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L’autopompa fantasma
Ho parlato in passato dei gialli della coppia Maj Sjöwall e Per Wahlöö (che chiamai coniugi e che scopro non essere mai stati sposati fra loro, perché reduci entrambi da due matrimoni falliti). Fra il 1965 e il 1975 i due scrissero dieci romanzi polizieschi dal sottotitolo comune “romanzo su un crimine”. Sellerio ne ha già pubblicati quattro, adesso manda in libreria il quinto.
Per motivi oscuri, l’ordine di pubblicazione in Italia non rispecchia quello originale: prima il primo (e va bene), Roseanna, poi il nono, Un assassino di troppo. Quindi terzo, L’uomo al balcone, e quarto, Il poliziotto che ride. Ora il quinto: L’autopompa fantasma. Seguirà il sesto o finalmente il secondo?
Sjöwall e Wahlöö sono riconosciuti come maestri da Henning Mankell (che da loro ha ancora molto da imparare) e pare siano fra le letture preferite di Andrea Camilleri, che così scrive in “La vampa d’agosto“: Po’ sinni stetti a liggirisi fino alle unnici un bello romanzo poliziesco di dù autori svidisi che erano marito e mogliere e indove non c’era pagina senza un attacco feroce e motivato alla socialdemocrazia e al governo. Montalbano mentalmente lo dedicò a tutti quelli che si sdignavano di leggiri gialli pirchì, secondo loro, si trattava sulo di un passatempo enigmistico.
I cinque gialli tradotti sono gialli procedurali classici con trame non sempre imprevedibili ma sapientemente svelate, e con un linguaggio essenziale, frasi brevi e molto dialogo. Protagonista Martin Beck, un poliziotto malinconico e intelligentissimo. Il suo più fedele collaboratore è Lennart Kollberg, ma è tutta la sezione omicidi di Stoccolma a svolgere le indagini. Fra i cinque romanzi pubblicati in Italia, L’autopompa fantasma è forse il migliore.
La storia comincia quando una casa, sorvegliata dalla polizia per la presenza di un piccolo criminale, esplode. Il criminale muore, e con lui altre persone, quattro erano impegnate in un sexy party. La prima ipotesi è quella di una fuga di gas. Si scopre presto però che le cose non quadrano: sembra un suicidio, ma forse c’era anche una bomba. E’ un giallo, e dunque con la trama mi fermo qui. Aggiungo solo che dopo la recente lettura di alcuni gialli deludentissimi, questo delizioso romanzo mi ha riconciliato con il genere.
13.02.2008 4 Commenti Feed Stampa
4 Commenti
CommentaGiovanotto,
VERGONIA!!!
La CEI ha appena condannato “Caos calmo” per molto meno e lei mi viene a parlare di AUTOPOMPA!!!
VERGONIA! UOMO SESSUALE!!!
cordialmente,
Cav. Marcello Stacchia
Esimio Cavaliere,
lei pensa che io o i signori Sjowall e Wahloo potremmo contravvenire alle sagge regole imposte dalla CEI? Giammai.
Infatti: qualche anno addietro eravamo io, i signori Sjowall e Wahloo, per altro biondissimi, e uno scrittore minore, tale D’Annunzio Gabriele in allegra comitiva in vacanza a Rimini. I signori Sjowall e Wahloo rimuginavano mormorando autopompa sì autopompa no e D’Annunzio ascoltava attento quando incontriamo, spiagge spiagge, sua Eminenza il cardinal Amedeo Della Stacchia, forse suo lontano parente.
Ebbene, il giovine D’Annunzio, baldanzoso, ebbe l’ardire di chiedere:
“Eminenza, ma l’autopompa è consentita?”
E allora sua Eminenza rispose sicuro:
“Certo, purché non si veda”.
Lì Sjowall e Wahloo, che già vivevano nel peccato e ne soffrivano molto, ebbero l’illuminazione: l’autopompa sarà fantasma, e diedero il titolo al libro.
Con viva cordialità.
Giovanotto,
questo Card. Della Stacchia è di certo un impostore, non si fidi.
L’autopompa è pratica uomosessuale e, pertanto, bandita dal consesso civile bello e santo.
Chi la pratichi, di nascosto o meno, sarà sempre attanaliato dal rimorso e dalla VERGONIA!
Piuttosto, a proposito di VERGONIE… come mai ancora non ha fatto la sua offerta nella prestigiosa ASTA della Stacchia?
asta
cordialità,
Cav. Marcello Stacchia
caro sig. Pagliaro bello,
ma lei ha idea di quante autopompe mi son fatto fare in gioventù? ah, se la Zastava potesse parlare… d’altronde, come dice il proverbio: una pizza, un cinemino e un’autopompa!
vergonia!
Eros