderci per il culo: non sono mica io che la devo stimolare, e che cazzo. Troppo facile, cos. Lo deve fare quello che mi indossa, no? Io, di mio, cosa cazzo stimolo? Non ho le mani, non ho la lingua… non ho niente, solo qualche rughetta qua e l che non serve a nulla, se non a far sembrare che il coso in questione abbia le vene varicose. Piuttosto… vi confesso che sono un po’ agitato. Io non lo so se questa storia vera, per si dice che, beh… insomma… cio, si dice che quella cosa l abbia i denti. Ma vero? Io non voglio finire morsicato. Io ho delle speranze, dei sogni… non posso morire azzannato da quella cosa l. Se me l’avessero detto e avessi potuto scegliere, a questo punto, allora sarei nato osso finto per i cani: la gomma la stessa, ma in pi quelli l, quando li strizzi, suonano. Per devo dire che finire morsicato non la sola cosa che mi fa paura. La cosa che mi fa pi paura il papa. Io non so perch, ma ce l’ha con noi. Probabilmente gli abbiamo fatto qualcosa quando era giovane, che ne so. Non ci pu vedere, dice sempre che siamo contro Dio, contro l’amore e contro un mucchio di altre cose. Per come la vedo io, noi siamo soprattutto contro dei cosi che si chiamano virus. Si vede che per il papa morire di Aids una bella cosa piena d’amore, e Dio contento. E dev’essere bello anche fare un battaglione di figli, nei paesi poveri, anche se poi la met muore di fame, di malattie o di Aids, che magari gliel’hanno attaccato i genitori. Io non lo so se Dio esiste, ma se esiste, secondo me, non cos scemo da farlo senza preservativi. Chiss se quei preti delle diocesi americane, quelli di cui si parlato per qualche tempo, ci usavano anche loro. Io spero di s. Secondo me usavano i preservativi aromatizzati: ai ragazzini piacciono, e loro al prossimo ci tengono un casino. Ops, scusate la volgarit. Sapete, noi preservativi siamo un po’ teste di cazzo.


31.12.2007 Commenta Feed Stampa