Feb
15
Che peccato che quest’Italia arruffona, disonesta, oscillante, bugiarda, che peccato che quest’Italia qui non sia capitata nelle mani di quelli che erano ragazzi alla fine degli anni Sessanta e giù di lì. Che peccato. Che peccato che quest’Italia di puttane e uomini di malaffare, quest’Italia di Napoli e di merda putrefatta, quest’Italia di mortadella e imbecilli che di fronte a tanto orrore sanno solo invitare gli altri a non votare più, che peccato che quest’Italia qui sia capitata tra le mani nostre, mani curate e rosa al punto giusto, mani lisce provate da un lavoro fatto di parole, rapporti, cravatte, ficus di plastica, rotary club e un urlatissimo precariato combattuto dai divani di casa di papà. Che peccato.
Che peccato che quest’Italia qui, quest’Italia del G8 e di Carlo Giuliani, quest’Italia della polizia assassina, quest’Italia dei vuoti democratici, dei preti pedofili e di Gabriele Sandri, che peccato che quest’Italia qui non sia capitata nelle mani ancora giovani degli uomini e delle donne che ci hanno generato.
Che peccato che dipenda da noi: che peccato. Che peccato che, ad oggi, il più alto discorso che si elevi sia quello relativo alla parità dei diritti delle donne. Le quote ROSA: che peccato che le donne stesse, invece di sentirsi così rosa e di lottare inutilmente contro questa egocentrica pugna alla fallocrazia, non scelgano finalmente di scheggiarsi due unghie e arraffare una pietra dalla strada. Che peccato che i froci si offendano se li chiamiamo froci, che peccato che il dibattito sia ancora tutto qui, che peccato che chi dovrebbe indicarci la via perda invece il tempo ad indignarsi nei loft perché noialtri diciamo frocidimmerda, o negridimmerda, o pelatidimmerda, che peccato tutto questo e che peccato che questi individui qui - me li immagino tutti pelati, appunto, o froci, al limite - che peccato che costoro scelgano di raccontare il proprio dissenso costruendo carri di cartapesta o vestendosi da cretini, anziché prendere due preti e spaccar loro la testa contro il bordo di un marciapiede, oppure due di noi, o due di loro o due di chicchessia o in ostaggio uno studio televisivo o spargendo merda liquida da un candair sopra San Pietro una domenica mattina o sopra uno stadio o nel Parlamento o nello studio di Michele Cucuzza che scrive le sue memorie griffato Mondadori.
Che peccato che quest’Italia qui sappia soltanto imbracciare un disssenso di plastica, giornalistico, mediatico, da poster, per impedire a un Papa di vomitare le proprie stronzate in santa pace, invece che accoglierlo a braccia aperte, ascoltarlo in rigoroso silenzio e poi tempestarlo di pomodori e tocchi di vomito di opossum. Che peccato. Che peccato che siamo noi, noi-Dario Fo, noi con la Playstation, l’autoradio e l’acceleratore facile. Che peccato che queste carte di credito le usiamo soltanto per pagarci i vizi, invece che adoperarle come artefatti taglierini per recidere le gole di chi ci vende le case nemmeno fossero tempestate di diamanti.
Che peccato che quest’Italia di emigranti e di immigrati, di romeni e di romani a Ponte Milvio, che peccato che questa Italia qui non sia capitata tra le mani incazzate e stanche di quei ragazzi lì, quelli che non saremo mai perché è giustappunto dalle loro costole che siamo pervenuti.
Che peccato che nemmeno uno di quei giovani che correvano nelle piazze allora non sia capitato dentro la Diaz o a Bolzaneto oggi: che peccato. Che peccato che non sia toccato a loro il giorno presente: non l’avrebbero passata tanto liscia. Non ci sarebbe stato bisogno di documentari o libri. Perché non ne sarebbe rimasto vivo nessuno di quei vermi con i tonfa. Che peccato che oggi ai grilletti facili si preferisca Sky. Che peccato: che peccato che nessuno più si catapulti, al giorno d’oggi, incappucciato, fuori da Fiat Uno o Ritmo davanti agli uomini politici per far capire loro dove stia la verità.
Che peccato che siamo noi. Che peccato che quest’Italia qui non sia toccata a loro, a quelli che lottavano e si facevano ammazzare con molto meno e per molto di meno: che peccato che oggi la gente vada a cantare ai concerti di Tiziano Ferro invece che prenderlo prigioniero e tenerlo a pane e acqua finché non ammette ad alta voce: ok, io non so cantare. Che peccato che la violenza sia appassita nelle nostre nocche e nei nostri gomiti, lasciando spazio ai telecomandi e agli aperitivi rintronanti di note alte e tacchi a spillo. Che peccato che quel bollito di Bossi e i suoi fucili non abbiano trovato terreno fertile, che peccato che ormai le bandiere della pace siano più diffuse della felicità, che peccato.
Che peccato che la politica sia diventata una tale pantomima per cui un cretino che ingurgita mortadella durante una crisi di STATO può poi giustificarsi sui giornali, il giorno dopo, adducendo la motivazione che lui, in fondo, si è ispirato ad Almodovar.
Che peccato che la cultura che uno ha venga puntualmente usata per produrre schifo o Porta a Porta. Che peccato che la beata ignoranza sia stata brutalizzata da questo sapere di plastica che produce i Lele Mora e i Fabrizio Corona. Che peccato che i Lele Mora e i Fabrizio Corona oggi facciano le fiction: m’immagino che Lele Mora e Fabrizio Corona, nelle mani di chi dico io, le mani di coloro i quali, conoscendosi trenta o quarant’anni fa, ci hanno generato, Lele Mora e Fabrizio Corona, in quelle mani lì, m’immagino, oggi sarebbero già sapone.
Che peccato che in quest’Italia qui ancora ci affidiamo ai programmi politici e non ai programmi di piazza: che peccato che la piazza sia stata delegittimata. Che peccato che i ragazzi che un tempo lanciavano le pietre e tornavano a casa, oggi muoiono tutti ammazzati ancora prima di rendersi veramente pericolosi. Che peccato che l’angoscia sia stata penalizzata. Che peccato che l’ansia sia stata messa fuori legge: che peccato che quest’Italia qui, oggi, venga urlata, strillata, solo attraverso queste stesse righe, blog, merdate a distanza di sicurezza, affinché i nostri connotati possano venire preservati dai pugni e dalle manganellate del potere. Che peccato che De Gennaro non si sia trovato ad operare allora, davanti agli occhi e agli affanni di quei ragazzi lì, invece che pontificare, ringraziato e sacralizzato, nella trasmissione di Fazio su Rai Tre.
Oggi quei ragazzi sono adulti, vecchi, e ci guardano io non so con quale delusione. Se mio figlio, un giorno, diventato ragazzo, terminerà la propria vita con un passamontagna calato sul volto e i pugni delle mani stretti intorno a qualcosa di spigoloso, io sarò orgoglioso di lui e mi maledirò per non averlo preceduto nell’intento quando le ossa ancora non mi facevano male.
113 Commenti
I propositi di violenza sono soltanto emorroidi del pensiero. Quando questo è stitico succede. Sarò cretino, ingenuo, addomesticato, plastificato, anestetizzato, tutto quello che vuoi (aggiungi pure gli aggettivi che preferisci, ma mai violento. E non capisco cosa ci sto a fare qui, con te, in questo contenitore che mi sta sempre più stretto.
Per spiegarmi meglio: condivido la tesi di fondo. Ma tutto il resto è un delirio da condominio. O da bar dello sport, se preferisci.
oddìo, io l’ho letto come un’iperbole, come discorso esasperato tra il grottesco e il disilluso. di certo con ottime motivazioni di fondo, ma non come serio elogio della violenza… o sbaglio?
Giovanotto,
BRAVO!
Non si faccia intimidire da LORO!
Contro la VERGONIA della povera Patria bella, in mano a uomi sessuali e Dio solo sa cos’altro, io, Luciano Steregoni, Rodolfo frenia ed il Generale La Marmora, sampietrino in mano e passamontania calato sul bel viso, siamo pronti ad unirci alla lotta!
E si ricordi le immortali parole che il povero Massimo Alberto Conchia sospirò prima di esalare l’ultimo respiro: “Chi si estrae daal lotta, è un gran fijo de na miniotta!”.
Cordialità,
Cav. Marcello Stacchia
Che peccato che si usino tanti grassetti.
Allora dicevamo
“che peccato che non ci siano quei ragazzi saliti in montagna nel ‘43, che peccato che non ci sia lo spirito della resistenza…”
e tante altre cazzate del genere.
non dovevi leggere il primo volume di Il’68 de L’Espresso: ti innervosisce
salta a pie’ pari il secondo
che peccato che non sei sul tuo blogghetino supportato da altri invasati e ti ritrovi qua a dimostrare la pochezza, ma che dico pochezza, l’assoluta mancanza di contatto col reale, dei tuoi contenuti.
Giovanotto,
non si faccia intimidire! Sicuramente questo sedicente sinior a. è uno di LORO!
Ma lei vada avanti nella sua battaglia bella per il sinior cittadino!
VERGONIA sinior a.! VERGONIA!
cordialmente,
Cav. Marcello Stacchia
Ragazzi!
Ragazzi!
Un respiro e….
RELAX!
A.: ti ringrazio dell’onore che mi fai nel leggermi puntualmente, e con fedeltà, anche sul mio blog. (evidentemente te lo deve aver ordinato il medico)
Nicolò: non ci piaciamo. Io direi: pazienza. Non ho mai abbandonato un tavolo dove fosse presente una persona a me invisa. Se vuoi farlo tu, benissimo. Pubblichi con Fazi, per dio, sei uno importante: se hai paura che io infanghi il tuo nome parla chiaro, ma non continuare a minacciare di togliere le tende. O lo fai o la smetti. Oppure, come ti consiglierei, scrivi un bel post anche tu, in cui ci dici cosa pensi del mondo, della vita, delle cose, del 68, del 77, della violenza, della guerra e della pace. Io lo faccio, mi becco gli insulti, mi becco i complimenti. Spesso litigo e poi faccio pace. (non si contano più le birre che ho preso con gente che era partita con me come sei partito tu). Però rilassati. Non sei in questo condominio qui CON ME. Sei in questo condominio, punto e basta. La tesi del “fermate il mondo voglio scendere” a me ha sempre fatto piuttosto cagare.
Stacchia: continuo a non capire un’acca dei suoi interventi. Grazie comunque di essere tanto puntuale nella lettura dei miei scritti.
[Ste]
Giovanotto,
non deve ringraziarmi!
Semmai sono io che ringrazio lei: portare avanti le battalie nel nome del sinior cittadino, nonostante le minacce perigliose da parte LORO, è impresa encomiabile!
E a chi non la capisce dico: VERGONIA!!!
cordialmente,
Cav. Marcello Stacchia
Fanculo il ‘68, il ‘77, tutti quei furboni che si sono costruiti una mitologia a proprio uso e consumo e pretendono di essere adorati da quarant’anni, quelli che gridavano “potere al popolo” e adesso girano in Porsche, quelle che agitavano in aria le mani a mo’ di utero e adesso leggono Marie Claire, quelli che tiravano sampietrini alla polizia ma prendevano il figlio a cinghiate se spaccava una finestra con una pallonata, quelli che hanno creduto anche solo per un attimo che il figlio di un architetto si sarebbe fatto spaccare la testa a colpi di chiave inglese per garantire un futuro al figlio dell’operaio di borgata, quelli che raccontavano la stronzata che con l’lsd ti si allargavano le porte della percezione, quelli che ci hanno lasciato un paese tale e quale a quello che avevano trovato, quelli che nonostante secoli di lezioni sono cascati ancora una volta nel trappolone della “rivoluzione”. Fanculo a tutto.
Viva gli anni ‘80, viva il riflusso, viva l’anarchia vera, viva l’unico vero parricidio rituale di massa mai consumato in questo paese delle banane (che i padri non si uccidono imitandoli, cari gonzi), viva chi ha bevuto scopato ballato e vissuto senza pretendere di essere messo su un piedistallo e senza rompere tanto i coglioni quando la festa è finita.
Almeno noi eravamo sinceri, cazzo.
Se un giorno vedrò mio figlio con un passamontagna e una spranga lo riempirò di calci al culo fino a fargli venire la scoliosi poi gli dirò “Vuoi cambiare il mondo, imbecille? scrivi un grande romanzo, componi della musica indimenticabile, inventa l’automobile ad aria compressa ma non prendermi per il culo con questa cazzata della rivoluzione perché ci provano da migliaia di anni e non hanno mai concluso un cazzo, tanto alla fine torna sempre tutto come prima, quando non peggio.”
“Se un giorno vedrò mio figlio con un passamontagna e una spranga lo riempirò di calci al culo fino a fargli venire la scoliosi”
Luca, io sono d’accordo, ma prima guarderei bene di levargli la spranga. Così, per sicurezza. Magari puoi aspettare che si addormenti, e poi sdenghete!, scoliosi. Comunque condivido in pieno la seconda parte del tuo intervento, e forse anche la prima (specie dove inneggi all’anarchia), sebbene tu abbia un po’ generalizzato e soprattutto abbia osannato gli anni 80, che musicalmente (ma non solo) hanno fatto abbastanza schifo (tutta quella musica elettronica, disgustorama).
Noooo, i vostri figli non saranno maaaai così.
Non indosseranno passamontagna e non brandiranno spranghe ne tantomeno grideranno nelle piazze il loro bisogno di libertà.
Semplicemente perchè voi non avete figli… per farli, di tanto in tanto, bisogna abbandonare le pratiche masturbatorie.
E anche questo è vero. O comunque bisogna avere una certa “gittata” accompagnata da una discreta mira, ecco.
ma che scoliosi e scoliosi, al massimo gli fai il culo come una zampogna
pere essere sinceri, eravamo sinceri, e pure stronzi
pere: lapsus freudiano, mo ve’
Io sono molto d’accordo con la prima parte del discorso di Luca Pettinelli. La seconda, sul figlio, invece non la condivido, semplicemente perché non credo che sia sincero. Non ci credo che se un giorno suo figlio gli dirà: papà, io vado in piazza a fare un casino, lui, padre, avrà da obiettare. Mi auguro che vorrà obiettare quando lo vedrà fare la fila davanti alla bolla di Ponte Milvio per entrare al Grande Fratello. Allora sì che auspico i calci in culo.
Scrivere un grande romanzo non è cosa da tutti. Provare a dire di “no”, anche violentemente, invece è qualcosa che potrebbe appartenere a chiunque.
Comunque buona fortuna lo stesso. Io voglio fare un figlio che si farà ammazzare per un principio, piuttosto che uno che morirà al primo principio di raffreddore.
[Ste]
Sauro
Gli anni ‘80 non hanno fatto né più né meno schifo di altri decenni e hanno prodotto grandissima musica, altro che. Non diventare schiavo della vulgata imperante inventata, appunto, da sessantottini biliosi che si sono visti scippare il timone di mano e hanno reagito da quei ragazzotti tagliati un po’ grossi che erano.
Leo
Io a pratiche masturbatorie me la cavo ma tu devi essere un campione mondiale. Chapeau.
Magari ripassa quando hai qualcosa di sensato da dire.
evacarriego
Stronzi? Può darsi, succede quando sei sincero. Mille volte meglio essere stronzo per te stesso, in conto proprio, che esserlo in nome e per conto della “società” o delle “masse” o del “partito”.
Io però ho ancora gli amici di allora e tutti ’sti stronzi non li vedo. Li avrà cambiati l’età.
Stefano Sgambati
Nella vita assai di rado, per fortuna, ci si trova a dover scegliere tra mettere un lucchetto su Ponte Milvio e andare in piazza con le molotov.
Si può dire di no in molti modi e si può anche scegliere di fare in modo che quel no resti in qualche modo scolpito nel tempo o che vada perso come un rigagnolo d’acqua in qualche tombino appena finita la buriana. Dipende dall’idea che si ha di sé stessi.
@Luca
esalti gli anni 80 (quelli della Milano da bere), chiami gli altri gonzi perchè riflettono su qualcosa, spaccheresti il culo a tuo figlio perchè manifesta insofferenza verso una società che l’opprime e pensi di avere il monopolio delle cazzate per scrivere in questo blog
Insisterò fino alla morte: gli anni ‘80, musicalmente parlando, sono IL MALE. Che poi ci fossero anche delle perle nascoste, vabbè, è palese. Creuza De Ma e Purple Rain, per dire, sono dell’84, ma purtroppo lo sono anche i Bronski Beat, gli Alphaville, gli A-ha… :-)
(oh, son gusti)
Giovanotti,
ieri pomeriggio il piccolo Mediterraneo (enfant prodige) si è presentato innanzi al sottoscritto bello, armato di un nodoso lenio, passamontania calato sul bel volto e mi ha detto: “Nonno, io vado a dire NO in piazza, contro questa società ingiusta che opprime i deboli e gli indifesi! Vado a dire NO a chi vuole impedire la libera espressione del pensiero! E non torno neanche per cena: mi fermo alla bolla del Grande Fratello di Ponte Milvio… hai visto mai che mi capitasse una botta di culo?”
Beh… altro che scogliosi! Gli ho strappato il randello dalle mani e, urlando “VERGONIA!”, giù leniate sulla groppa bolsievica!!!
Spero solo che non mi abbiano visto LORO…
cordialmente,
Cav. Marcello Stacchia
Sig. Sandroni,
premesso che sono quasi d’accordo sulla povertà musicale degli anno 80, dopo i fasti dei 60 e dei 70, mi permetto di dire che Purple Rain è una cagata di dimensioni pazzesche! Prince era ed è l’alfiere del trash e del kitsch musicale: che il Dio del rock lo strafulmini!!!
Meglio persino gli A-ha (”take on me” almeno era divertente e loro non si atteggiavano a geni della musica come il nano maledetto)
E’ vero: Prince è l’alfiere del kitsch. E’ un dato di fatto, così com’è un dato di fatto il fatto (chiedo scusa) che abbia un ego malato e inversamente proporzionale alla statura. Però Purple Rain è una signora canzone (magari un po’ melensa), se la si considera slegata dal personaggio The Artist Formerly Know As Prince. Poi oh, Ciccio, se tu non ti senti funky non è mica colpa mia :-D
Se mi devo sentire il funky mi sento Sly & the Family Stone, al massimo gli Earth wind & Fire… tuttalpiù perfino i Level 42… ma Prince NO!!! Per favore!!!
@Ciccio
Ma da quando in qua Berlusconi si atteggia a genio della musica?
Antonio, ma che domande fai? Da quando scrive le canzoni di Apicella, no?
Leo
Se per te gli anni ‘80 sono stati “la milano da bere” non so che farci. Quando vuoi farti un’altra ingozzata di luoghi comuni però non chiamarmi, io ho altro da fare.
Già che ci siamo: bella la tua rivolta contro la società che opprime, soprattutto utile. Ha dato dei gran bei frutti. Vedi adesso come stiamo tutti meglio?
Sauro Sandroni
Senza offesa, Sauro, ma questi sono discorsi stile “Signora mia”. Non raccontiamo favole: i Bronski Beat c’erano anche nei ‘60 e nei ‘70. Avevano altri nomi e si pettinavano diversamente ma c’erano eccome. Usciamo da questa leggenda metropolitana dell’età dell’oro seguita dalle tenebre, per cortesia. Sembra di vedere un documentario di History Channel sul Medioevo.
Ciccio
Scusa Leo, mi ero sbagliato. Da oggi lo scettro del più rancoroso cazzaro di Cabaret Bisanzio non ti appartiene più.
@Luca: non ho capito: qui tutti vengono a fare discorsi alla “signora mia” e l’unico che non li può fare sono io? :-D
Quanto a Ciccio, credo che stia scherzando. Credo, eh? Basta che non t’incazzi.
Giovanotto Ciccio,
ma come si permette di interloquire col Sinior Pettinelli in fatto di musica? Ma non si vergonia?
Con che faccia e con che coraggio osa rivolgere la parola a chi ha condotto tante e tante indimenticabili puntate di Discoring?
VERGONIA!!!
E lei sinior Pettinelli non dia ascolto a questi inioranti!
Cordialmente,
Cav. Marcello Stacchia
@ Pettinelli
Non mi interessano trofei, mi bastano quelli che ho.
Volevo solo far notare che ognuno di noi difende i propri vent’anni ed il ricercare nei periodi storici corrispondenti il segno del bene o del male è puro esercizio onanistico.
@Sauro
Figurati, per me possiamo anche passare la giornata a sostenere che qui una volta era tutta campagna e che i negri hanno il ritmo nel sangue. Tanto tra un po’ arriva Leo a spiegarci che gli 80 sono stati un decennio di merda perché c’erano Craxi, le giacche con le spalline e i capelli cotonati. Ci pensa lui a mandare avanti la baracca.
Se Ciccio scherzava ritiro tutto. Ma solo se scherzava.
Scherzavo… scherzavo…
Prince è un genio vero! E anche Toto Cutugno non era male… e poi perchè tutta quella ingiusta merda spalata addosso ai Ricchi e Poveri?
@Ciccio
Tu capisci di musica come io capisco di fisica quantistica, cioè un cazzo di niente.
Adesso dimmi chi vale la pena ascoltare secondo te, così mi faccio un’idea più precisa per la diagnosi.
“Tanto tra un po’ arriva Leo a spiegarci che gli 80 sono stati un decennio di merda perché c’erano Craxi, le giacche con le spalline e i capelli cotonati”
Cosa che, tra l’altro, è l’assoluta verità (sono relativista solo quando mi conviene). Negli anni ‘80 la moda prescriveva che si andasse tutti in giro come se fossimo giocatori di football americano con la cotonatura al posto del casco :-D
Incredibile come non vi si stanchi la mano.
i Beatles non sono malaccio… e anche i Beach Boys del periodo “Pet Sounds / Smile”… e poi Hendrix, i Cream, i King Crimson… insomma: ce n’è di roba bella!
Ma di certo non Prince!
E complimenti per la tua laurea in fisica quantistica: parlare con un cervellone fa sempre piacere!
@ Leo: Ne abbiamo due, le usiamo una alla volta e così possiamo andare avanti per ore. Tu, invece? Sei già passato ai piedi? Bah.
(ti ricordo che per statuto è vietato rispondere usando uno qualsiasi dei componenti della mia famiglia)
ho la badante che mi assiste
@Ciccio
Complimenti anche a te, vedo che sei un coraggioso. Ti sei sbilanciato parecchio.
Adesso però scendi dal palo e parliamo. Non ti faccio niente, promesso.
@Sauro
Lascia perdere Sauro. Lui viene dall’epoca dei collettivi maoisti e dell’internazionale situazionista e vuol fare a noi la lezioncina sull’onanismo. Che fegato ragazzi.
Caro Luca, sai com’è? qui sul palo si ascolta bella roba, non vorrei che scendendo mi possa trovare ad affrontare un Prince o un Tony Dallara…
Ma in ogni caso non c’è problema: io non capisco un cazzo di niente di musica. Per cui vai tranquillo così!
Dai, facciamo a che ce l’ha più lungo.
Oh, contento tu.
Ti suggerisco qualche nome per un (eventuale) futuro elenco: io metterei Mozart (fa un certo effetto sulle donne e nei salotti buoni), Pink Floyd (”i primi album” percaritàdiddio, non dimenticare mai di aggiungere “I primi album” altrimenti sei out), i Genesis (però anche qui devi mettere “con Gabriel, s’intende”) e Dylan (”a cavallo tra la fase acustica e quella, come dire… [qui fai una pausa, magari ti tocchi un po’ la faccia o qualcosa del genere] elettrica”).
Se è la sera che vuoi giocarti la carta “outsider” prova con gli Steely Dan (”che classe ragazzi”) o i Ramones (”te lo dico io chi l’ha inventato il punk”).
Il jazz va su tutto, non c’è neanche bisogno di dirlo.
Poi fammi sapere com’è andata, eh.
E a che serve, Leo? Tanto vinci tu. Mi sa che i trofei che hai in casa li hai vinti tutti in gare del genere.
su, forza, puoi fare meglio
Caro Luca,
io potrei anche citare i primi Barclay James Harvest, i Family, i Camel, gli U.K., i Mercury Rev, i Flaming Lips, i Raspberries, i Porcupine Tree, i Blind Faith, i Traffic, i Motorpsycho (anche se, devo dire la verità, non disdegno il buon Mozart, nè i Genesis di Gabriel!) ma anche se te li citassi tutti… poi che te ne fai?
Continua ad ascoltarti il tuo Prince e vai con Dio!
Addirittura… Cavolo, sei uno che la sa lunga eh?
Gli anni ‘80 sono sono stati gli anni di punta di Brian Eno e Robert Wyatt (da solista). Dei Cure, Bauhaus, Clash, Depeche Mode, Dead Kennedy’s, Beastie Boys, Pubblic Enemy, Einstürzende Neubauten.
A fine anni ‘80 è uscito Bleah dei Nirvana.
In sintesi: Sauro, non capisci un cazzo. :)
lunghissima, direi…
@Ciccio: ma i gruppi che citi però non sono 80’s!
Edo,
Robert Wyatt ha raggiunto l’apice creativa con “Rock bottom”, del lontano 1974…
Poi è sempre stato bravo, per carità!
Ma chiedi pure a Luca che ne sa una più del diavolo…
>Gli anni ‘80 sono sono stati gli anni di punta di Brian Eno
Umpf.
>e Robert Wyatt (da solista).
Non sono un suo fan accanito.
>Dei Cure,
Pfui.
>Bauhaus,
Pfui.
>Clash,
Mi hanno sempre detto poco.
>Depeche Mode,
Puah!
>Dead Kennedy’s,
Mah.
>Beastie Boys,
Questi sì, sono davvero bravi, l’unico gruppo hip-hop (o come cazzo si chiama la musica che fanno) che davvero mi piaccia.
>Pubblic Enemy
Pfui.
>Einstürzende Neubauten.
Sbidiguda. Terapia tapioco della supercazzola o stiamo scherzando?
>A fine anni ‘80 è uscito Bleah dei Nirvana.
Vabbè, non è che dal 1 gennaio ‘80 al 31 dicembre ‘90 dev’essere per forza tutta merda…
>In sintesi: Sauro, non capisci un cazzo.
Ecco, qui ti do ragione :-D
Lassa perde Edo. Dire che gli ‘80 sono merda è così di moda, perché farli scendere dal pero?
Cure -> Pfui.
Bauhaus -> Pfui.
Clash -> Mi hanno sempre detto poco.
Depeche Mode -> Puah!
Ti contatteranno i miei avvocati.
Già, Edo, lascia perdere: facciamo che Luca ci dice quali sono i suoi gusti musicali, noi ci uniformiamo e così la facciamo finita in fretta.
(a me la musica degli anni ‘80, specie quella elettronica, fa schifo di suo. Moda o non moda)
(Luca, non è che sei Gazebo sotto mentite spoglie e te la sei presa a male di qualcosa? Lunga vita a Sandy Marton! :-D )
Mai detto che gli anni 80 sono merda… Prince però, sì che lo era!
Ci ho pensato su ed ho trovato un modo per chiudere questo post vizioso ed anche se sarò io, sò di averlo fatto per un buon fine:
L’ULTIMO AD AGGIUNGERE IL SUO COMMENTO E’ UN COGLIONE
No, sono Den Harrow.
Non c’entra stabilire quali siano i miei gusti, i gusti non c’entrano. Né i miei né i tuoi né quelli di Ciccio.
Il punto è che uno che si atteggia a espertone di musica non può dire “Prince è merda” e pretendere che gli altri restino seri.
Io ad esempio non sopporto i Genesis ma non mi sognerei mai di farmi scappare di bocca una troiata tipo “I genesis fanno schifo”. Si tratta solo di avere un po’ di senso del ridicolo. Se decidiamo di usare il “mi piace/non mi piace” come metro universale del valore allora tanto vale che smettiamo di scrivere.
Queste cose un fine conoscitore di musica dovrebbe saperle.
diciamo che dire che “Prince è un genio della musica” fa tanto chic… ma un fine conoscitore di musica sa che è una vaccata.
E non si tratta di gusti personali: anche a me piacciono alcune cose trash ma non faccio crociate per riabilitarle.
Spero che tu mi risponda, Luca, almeno si saprà chi è il coglione tra noi due.
Ah, ecco spiegato l’equivoco. No, Luca, quando parli con me sappi sempre che io ragiono sempre proprio secondo il metro universale del “mi piace/non mi piace” (detto anche “tutti i gusti son gusti”), non sapendo un cazzo di teoria della critica musicale e soprattutto non riconoscendo a nessun il diritto di venirmi a dire cosa sia oggettivamente “merda” e cosa sia oggettivamente “sublime”, a meno che non me lo spieghi argomentando il tutto con un piccolo saggio di un paio di paginette, al termine del quale valuterò la mia posizione. Per cui, volendo parlare di musica con me e sperando che io vi dia pure ragione, si sappia che ci si trova di fronte a due opzioni principali, delle quali una esclude l’altra: 1) mi si illustra a dovere una posizione con dovizia di particolari; 2) ci si astiene dal parlare con me.
Ossignore.
Qui alberga la PAZZIA!
Comunque non saprei che dire.
Io conosco solo i Queen, Vasco Rossi e i Guns and Roses.
[Ste]
“Io conosco solo i Queen”
Molto bene i primi quattro album (il secondo è proprio un capolavoro), poi non più pervenuti (a parte qualcosa di Innuendo).
“Vasco Rossi”
Beh, massimo rispetto per il consumatore di di droghe leggere, ma pollice verso per il musicista.
“e i Guns and Roses”
Disgustorama.
In fede
Il critico di turno
intervengo per commentare una frase del solitamente apprezzato Edo: “Gli anni ‘80 sono sono stati gli anni di punta di Brian Eno e Robert Wyatt (da solista)”.
permetti? ma che stai a dì?
a parte il capolavoro Rock Bottom già citato dal viscerale Ciccio (guarda e commuoviti: http://www.youtube.com/watch?v=2cWq3mIp4cU), Eno ha esaurito i suoi dischi (capolavori o meno) negli anni 70 (Before and after Science, Taking tiger mountain, Here come the warm jets, Another Green world, per non parlare degli 801). negli anni 80 ha fatto un altro mestiere: il produttore. e allora sentiamoci My life in a bush of ghots e Remain in Light; ma anche The Joshua tree. ma è un’altra storia.
in linea di principio, gli anni ‘80 sono riflusso, monnezza quasi sempre (è il decennio di Samantha Fox, non dimenticate) tranne meritorie eccezioni (Talking Heads, U2, REM).
scusatemi i toni, ma su Eno (e su Gabriel) perdo il ben dell’intelletto.
@Ciccio
Già che ci siamo diciamo anche che certe posizioni puzzano di posa da 1 km. Ok, Ciccio, sei un originalone, uno che va controcorrente, uno che non si omologa. Insomma un figo. A lui non piace Prince e lo derubrica a merda. Un fine conoscitore, non c’è che dire. Poco importa che critica e pubblico di mezzo mondo da quasi trent’anni lo riconoscano come un artista eccellente, e questo a prescindere dai gusti personali. Ovvio che questo non costituisce titolo preferenziale nella classifica dei gusti personali, ma dovrebbe almeno ridurre a più miti consigli all’atto del giudizio. La tua opinione, tra l’altro espressa in questo modo sprezzante, su qualunque spazio pubblico serio di discussione musicale ti farebbe passare istantaneamente per un coglione.
Quando ti ho dato del “cazzaro rancoroso” ho pensato per un attimo di aver esagerato. Mi sbagliavo.
@Sauro
“Tutti i gusti sono gusti” vale sempre, non ci piove, ma spero converrai almeno sul fatto che rende inutile qualunque tentativo di dialogo (ammesso che abbia una qualche imoportanza). Con “Mi piace” e “No, fa schifo” possiamo stare qua fino al 2020 tanto non cambia nulla.
Se “non riconosci a nessun il diritto di venirti a dire cosa sia oggettivamente “merda” e cosa sia oggettivamente “sublime”” faresti bene a fare due chiacchiere col tua amico qua sopra. E’ lui quello che la sa lunga.
Aò, porca puttana, ma state calmi, vergonia!!!
Il pubblico di mezzo mondo osanna anche Madonna, Barry Manilow e Pupo, se è per questo… vai in russia e scoprirai che Toto Cutugno ha venduto 40 milioni di dischi.
Ma questo poco importa ai fini della discussione.
Sulla critica, poi, ci sarebbe da scrivere un romanzo: per un critico serio ne trovi 100 prevenuti e snob. Sai quante risate mi sono fatto leggendo certi critici “illuminati”?
Anzi, ti dirò di più: è molto più condivisibile la posizione di Sauro, ovvero il “de gustibus”, perchè se il parametro di confronto è il gusto allora vale tutto, se invece il parametro è la tecnica (forse l’unico parametro oggettivamente “misurabile” in un’espressione artistica di questo genere) allora i Return to Forever sono meglio dei Beatles.
E a quel punto io sospetto che invece ci sia qualcosa di più… qualcosa che mi fa intuire (dimostrarlo non è possibile, purtroppo) che i Beatles sono dei geni e Prince fa schifo.
Poi tu sei libero di pensarla come ti pare ma io continuerò a dire che Prince è un aborto musicale.
E sul fatto dell’essere “sprezzanti”, beh… diciamo che il tuo senso della misura è pari al tuo gusto musicale.
Luca:
“Tutti i gusti sono gusti vale sempre, non ci piove, ma spero converrai almeno sul fatto che rende inutile qualunque tentativo di dialogo”
Sì, convengo pienamente. Il fatto è che le discussioni su internet mi annoiano (e la maggior parte delle volte anche le discussioni “dal vivo”) per cui vi partecipo solo se sono divertenti, come in questo caso, o quando mi ci tirano dentro per i capelli. Altrimenti preferisco astenermi. Tanto non cambio idea io e non cambiano idea quelli che discutono con me.
>(ammesso che abbia una qualche imoportanza)
Ecco, in definitiva il punto sta qui: secondo me la cosa non ha proprio importanza. Confrontarmi con chi la pensa diversamente da me mi interessa fino ad un certo punto, specie in rete, e lo faccio solo se mi risulta “dialetticamente divertente”, il che capita di rado.
@Marco: oh, ma io so’ calmissimo, mica mi sono mai sfavato! Dunque, l’ultima volta che mi sono incazzato per qualcosa che aveva a che fare con internet mi pare sia stata quella volta che ordinai una pastiglia per enlargare my penis (mi era arrivata un’offertona via mail) e non funzionò. Lì effettivamente persi un po’ le staffe. Era il ‘98.
Già il fatto che metti Madonna al pari di Manilow e Pupo la dice lunga su quanto capisci di musica.
Hai fatto bene a separare critica e pubblico, Ciccio bello. Peccato che non ci caschi nessuno. Critica e pubblico convergono anche su Beatles, Stones, Led Zeppelin, Black Sabbath, Who, Cream, Hendrix… Che faccio, continuo? Posso andare avanti per ore. Si sbagliano, Ciccio? Tutti tranne te? Sono tutti dei poveri coglioni e tu sei un genio incompreso? Oppure sei tu a stabilire quando il successo è meritato e quando no? Così, giusto per sapere. Metti al corrente l’industria musicale di questo tuo particolarissimo talento, farai soldi a palate.
Quanto al senso della misura ti qualifichi ancora per quel che sei. Io non mi sarei mai sognato di scrivere una cazzata galattica come la tua, tu invece te la sei sentita. E invochi il senso della misura.
Ma non ce l’hai un po’ di decenza?
@Sandro
Convengo assolutamente su tutto.
Dibatto in questa sede e con questi toni perché era tanto tempo che non lo facevo più e perché ogni tanto c’è il guappo di cartone di turno che si alza a straparlare e va rimesso al suo posto, ma riconosco che l’esercizio è lezioso e fondamentalmente inconcludente.
Tanto dura ancora poco. Anzi, mi sa che è bello che finito.
Scusa Sauro, ti ho chiamato Sandro. Non volevo. Pardon.
Beh, sul fatto che ti piaccia anche Madonna non avevo dubbi… perchè non ammetti pure di avere il greatest hits di Gigi D’Alessio?
sei talmente invasato che non ti rendi neanche conto di quel che sto dicendo: il pubblico di per sè non legittima o delegittima nulla. Al pubblico può piacere il genio e la merdaccia (di solito, magari, non è lo stesso pubblico… ma poco conta). Per me non ha valore.
Così come non ha valore molta parte della critica che, in molti casi, persegue fini certamente non nobili.
Sul senso della misura mi riferivo esclusivamente ai comportamenti formali, a questioni di educazione e di linguaggio… ma sorvoliamo anche su questo, và!
su quel che scrivo e dico non ho ripensamenti e aderisco, mestamente, alla constatazione di Sauro: nessuno cambia il proprio punto di vista in questo tipo di discussioni, anzi, di solito inasprisce le proprie posizioni.
Eh, scusa un cazzo: da oggi sei sul mio libro nero, uomo! :-D
@Ciccio
No, povero Ciccio. Madonna non mi piace particolarmente.
Provo a rispiegartelo per l’ultima volta con parole semplici: Madonna nella storia del pop, che a te piaccia o no, ha la sua bella importanza e questo non c’entra assolutamente nulla col fatto che io la ascolti volentieri o meno. Capisci le mie parole, Ciccio?
Riconoscere il valore di qualcosa al di là delle proprie preferenze è una questione di maturità, etichettare a destra e a manca “Schifo” “Merda” “Capolavoro” etc è un po’ da ragazzini insicuri e nevrotici.
@Sauro
Vabe’, dai. Chiamami Lucio e siamo pari.
Caro Luca essere importante nella storia del pop non esclude l’essere un’artista mediocre o, più propriamente, nel caso di Madonna, un’artista di merda.
E’ come il caso di Hitler: importantissimo personaggio storico ma uomo di merda… se comprendi il paragone.
Perchè qui si parlava di qualità, non di popolarità o importanza storica. O sbaglio?
E con questa vi saluto prima che il genio cambi ancora le carte in tavola…
Luca, scusa se non mi faccio gli affari miei, sarà pure come dici tu, ma io, da terzo leggo che tu Ciccio l’hai chiamato, nell’ordine
- cazzaro rancoroso
- coglione
- ciccio bello
- povero ciccio
- ragazzino insicuro e nevrotico
al contrario Ciccio, se ha avuto giudizi netti, li ha avuti su Prince, non su di te: cogli la sfumatura?
@Mix: ops, ho fatto una cappellata. Io mi riferivo, nel caso di Eno, a Discret Music e Music for Airports, perché è un passaggio definitivo all’ambient puro, ma sono di un pelo precedenti (anche se per formazione culturale tendo a considereare periodi come “gli anni 70″, “gli anni 90″, nelle date a cavallo del passaggio del decennio, ma tant’è). Quindi, la tua rabbia è motivatissima e mi prostro (e soprattutto mi vergonio).
Cmq la prossima volta uso Google prima di parlare (lo sto facendo ora, per la precisione).
I Talking Heads pensavo di averli messi. Grazie per aver messo i REM, colpevomente dimenticati. Ho dimenticato anche i Joy Division, posso?
PS: grazie per il “solitamente apprezzato”.
Cazzaro rancoroso lo confermo in toto. Cazzaro perché spara boiate terrificanti, rancoroso perché non so che gli abbia fatto Prince ma deve trattarsi di qualcosa di personale e anche piuttosto grave. O magari qualcuno deve avergliela fatta davvero grossa mentre in sottofondo c’era una sua canzone, non so.
Ciccio bello e povero ciccio non mi sembrano ascrivibili alla categoria degli insulti.
Del coglione l’ha dato prima lui a me, tanto per essere chiari, mentre io l’ho posta semplicemente come ipotesi così come ragazzino insicuro e nevrotico (anche se dalla perla di Hitler e Madonna, degna di una diatriba dialettica da scuola media inferiore, si arguisce che probabilmente è così).
Se proprio devi “leggere”, leggi bene.
Edo. scusami se ti è sembrato che sdottorassi, è il tema che ci trascina un po’ tutti. da quello che scrivi capisco che abbiamo una formazione affine, e di ciò mi compiaccio assai. e mi vergonio anch’io non poco. ti piace 801 live? e Phil Manzanera?
Luca. mio caro, io sono di Roma, e sai come si dice da queste parti? a Lillo, si te rode er culo dillo.
Sono contento che tu sia di Roma, gran bella città. Peccato il traffico.
Comunque, Luca, l’impressione che ha avuto Mix è la stessa che ho avuto anch’io. Giornataccia? Può capitare. No, perché sinceramente mi sembra che Ciccio non ti abbia mai offeso, mentre tu ci sei andato giù parecchio pesante. E ti dico subito che io non è che voglio difendere Ciccio, perché non lo conosco proprio. A meno che non sia Ciccio di Nonna Papera, e in quel caso lo saluto calorosamente.
Gli anni ‘80 hanno laureato la new wave nata negli anni ‘70. Basterebbe questo per considerarli dal punto di vista musicale anni comunque importanti. Scusate, ma tutta ’sta musica indie (dagli Interpole agli Editors) che va di moda oggi (a volte a ragione) non prende spunto dalle sonorità degli anni ‘80? E i The Cure dove li mettiamo? E i titanici Smiths? Questi ultimi (mischiati con i Beatles) sono alla base praticamente di tutta la musica inglese che ascoltiamo. E i Rem? (A me non piacciono, proprio per niente eh, ma ciò non toglie che siano uno dei gruppi più significativi di tutti i tempi). E gli U2, quelli veri non erano appunto degli anni ‘80? Ma di cosa stiamo parlando? No, il gusto non c’entra. Io, ripeto, posso non amare i REM ma non posso negare che siano stati importanti.
Prince poi è stato un grande. E basta.
E che c’entra Samantha Fox? E’ come se io bocciassi i nostri anni perché hanno partorito Britney Spears o Paola e Chiara… Certo, negli anni ‘80 munnezza ce n’era più di oggi, forse. Ma questo è un altro discorso.
Ricambio calorosamente.

Niente giornataccia, mi sono solo rivoltato a sentire la panzana colossale che ha sparato questo tizio. Tutto qui. E’ una vita che non litigo più su internet, credimi. Una volta era uno sport che praticavo volentieri, adesso mi ha un po’ stufato.
Per inciso “Spero che tu mi risponda, Luca, almeno si saprà chi è il coglione tra noi due” non l’ho scritto io.
Non stento a capire perché i miei interventi vengano letti con più attenzione dei suoi, però se si vuole giudicare facciamolo ’sto sforzo.
@Luca. Non mi toccare il 68. E’ stata una grande occasione. E andiamoci piano con l’attaccare l’antagonismo sociale. Metti il fenomeno no-global con tutte le galassie nate attorno a esso. Al di là di certi eccessi e di certe storpiature esso ha contribuito a correggere questo porco mondo. Lasciamo perdere Pasolini e le cazzate che scrisse sul Corriere. L’antagonismo di sinistra è uno dei pochi correttiv che abbiamo avuto in questi anni vissuti per il resto in ginocchio. Va be’, ci sono state esagerazioni (la violenza mai!) ma in fondo se non si fossero mosse quelle masse giovanili antagoniste chissà quanto cazzo avremmo dovuto aspettare gli intellettuali titolati impegnati a piluccarsi la polvere dell’ombelico (e te lo dico io, che in fondo ho una passione per la scrittura dell’ombelico).
Vabbè, se andiamo a guardare chi ha cominciato, allora tu gli hai detto che di musica non capisce un cazzo e che un cazzaro. Nella vita reale, se uno mi dice che non capisco un cazzo e che sono un cazzaro, mi ritengo autorizzato a prenderlo a gollettoni (e considera che se uno mi dice che non capisco un cazzo, nel 90% delle volte ha ragione).E poi diciamo che hai un modo di scrivere che sembri sempre incazzato e rancoroso. Oh, non che me ne freghi, eh? Si fa così, tanto per parlare, come se fossero cose serie alle quali il nostro affezionato pubblico fosse interessato. E adesso vado in palestra, a farmi picchiare un po’. Adios
Nicolò. mi fa piacere che siamo d’accordo sul ruolo di REM, U2 e new wave (che per me significa Talking Heads e Joy Division). ma poi? quando dico Samantha Fox indico un fenomeno - e dall’età che hai (+ o - abbiamo) sia di che parlo - di meteore, di musica usa e getta (i Righeira? Den Harrow? Sandy Marton? il tempo delle mele? Words don’t come easy, dove la strofa viene ripetuta tipo 50 volte??) che è stata tipica di quegli anni, come non lo era prima, e come non lo è stata dopo. è stato il decennio di Drive In e dei paninari: e non lo dico per disprezzarlo - a parte la faciloneria con cui uso la parola monnezza - ma per qualificarlo; gli anni 60 erano psichedelici, gli anni 70 progressive, gli anni 80 … non so, dimmelo tu.
poi, certo, c’era Bowie che ancora faceva cose carine, c’era il grandissimo Peter Gabriel, c’era Bruce Springsteen, c’erano anche i King Crimson: ma questi sono fuori dal tempo, non vale.
Caro Luca,
è vero, hai colto nel segno: mentre mi amputavano la gamba destra la radio trasmetteva “Sign’o'the times”.
Ho associato sempre, da quel momento in poi, il dolore dell’ascolto di Prince anche a fatti anche insignificanti, come l’amputazione, appunto.
Ringrazio il buon Mix e il buon Sauro per la difesa d’ufficio ma non ce n’era bisogno: penso che le vaccate (espresse con una certa violenza verbale da Luca) siano un chiaro indice di reattività scomposta, frutto di probabili ferite personali sulle quali non voglio indagare oltre.
Se le sopporto io, sopportatele anche voi.
Luca: qua la mano! Come direbbe il tuo mito Madonna: “True blue, baby I love you”.
miei cari, per finire questa querelle (che dimostra solo la comune passione per la musica), vi lascio con le note di Eno e Fripp: e buon pro vi/ci faccia!
http://www.youtube.com/watch?v=uXvwEOoAT9E
un saluto a tutti.
Mix, sono commosso. Bellissimo…
Carissimi tutti,
in questo spirito ecumenico non posso che ricambiare con un classico dei controversi anni 80.
Senza rancore!
http://www.youtube.com/watch?v=3fyP_UYqMUA
Edo, è incredibile che un uomo gelido come Robert Fripp abbia potuto concepire e suonare uno degli assoli più struggenti che abbia mai sentito…
caro Mix,
mai struggente quanto quello di “The night watch” da “Starless and bible black”…
caro Ciccio, non la conosco: è per caso su “Questo mondo non mi và” di Antonio Ciacci, in arte Little Tony?
che è successo? una flame? vabbe’ non ho voglia di leggere
risposta a circa 80 post fa: ok, vuol dire che gli stronzi li conosco tutti io e tu sei stato più fortunato di me
e più erano estremisti, più sono stronzi e avvinghiati alle poltroncine
@Mix
Il fenomeno della musica usa e getta esiste da quando esiste l’industria discografica. Ne erano pieni anche i ‘60 e i ‘70. Chiedi a chi c’era e te lo dirà.
‘60 psichedelici e ‘70 progressive? Ma sei proprio sicuro? Negli anni ‘60 c’erano Dylan, Stones, Joplin, Who, Velvet Underground, Beach Boys, Byrds, Creedence, Stooges, Yardbirds, Aretha Franklin, James Brown e tanti altri che di psichedelico non avevano gran che.
Nei ‘70 Dylan, Who, Stones e Zeppelin la facevano ancora da padroni oltre a Stevie Wonder, Black Sabbath, Neil Young, Deep Purple, Lynyrd Skynyrd, Tom Waits, Kraftwerk, Ramones, Patti Smith, Suicide, Police, Clash, Television e una marea di altri che di prog non avevano una ceppa.
E’ forte la curiosità di come si possa etichettare un decennio “psichedelico” e l’altro “progressive” nonostante la presenza e l’importanza dei succitati mentre la povera Samantha Fox, con le sue misere forze, riesce a rovinare per intero gli ‘80. Mi chiedo come mai i Rockets non bastino a sputtanare i ‘70 e Mal i ‘60. Quando fa comodo si pesca il peggio, altrimenti no e il tutto puzza un po’ di mala fede dispensata a piene mani per dimostrare una tesi infantilistica e totalmente infondata.
L’unico distinguo razionale che si può fare per gli anni ‘80 rispetto ai precedenti è l’avvento dei video. La monnezza c’era sempre stata, ma non aveva mai avuto un canale trasmissivo così potente e penetrante. Da qui la sensazione fallace che ci fosse più merda che in passato.
Se pensi agli anni ‘80 non pensi, appunto, a REM, Springsteen, Talking Heads, Gabriel, Joy Division, Cure, Depeche Mode, Prince e via discorrendo ma a Samantha Fox e Sandy Marton hai qualcosa che non va.
Non so che farci.
A tua discolpa posso fare l’ipotesi che tu sia rimasto vittima, come tanti altri, della vulgata imperante “gli ‘80 sono merda”. Quando si abdica allo spirito critico a volte capita che a forza di sentirsi ripetere qualcosa si finisca per crederci. Il che ovviamente non significa che sia vero.
@Nicolò
A che è servito, Nicolò? A che è servito?
La politica, che di questo si tratta o dovrebbe trattarsi, si misura con la sua efficacia. Guardaci oggi, 40 anni dopo (e un po’ quel 40 mi pesa scriverlo, che io nel 68 ci sono nato), guarda questo paese e dimmi a cosa è servito, dimmi se non è stata una buffonata gigantesca, magari da tanti fatta in buona fede, certo, ma buffonata. La rivoluzione declinata all’italiana, tanto per cambiare, un po’ come tutto il resto.
Ti ricordi di Genova, Nicolò? Ti ricordi che vivi in un paese in cui metà della popolazione vota Berlusconi? Ti ricordi la mafia, la ‘ndrangheta e la camorra? Ti ricordi i governi Andreotti? Ti ricordi le bombe nelle piazze e sui treni? Ti ricordi chi vive di rendita da decenni per aver lanciato un sampietrino in una piazza del centro 40 anni fa e poi essere tornato a casa a farsi due tagliatelle di quelle speciali che fa mamma?
@Luca. Non mi toccare il 68. E’ stata una grande occasione. E andiamoci piano con l’attaccare l’antagonismo sociale. Metti il fenomeno no-global con tutte le galassie nate attorno a esso. Al di là di certi eccessi e di certe storpiature esso ha contribuito a correggere questo porco mondo. Lasciamo perdere Pasolini e le cazzate che scrisse sul Corriere. L’antagonismo di sinistra è uno dei pochi correttiv che abbiamo avuto in questi anni vissuti per il resto in ginocchio. Va be’, ci sono state esagerazioni (la violenza mai!) ma in fondo se non si fossero mosse quelle masse giovanili antagoniste chissà quanto cazzo avremmo dovuto aspettare gli intellettuali titolati impegnati a piluccarsi la polvere dell’ombelico (e te lo dico io, che in fondo ho una passione per la scrittura dell’ombelico).
@evacarriego
Eva, there must some misunderstanding. Io parlavo dei miei coetanei degli anni ‘80, non del ‘68.
Luca, mi domandavo cosa attendessi ad offendere anche me, ed eccoti puntuale: grazie, non mi deludi mai.
nel merito, che devo rispondere a uno che scrive che i Velvet Underground non hanno nulla di psichedelico? e che tralascia - con qualche malizia, va là - l’insignificante rilevanza che hanno avuto i Beatles proprio negli anni 60.
e speravo si capisse che la frase i 60 sono psichedelici e i 70 progressive e gli 80 non so, era per l’appunto una di quelle generalizzazioni a cui in qualche modo si fa sempre riferimento in questo tipo di conversazioni, ma che lascia ovviamente il tempo che trova. perché se poi rifiuti la categoria in sé, allora dobbiamo entrare nel merito vero, e spaccare il capello in 4: e allora gli ELP non facevano progressive, ma pop sinfonico; e Richard Sinclair era della scuola di Canterbury, meno prog e più folk. ma se questo è quello che vuoi dire, parlane con Bertoncelli e vi capirete senz’altro.
infine, ti ringrazio per gli sforzi che fai per illuminarmi e farmi uscire dal buio nel quale brancolo: quando ho un dubbio posso chiamarti?
Mix, se sei di porcellana io non so che farci.
Dove saranno ’sti insulti lo sai solo tu.
Quanto al discorso va là che hai capito benissimo cosa volevo dire. Non fare il finto tonto e non arrampicarti sugli specchi.
Una cosa l’hai detta benissimo: le tue generalizzazioni lasciano davvero il tempo che trovano, compresa quella sugli anni ‘80.
caro Luca, sai cosa si dice in psicoanalisi? che quando uno vuole attaccare qualcun altro, e non ha argomenti, lo accusa di quelli che sa essere i propri peggiori difetti. quindi, se un giorno mai ti capitasse di volerti guardare dentro, ti basterà rileggere quanto hai scritto contro di me, Ciccio e quant’altri, e ne avrai una chiara rappresentazione.
fatti vedere, ma da uno bravo.
Bravo Mix, salta di palo in frasca che è il giochetto che ti riesce meglio. Adesso è arrivata la psicanalisi, da quello che invece gli argomenti li ha.
fatti risentire quando sarai maggiorenne.
che tenerezza che mi fai, Luca… dai, adesso vai di là e prenditi la pastiglia delle 12.00 (quella rossa, non ti sbagliare), così stai buonino fino a stasera.
E’ bello che su Cb l’unico post con più di cento commenti sia adibito a ’sto scambio che oserei definire, con un eufemismo, una zuffa del cazzo.
Beh, con quello su Babsi Jones siamo arrivati quasi a duecento (198), ma anche lì si trattò di una zuffa del cazzo.
Concordo molto sulla ZUFFA DEL CAZZO.
(tra l’altro comminata proprio da coloro i quali, circa 80 commenti più su si stracciavano le vesti al solo sentir parlare di violenza, oh no, giammai, c’è l’apologia di violenza, oh no, mi sento indignato, oh no, i nostri figli, oh no. Coi pugni stretti sopra la fronte alla stregua di un cantante d’operetta.)
[Ste]
Caro Luca,
è incredibile ma sono d’accordo con te!
Le generalizzazioni, specialmente nella musica, sono stupide e nefaste.
Purtroppo quando per difendere l’indifendibile (ovvero, nel caso specifico Prince… e guarda che non c’è nulla di male nel dire “mi piace Prince”, ognuno ha i suoi gusti… basta che non venga spacciato per genio! Basta che non mi si venga a parlare dell’importanza di Madonna! Mi dici musicalmente parlando, perchè se la buttiamo sul costume e sulla moda allora parliamo d’altro, cosa ha dato Madonna alla storia della musica???) si dice che è osannato da pubblico e critica di mezzo mondo, si omette di sottolineare che quella critica è la stessa critica che ha creato gli stereotipi ai quali fai riferimento.
Dopo aver letto mille recensioni su cazzate del genere “Prince è un genio”, “Madonna detta lo stile” “I dinosauri del rock (meglio ancora, prog) anni 70 sono morti e sepolti” “il punk ha spazzato via un rock decadente”, quando sento sputtanati e derisi artisti come Yes, Genesis, Pink Floyd, Eagles, Deep Purple (e aggiungi tu chi pare all’elenco…) perchè sono “vecchi” ed invece gli Interpol, gli Strokes, i Franz Ferdinand e roba del genere sono dei geni innovatori… beh, non so se ridere o incazzarmi.
Preferisco farmi quattro risate (anche se per me la musica è una cosa seria) e godermi l’opera di VERI artisti.
@sgambati
a parte l’uso improprio del vocabolo “comminato”…
qui non mi sembra ci sia la violenza alla quale fai riferimento nel tuo articolo: qui si parla (in toni accesi è vero, talvolta addirittura un pò sgangherati, come nel caso di Luca) di musica. Stop.
Credo che nessuno di noi farebbe ricorso alla violenza per difendere Prince o i King Crimson…
Tu invece parli di passamontagna e oggetti spigolosi… se permetti c’è qualche differenza!
Forse per aumentare le visite dovremmo darci alle zuffe del cazzo: Antonio e Edo, pechè non fate una sezione a parte?
Riprendendo il commento 104 (di Marco) mi viene - seriamente - da dire: Che peccato…
@Ciccio: l’uso del termine “comminato” è molto proprio, in quanto va a indicare esattamente il concetto per il quale viene inflitta UNA PENA. La pena sarebbe il flame scatenato dalla zuffa del cazzo. (cit.) Accetto qualsiasi critica o insulto, non che si attacchi il mio utilizzo dell’italiano. Grazie.
Chiudo dicendo e ribadendo che io preferisco la violenza di piazza ai flame di parole da blog. (esattamente come preferisco un brigatista rosso a un Tronista) E poi non ho capito: come un passamontagna diventa propedeutico alla violenza?
[Ste]
a sgambà…
diciamo che Zingarelli te fà ‘na pippa, và!
Chiudiamo i commenti al post, visto che di fatto nessuno commenta il post e questo blog non è una chat sulla musica degli anni ‘80.