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Guerra all’Olanda

di Antonio Pagliaro

In questo venerdì italiano in cui  puoi scegliere se essere solidale con Mastella o subire la riforma in profondità della giustizia e della magistratura di Berlusconi, la Sicilia è finalmente governata da un pregiudicato. Dichiariamo guerra all’Olanda e perdiamo, per favore.


18.01.2008 Feed Stampa

6 Commenti

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  • Commento di michele, 19.01.2008 #

    ma anche alla danimarca, alla svezia, alla norvegia, al belgio, alla…

  • Commento di Andrea Martines, 19.01.2008 #

    In questo mondo in cui le distanze tendono ad annullarsi, sarebbe ora che si potesse finalmente dichiarare guerra alla Kamtchatka e ai Territori del Nord Ovest da qui. Che qualcuno glielo dica a qualcun altro!

  • Commento di Luca Pettinelli, 21.01.2008 #

    Anni fa un amico ventilava l’ipotesi di commissariare l’Italia. Noi italiani ci occuperemmo solo di produrre meccanica di eccellenza, vestiti, opere d’arte, vino, ville in collina e quant’altro nei settori in cui sappiamo realmente fare qualcosa, della parte politico-amministrativa si occuperebbero a turno Germania, Francia, Gran Bretagna, etc.
    Allora risi, oggi la sto riconsiderando.

  • Commento di Nicolò La Rocca, 21.01.2008 #

    Meglio affidare la parte politico-amministrativa a Svezia, Norvegia e Finlandia. Li preferisco.
    Solo che in Italia chi volesse affidare alle suddette nazioni la guida dello stivale, fonderebbe ovviamente un partito. Il partito durerebbe minimo vent’anni senza raggiungere lo scopo.

  • Commento di Filippo Bologna, 21.01.2008 #

    C’è un mio caro amico, che da anni si batte per il partito per l’abolizione dlela sovranità popolare.
    Voi glielo dareste il voto ragazzi?

  • Commento di Contracarne Valerio, 5.02.2008 #

    da mente critica

    4 Febbraio, 2008 a 17:30

    Contracarne Valerio

    ehm, scusate l’intrusione nell’iniziativa di Mente Critica “Basta Moniti, Avvisi e Procedure di Infrazione. Invadeteci per Favore“, ma volevamo solo segnalare che qui in Piemonte da lunghissimo tempo – inizio anni ‘80 – si “giocava”, tra una fetta di salame e un bicchiere di vino, con l’idea di una OLP – Organizzazione per la Liberazione del Piemonte – che, dichiarata l’indipendenza dall’Italia, avrebbe immediatamente attaccato la Svizzera per farsi invadere e divenirne colonia.
    Il Piemonte – come l’Italia – è solo un’espressione geografica, ma ha sempre saputo trarsi d’impaccio unendosi e lo farà anche ora: Valdostani, Franco-Provenzali, Occitani, Novesi, Walser, Liguri, Bobbiani, Pavesi, Parmensi, Piacentini, Modenesi, Lunigiani, Sardi sarebbero stati ben accetti – e lo sono tuttora – in questa nobile opera di liberazione del suolo patrio per consegnarlo a qualcuno che potesse, se non arricchirlo, almeno non impoverirlo!

    Stante la situazione a cui è giunta l’Italia, perché chi vuole andarsene dall’Italia non si trasferisce qui da noi e ci aiuta in questa nobile impresa, ora che abbiamo deciso di renderla una cosa seria, un po’ come successe alla Lega negli anni ‘70-’80? Non vi saranno spargimenti, né di sangue né di altro: s’invaderà la Svizzera con carri carnevaleschi riempiti di pintoni di vino e ci arrenderà alle soverchianti truppe elvetiche un centimetro, o anche meno, aldilà del confine.

    Se il Kosovo può andarsene dalla Serbia, perché noi non potremmo fare altrettanto? E intanto tentiamo di convincere Carla Bruni a farci liberare dalla Legione Straniera: se hanno liberato tanti posti da dittature corrotte e malsane, perché non possono fare lo stesso con noi?

    L’Italia è finita ed è molto meglio che torni a essere un’espressione geografica, neanche tanto usata: largo all’Europa o alla Confederazione Elvetica!

    E quindi non “INVADETECI” bensì “INVADIAMO E CONSEGNIAMOCI AL NEMICO! SUBITO, ORA!!!”.

    Contracarne Valerio

    qualche proverbio piemontese adatto a esprimere il rapporto con l’Italia:
    - Na cativa lavandera a treuva mai na bona per-a.
    - Chi s’antrapa due volte ant l’istess busson, merita gniun-a compassion.
    - Òr a fà òr, poj a fà poj.
    - A la prima as perdun-a, a la sgunda s’avert, a la tersa as bastun-a.
    - Scundì i sold an sacocia an patanù.
    - A basta nen crié ‘ndua aj va ‘l castig.
    - Chi sa nen seufre a sa nen vive.
    - A l’é fesse in mal pi gros, a lasesi vinci dal mal.
    - Cun ij ambrujun, ij galantom fan la figura di cuijun.
    - Tra galantòm na parola a var pu che na strument.
    - Da ‘n gram afè , pù as sort sgagià e meij a l’è.

    4 Febbraio, 2008 a 18:43

    Comandante Nebbia

    Idea divertentissima e di altissimo livello.
    Se serve facciamo un po’ di pubblicità.

    Comunque, detto tra noi, questa storia del Piemonte vittima dell’Italia sa un po’ di quattro in storia.
    Speriamo che Cavour sia distratto e non abbia sentito.

    4 Febbraio, 2008 a 19:14

    Neottolemo

    Già, io la preferirei come una seconda unità d’italia ;)

    4 Febbraio, 2008 a 20:21

    Contracarne Valerio

    mica ci si sente vittime, è solo che, avendo la fortuna di stare sui confini, non la si può far scappare (purtroppo, dopo le vigliaccate del 1940, noi non possiamo mica chiedere di diventare Francesi).
    E Trentino, Sud Tirolo, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Valtellina, Val Camonica potrebbero venire con noi nella Confederazione Elvetica oppure andarsene con Austria o Slovenia!
    Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, e Marche potrebbero comunque far lo stesso e divenire parte di San Marino!
    Più difficile per il Sud divenire parte di Malta, della Grecia o di Cipro, ma non si deve disperare!
    E poi via – da dentro i nuovi stati – a riparlare finalmente della Seconda Unità d’Italia!

    4 Febbraio, 2008 a 20:30

    Neottolemo

    Vabbè dai, si può confidare nei Borbone. In Spagna non va così male :)

    4 Febbraio, 2008 a 20:51

    Contracarne Valerio

    pietà, che qui da noi la parola “savoia” è sinonimo di |autocensura| e anche di |autocensura| nonché di |autocensura|: difatti riteniamo giusto entrare come colonia nella Confederazione Elvetica per ripagarla e convincere gli Svizzeri che sotto di loro NON tutti sono quei tre cretinetti che si sono trovati in casa… ;)

    4 Febbraio, 2008 a 21:16

    Contracarne Valerio

    vi lasciamo con il nostro futuro inno cantonale:

    Barbera e champagne
    Giorgio Gaber

    Triste col suo bicchiere di barbera
    senza l’amore a un tavolo di un bar,
    il suo vicino è in abito da sera
    triste col suo bicchiere di champagne.
    Son passate già quasi tre ore
    venga ! Che uniamo i tavoli signor,
    voglio cantare e dimenticare
    coi nostri vini il nostro triste amor.
    Barbera e champagne, stasera beviam
    per colpa del mio amor, pa ra pa pa
    per colpa del tuo amor, pa ra pa pa.
    Ai nostri dolor insieme brindiam
    col tuo bicchiere di barbera
    col mio bicchiere di champagne.
    Com’eran tristi e soli quella sera
    senza la donna a un tavolo di un bar,
    Longo, Fanfani, Moro, e giù barbera,
    Gianni Rivera, Mao, e giù champagne.
    Guardi stia attento, lei mi sta offendendo !
    Huela come ti scaldi, ma va là,
    vieni balliamo insieme questo tango
    balliamo insieme per dimenticar.
    Barbera e champagne, stasera beviam
    per colpa del mio amor, pa ra pa pa
    per colpa del tuo amor, pa ra pa pa.
    Ai nostri dolor insieme brindiam
    col tuo bicchiere di barbera
    col mio bicchiere di champagne.
    Colpa di quel barista che è un cretino
    ci hanno cacciato fuori anche dal bar,
    guarda non lo sapevo è già mattino,
    si è fatto tardi ormai bisogna andar.
    Giusto però vorrei vederla ancora
    io sono direttore all’Onestà,
    molto piacere, vede, io per ora
    sono disoccupato, ma chissà.
    Barbera e champagne, stasera beviam
    per colpa del mio amor, pa ra pa pa
    per colpa del tuo amor, pa ra pa pa.
    Ai nostri dolor insieme brindiam
    col tuo bicchiere di barbera
    col mio bicchiere di champagne.

    p.s.: è in corso un referendum su chi mettere al posto di Longo, Fanfani, Moro, Gianni Rivera, Mao…

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