Antonio non credo si possa liquidare con questa vignetta quello che è successo. Questa vignetta andrebbe bene a Little Italy, farebbe ridere qualche avventore di qualche barbiere di Brooklyn.
Ma qui è più complessa la cosa. Molto più complessa.
Il voto in Sicilia è un fatto che esprime in modo inequivocabile la volontà della maggioranza degli elettori di quella regione.
Ma non credo che milioni, milioni di italiani che hanno votato Berlusconi sapendo chi è (dopo 15 anni non ammetto ingoranza sul personaggio), e milioni di italiani che hanno votato la lega siano mafiosi o si possano etichettare sbrigativamente come tali.
Credo che un popolo esprima con il voto il suo carattere, la sua indole. Io ho il massimo disprezzo per gli italiani, anche per me stesso, che non me ne vado all’estero, che non faccio politica perché non ci credo, anche se cerco in quello che faccio tutti i giorni di prendere esempio da Berlusconi: fare l’esatto contrario di quello cha fa lui: rispettare gli altri, mantenere la parole data, non anteporre i miei interessi a quelli degli altri.
Evidentemente i miei concittadini, la maggioranza di loro, non la pensa così. Stamani mi sento un immigrato nel mio stesso paese.
Antonio, nemmeno io condivido la vignetta, ma mi pare per ragioni diverse da Filippo. in disparte il tema della imputabilità ad un sito così eterogeneo di una posizione così netta, condivisibile o meno che sia, devo sottolineare, nel dibattito corrente, una penosa carenza di autocritica da parte della sinistra italiana. ieri sera Bertinotti era in televisione, ed imputava la clamorosa sconfitta a (i) generici ‘errori’ e (ii) l’indicazione di voto utile della Finocchiaro e Bettini. queste le ragioni?? i metalmeccanici del nord est hanno votato Lega per questo?? oppure perché non se ne può più di una sinistra in cachemire che pontifica su arguti francesismi, e che conosce solo il veto, e mai la proposta, come arma politica. l’Italia si è liberata di questa gente, e questo è un gran bene.
poi, c’è di nuovo Silvio, mafioso corrotto piduista etc. questo è? il 40% degli italiani lo ha votato perché condivide questo? o forse perché, mentre lui galleggia su posizioni qualunquiste e populiste, dall’altra parte si sono fatti tutti i suicidi possibili, imbarcando i vari Mastella, Dini etc. non riuscendo a fare nessun colpo d’ala, almeno fino alla costituzione del PD. anche quello, pieno di errori e contraddizioni (non parliamo di chi hanno candidato dalle mie parti), ma almeno un segno nuovo.
insomma, fintanto che continuiamo a catalogare Berlusconi come mafia, non avvieremo mai una vera autocritica su cosa è diventata la sinistra, e lui dormirà sogni tranquillissimi fra i suoi raffinati cuscini in Arcore.
Giovanotti,
qui parliamo di quisquilie mentre Johnny Tarallo, privato di sicura vittoria (garantita e certificata dagli exit paul!) si è spento forse per l’ultima e definitiva volta!
Ce l’avete tutti sulla coscienza: VERGONIA!!!
E che siamo in Cile? In Honduras? In Finlandia?
Questi evidenti brolii rappresentano una sconfitta della democrazia e dei valori belli incarnati da Tarallo e dal PdVA tutto! VERGONIA!
Così come da una parte la faccenda non è interamente imputabile alla pirateria berlusconiana, dall’altro non esagererei con l’autocritica.
La pochezza politica della sinistra non basta a spiegare perché un operaio vota PdL. Chiariamo una cosa: non è che un operaio sia automaticamente innocente in quanto tale: io, pur facendo un altro mestiere, guadagno quanto un operaio ma non voterei Berlusconi nemmeno se domani mi triplicasse lo stipendio e mi regalasse una Porsche. Quello in cui credo non è in vendita al miglior offerente, concetto che pare ormai estraneo a una larga parte dell’elettorato italiano.
Questi scelgono un partito come si sceglie la mortadella al supermercato. Ha i pistacchi? Mh, pochini. Contiene polifosfati? Cazzo, ce n’è un fottio, però considerando che è in offerta…
Se la sinistra non risponde ai miei bisogni non voto a destra. Magari non voto affatto ma non mi butto tra le braccia della parte opposta. Questa non è politica, è il mercato ortofrutticolo.
Il vostro sarebbe un ragionamento valido se fossimo in un paese normale con una destra presentabile, un paese in cui ogni elezione non diventa un’ordalia e anche se vince la parte opposta sai di poter comunque contare su una base minima di civiltà e di diritti, non in Italia.
Qui niente può assolverti dall’aver votato Berlusconi.
@Filippo
E’ chiaro che la cosa è molto più complessa, la mia rimane una (amara) vignetta.
@Mix
D’accordo, la sinistra ha colpe gigantesche, ma non è vero che catalogare Berlusconi come mafia impedisce l’autocritica. Anzi, credo piuttosto che riconoscerlo come statista e come interlocutore possibile sia stato disastroso.
Vedo che l’hai presa bene, Antonio!
Io ero già disillusa da un po’. Ma non avrei mai pensato a una TALE vittoria.
Almeno la tua vignetta mi ha fatto fare un (amaro) sorriso…
Provo a dire una cosa controcorrente, anche perchè stare a piangersi addosso a poco serve. Gli italiani se lo sono voluto. In tanti. Tantissimi. Chiediamoci perchè senza stare tanto a demonizzare. La gente è molto meno stupida di quel che si crede, e intellettualismi a parte, il Pdl ha vinto perchè vuole meno immigrati e meno tasse, non vuole pagare bollo e Ici, e perchè Veltroni, tolti noi romani, rappresenta visto da altre regioni alla perfezione l’uomo cresciuto nei partiti e succhiando il capezzolo delle istituzioni e dei giornali di partito. L’uomo di Roma, che non ha creato null’altro che una (per quanto ammirevole sotto molti aspetti) carriera politica. Berlusconi invece è quello che compra il colosso olandese Endemol, che dà lavoro a decine di migliaia di persone, che ha creato un impero dal nulla (e francamte sotto questo punto di vista è stimabile, tranne che ha commesso l’imperdonabile errore di entrare in politica). In più il nord s’è rotto il cazzo di stare a pagare anche per il sud, diciamolo. E, sotto molti punti di vista, è comprensibile. In un’ottica egoista, è comprensibile (e chi è del Sud non se la prenda: dico solo che da un certo punto di vista è comprensibile che gente del Nord est li voti. Non giusto, ma comprensibile). E quindi la Lega ha spopolato. La soluzione di Veltroni: distruggeremo la mafia. La soluzione della Lega, assai più semplice: che la mafia resti lì, cazzi loro, siamo noi ad andarcene.
Quello che dico è che lo hanno votato in tantissimi, perché in tantissimi vedono problemi grossi, nella vita di tutti i giorni, e la coalizione di Berlusconi è molto più pragmatica, realista e meno buonista di quella di Veltroni. Il Pd è stato un bel film: ma come tale, finisce nel momento in cui scorrono i titoli di coda.
Ci si è fatto tanto la domanda: perché gli operai votano a destra? Ecco al risposta: perchè la Sinistra, e men che meno il PD coi miti di John Lennon, Gandhi e Kennedy (miti, appunto: non gente reale), evidentemente è troppo chic per capire le esigenze della gente comune, della strada, incolta. Capiamolo.
E lo dice uno che alle precedenti ha votato Bertinotti e a queste ha votato, con convinzione, PD. Sono troppo chic anch’io, evidentemente.
Francamente ora penso una cosa: che tutti noi, stavolta, dobbiamo dare una chanche a Berlusconi (so che mi ricrederò alla prima boutade, ma tant’è). Perchè è inutile e antidemocratico stare a stracciarsi le vesti. Essere democratici, in questo momento, significa augurarsi che Berlusconi faccia del suo meglio e basta, senza tante puzze sotto il naso.
Caro Marco, la prima parte del tuo ragionamento non è affatto controccorrente. Non dimentichiamoci che gli italiani sono il popolo che ha inventato il fascismo. Se lo sono voluto, Mussolini, come dici tu. Il fascismo oltre che sui manganelli ha potuto contare su un forte consenso popolare sin da subito. Un consenso inspiegabile ma effettivo, che stenta a morire (vedi Ciarrapico ).
Basta dare un’occhiata alla breve storia della nostra Repubblica (partiamo dalla prima), per accorgersi che pur avendo il più grande partito comunista d’Europa, la sinistra in Italia è sempre stata una forza non minoritaria, ma di minoranza. Non c’è mai stato un governo di sinistra in Italia.
L’unico che è riuscito a compattare un elettorato composito contro Berlusconi è stato Prodi, un democristiano pacioso che rastrella voti al centro e sembra tutto fuorché un sedizioso rivoluzionario.
La sinistra arcobaleno che si dà appuntamento in un caffè di Via Veneto per seguire gli esiti della tornata elettorale è paradigmatica. Gente salottiera che parla ancora di Marx, di anticapitalismo, senza capire che i tentacoli globali del mondo che abbiamo creato pervadono ogni nostro singolo gesto quotidiano. Parlano di operai quando gli operai sono rimasti poche migliaia di persone, parlano di fabbriche quando le grandi fabbriche sono tutte in Cina e in Romania. Sono antistorici, e anacronistico è il modello di mondo che hanno in testa. Non hanno capito lontanamente il disagio sociale, la minaccia percepita dalla gente verso i flussi migratori. Spesso sono proprio i più deboli, i più poveri, i meno istruiti a vedere in modo ostile gli immigrati che vengono a “rubare” loro i posti di lavoro abbassando salari e condizioni minime di sicurezza.
Sì, hai ragione, il Nord s’è rotto il cazzo del Sud, il Sud del Nord, Il centro del Sud e del Nord. L’italia non esiste. La mia regione, la Toscana, assieme a Umbria Marche, Emilia e Liguria, in un ideale secessione centrista sarebbe governata da Veltroni e dal suo partito. Il Nord sarebbe in mano alla Lega. L’altro metà del paese è – di fatto – in mano alla criminalità organizzata. Storicamente, culturalmente, cosa ho da spartire con un siciliano, un napoletano, un triestino, un piemontese, uno di Bolzano? Niente. E loro con me? Niente. Solo una lingua, la mia, che gli altri hanno dovuto forzatamente adottare come loro. Dov’è l’Italia del 1861? E quella del 2008?
L’Italia non esiste. Esistono tante Italie quante piazze ci sono nel nostro Paese.
Berlusconi non farà niente, perché ha già sistemato i suoi affari, ci consegnerà solo un paese più povero, più incattivito, dove privilegiati saranno più sicuri dei loro privilegi, e i deboli più sicuri delle loro debolezze, dove i mafiosi saranno eroi e i partigiani criminali. Il personaggio ha già gettato la maschera, non ti fare illusioni.
Filippo
Il nord ha votato per Il Popolo Dei Lacché perché vuole continuare a non pagare le tasse, a scaricare le scorie inquinanti nelle discariche campane, a dissipare gli aiuti statali per grandi e piccole imprese nelle cosiddette “spese signorili” (in sostanza non investono nella produzione ma nei beni di lusso a loro uso e consumo), ad assumere allegramente nel Terzo Mondo senza protezioni sindacali, a pensare che al di là della propria ghiacciata Mercedes Classe S e del proprio serioso muletto, della propria spiaggia merdosa e della propria orgogliosa ignoranza non ci sia niente. Gente che ormai sbandiera fiera le proprie letture: “Oggi”, “Chi”, il solito best seller (magari anche impegnato, tanto per rivestirsi con una guarnizione alla moda) e poter sparare qualche scoreggia profumata. E’ un’Italia che fino a ieri si vergognava di se stessa, ma che oggi non teme nessuno. (Resiste qualche timidezza negli exit poll, i quali infatti sottovalutano i voti di destra).Ha vinto. Forse definitivamente. Il suo capo è come lei.
Il sud. Fino a ieri Gigi D’Alessio si incazzava perché Pino Daniele non lo cacava. Oggi, ormai, non gl interessa più essere cacato. Prima, quando vedevo i siciliani votare per la Democrazia Cristiana mi arrabbiavo. Però almeno il loro tornaconto lo avevano. Capivo le ragioni (sbagliate): un posto nell’amministrazione pubblica per sé o per qualche parente. Oggi non hanno nemmeno questo in cambio. Forse lo fanno per rispecchiarsi nell’indecorosa situazione italiana. Come a dire: vedete, noi siamo stati i precursori, i pionieri. Ci possiamo tirare indietro proprio adesso? Vi offriamo Schifani al miistero dell’interno. Giusto per confermare quella sentenza: la Sicilia è stata la metafora dell’Italia intera.
In tutto questo Berlusconi ha delle responsabilità immani. Dopo aver sdoganato i fascisti, oggi sdogana la parte peggiore dell’italiano medio. I vecchi democristiani paludati mantenevano una spessa (e certamente ipocrita) scorza di rispettabilità che impediva all’elettorato di lasciarsi andare come ha fatto oggi. Oggi, dopo aver smantellato Mani Pulite smantelliamo tutte le certezze del nostro vivere (forse) civile.
“a pensare che al di là della propria ghiacciata Mercedes Classe S e del proprio serioso muletto, della propria spiaggia merdosa e della propria orgogliosa ignoranza non ci sia niente. Gente che ormai sbandiera fiera le proprie letture: “Oggi”, “Chi”, il solito best seller (magari anche impegnato, tanto per rivestirsi con una guarnizione alla moda) e poter sparare qualche scoreggia profumata.”
Nicolò, è proprio questo che intendo per snobismo. Ma non ti rendi conto che una larghissima parte di quelli che hanno votato Berlusconi non hanno ne Mercedes nè muletto e che in spiaggia ci vanno sì e no una settimana l’anno? E’ proprio l’atteggiamento di non-comprensione di quello che è accaduto che hanno persone di sinistra come te, ciò di cui parlo. Lo volete capire o no, che più di mezza Italia ha votato Berlusconi? Che sono? tutti stronzi? Tutti ricchi? Tutti ignoranti? Tutti fascisti? No, è gente normale. Di più: è il grosso del corpaccione della gente normale in Italia (perchè essere laureati e pubblicare libri non è “normalità”). Gente alla quale, evidentemente, la sinistra non ha più nulla da dire, imprigionata in luoghi comuni, senso di superiorità, radical-chicchismo e altre inconguruenze che la rendono semplicemente distante dalla gente e dalla vita vera.
Come ha detto Filippo: paradigmatico è SA che seguiva gli exit poll a via Veneto… esattamente come la Destra, il cui quartier generale è ai parioli. Non vedo la differenza.
Filippus, è vero, so che Berlusconi farà presto cose immonde. Però la speranza è l’ultima a morire. E chissà che non tiri fuori dal cappello magico qualcosa di buono (intanto a me, se già toglie l’Ici, non dispiace per niente, mo ve l’ho detto. E pure se toglie il bollo auto.)
No, Marco, mi sono spiegato malissimo. Non penso solo ai ricchi. E poi, in assoluto, non ho niente contro i ricchi. Giuro. Sono appassionato di auto potenti e di belle cose (ma penso che non siano tutto nella vita, questa è la differenza tra me e altri, penso). Ma c’è ricchezza e ricchezza. Se tu dici che la sinistra avrebbe dovuto farsi più movimento orizzontale e spendersi meno in discorsi dotti, allora hai ragione. La sua assenza, su questo piano, è all’origine del suo fallimento elettorale. Sì, è proprio così. Ma se pensi che la sinistra avrebbe dovuto intercettare i bassi istinti dell’italiano medio (non solo del ricco, quindi) – cioè non pagare le tasse, fottere e inculare quando possibie, disprezzare il diverso lo straniero ecc., fare il lavaggio del cervello dell’operaio e direi del lavoratore dipendente precario e non convincendolo che per il suo bene deve tifare per la precarietà, per il dirigismo, ecc – allora ti dico che hai torto. Berlusconi questo ha fatto: tirare fuori il peggio da quest’Italia. La sinistra snob è un alibi, un pretesto, prevalentemente un’invenzione per votare altrove.
Ah, la vignetta di Antonio a me sembra invece molto rappresentativa. Anzi: è la realtà. Basta con questa sottovalutazione del fenomeno Berlusconi. Grazie a questa sottovalutazione ora è percepito come un grande statista. Lo hanno legittimato (i principale colpevole è il PD). Ora però basta con: “Esagerati, dai”. E forse il post su Xantology è ancora più chiaro: link
.
No, non è la realtà. E’ una vignetta.
Prima Berlusconi era demonizzato e ha vinto perché era demonizzato. Ora è stato sottovalutato e ha vinto perché è stato sottovalutato.
Nicolò, secondo me non è percepito come un grande statista, anzi, è il contrario, è percepito come uno che vuole distruggere lo stato.
E siccome gli italiani hanno in spregio il loro Stato, batsa vedere come lo tengono, è il loro leader perfetto.
Dare dei mafiosi a milioni di italiani che lo hanno votato va bene per un ipotetico libro “Le elezioni spiegate a un tedesco”. A me non basta.
“Francamente ora penso una cosa: che tutti noi, stavolta, dobbiamo dare una chanche a Berlusconi (so che mi ricrederò alla prima boutade, ma tant’è). Perchè è inutile e antidemocratico stare a stracciarsi le vesti. Essere democratici, in questo momento, significa augurarsi che Berlusconi faccia del suo meglio e basta, senza tante puzze sotto il naso.”
scusate se mi intrometto ma volevo rispondere a Marco: ti ho evidenziato il tuo pensiero perchè ritengo che questo non sia possibile. Primo: Berlusconi la sua possibilità se l’è giocata male già in passato e quindi non vedo perchè dovrei dargliela di nuovo.
Secondo: cerchiamo di non assumere già da adesso questo atteggiamento “prono”.
Questo vuol dire essere antidemocratici? ok lo sono.
Cara Eufrasia Cannelloni (ma chi si cela dietro questo strano nomignolo?), sono d’accordo sul fatto che B. la sua possibilità se la sia già giocata, ma il fatto è che gli italiani lo votano ancora. E secondo me perchè la sinistra non li capisce, agli italiani. Invece B. sì. Che vuoi fare, dunque? Ammazzarli tutti, a causa del tuo smisurato amore per Walter e per vecchi stereotipi di sinistra che manco mi nonna!?
No! Nun ce sto!
Allora, Eufrasia, candidati! Mettiti in gioco! Fai un partito! Il PE: partito di eufrasia! Ma non scassare i maroni al camionista veneto che s’è rotto li cojoni de tutto e turandosi il naso ha votato Pdl + Lega perchè li sentiva più vicini che non Walter + Jovanotti.
Marco, le elezioni non sono la verità. Qualcuno non ha votato. Può darsi che votando avrebbe rinforzato ancora di più Berlusconi. Può darsi di no. Può darsi pure che alle prossime elezioni una parte dell’elettorato che ora ha votato destra si sposti a sinistra decretando il successo della coalizione che oggi ha perso. Ma il motivo principale per il quale non possiamo permetterci di augurare buon lavoro a Berlusconi è che sappiamo bene cosa intende lui per “buon lavoro” Berlusconi. Se lavorasse bene, a suo modo bene, sarebbe la fine.
Filippo, la mafia non è solo un’organizzazione criminale basata su degli apparati militari. Questo vorrebbero farci credere mettendoci in ginocchio davanti alal cronaca nera e sperando che si spacci sempre più la convinzione che mafia sia solo omicidi, pizzo, droga, estorsioni. Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino alla fine dell’Ottocento scrivevano che “mentre l’azione del Governo è efficacissima e pronta contro i disordini popolari, rimane miseramente impotente contro quelli i quali, come il brigantaggio e la mafia, si fondano sopra la classe abbiente o almeno sopra la parte dominante di essa”. Per quanto riguarda la mafia “si può quasi dire che è addirittura un’istituzione sociale”. La mafia, come ha scritto Tranfaglia (faccio le citazioni non per fare lo snob di sinistra, ma per non attribuirmi cose che non sono mie) è “una forma di funzionamento di una società o di una parte di essa”. Nel secondo dopoguerra quel coglionaccio di De Gasperi affossò questori provenienti dai comitati di liberazione e nominò tutta gente proveniente dalle ex gerarchie fasciste. Per contrastare il comunismo e per conservare il potere. Per lo stesso motivo per anni i democristiani hanno rifiutato di costituire una commissione sulla mafia. Perché la mafia serviva contro i comunisti e per garantire il consenso sociale. Oggi le cose sono cambiate ma non in meglio. Imprese, classi dirigenti e mafia si spartiscono il cadavere Italia. Oggi la mafia è un metodo (principalmente nell’economia), un ethos condiviso. La vignetta di Pagliaro non significa, credo, che tutti gli italiani siano affiliati formalmente alla mafia. E’ ovvio. Ma che da un lato si è diffuso l’ethos, dall’altro le connivenze sono molteplici e su più livelli. Da quelle delle classi dirigenti al consenso sociale (alla gente basta sentirsi a posto con la coscienza concedendosi solo lo sfogo epico spruzzato da lacrimevoli fiction sui martiri dell’antimafia). In questo senso la vignetta è la realtà.
Ripeto, secondo me quest’allarmismo anti-berlusconiano è ormai fuori dal tempo. Andava bene nel 2001, ora non più. La maggioranza degli italiani vogliono B. C’è qualcosa che tutti noi (”scrittori”/”intellettuali”/lettori di “roba seria”/nostalgici del PCI/progressisti eccetera – insomma, tutta gente che frequenta i blog letterari) dovevamo capire dell’Italia, e che non abbiamo capito.
Questa, ribadisco, non è una dittatura. E’ una democrazia. Nel ventennio il consenso era inventato. Qui è reale. Il voto del camionista veneto conta quanto il mio, la sua vita idem. La gente non è stupida. Incolta sì, ma non scema e sa ciò che vuole, sa leggere tra le righe e nei volti dei nostri politici. Credo che debba essere inaugurata una nuova stagione in cui nessuno si sente più superiore, e in cui si tenga conto delle necessità reali della gente e basta.
Marco, questa è una dittatura. Una dittatura light, in onore allo spirito del tempo. Uno spirito light, appunto. Guarda, la dittatura si realizza con modalità diverse rispetto a quelle del Novecento. Io non vedo tutto nero nelle ragioni politiche della Destra. Non è questo il punto. Ma il voto non è un voto, ormai, è un sondaggio, è audience, auditel E quali sarebbero le necessità reali della gente??? La legge Biagi, fatta senza ammortizzatori sociali??? Nel resto dell’Europa la flessibilità è accompagnata da ammortizzatori sociali. In Italia investiamo quasi zero nell’edilizia popolare, quando in Germania si tocca il 30%. Poi scopriamo di essere proprietari (sfigati) di case. Grazie! Lo stato, al contrario di ciò che avviene nelle altre nazioni europee non ha una politica mirata all’edilizia popolare. Siamo ultimi (o quasi) nei livelli delle retribuzioni. Investiamo zero nella ricerca. Insomma, non voglio fare un comizio, ma le necessità della gente sono imposte dall’alto. Alla gente basta un telefonino e una macchina a rate per andare una volta al mese in pizzeria. Ci accontentiamo di questo?
Ma fatevela finita con ’sta favola della sinistra snob in cachemire. Io sono di sinistra come quasi tutti i miei amici e siamo tutta gente più che normale che si sbatte per arrivare alla fine del mese, altro che cachemire. Per farmi tre giorni fuori dal 25 al 27 (all’isola d’elba a prezzi stracciati, non a new york in un attico con vista su central park) ho dovuto raschiare il fondo del barile. Il padroncino o il salumiere che votano lega hanno la BMW, io ho un’utilitaria. Ma di che cazzo state parlando?
Sarei snob perché ho letto molto? E che, è una colpa adesso? Dovrei sbagliare i congiuntivi per sentirmi più vicino al “paese reale”? O dovrei passare qualche sera a guardare il grande fratello così da avere qualche argomento di conversazione spendibile con tutta questa gente che “non è stupida”? O magari, dato che l’amministrazione dello stato pare vada delegata a qualcuno che “senti vicino”, avrei dovuto votare per mia madre o mio fratello?
Ma non lo vedete cosa ci ha fatto quell’uomo? Non vedete quanto in basso ha trascinato la riga che demarca il concetto di normalità? Non vi accorgete che la tensione verso il “ventre” ormai è un valore?
Sono io ad essere snob perché non accetto questo stato di cose o è chi vi si lascia andare che è una specie di primate abbrutito dalla sua parte peggiore? E’ questa la normalità? Dire “Ok, ci ho provato, adesso basta, mi faccio crescere il muschio sul cervello”? O sarà che forse quelli normali siamo noi?
Adesso Marco te la dico io una cosa dell’Italia che forse sei tu a non aver capito, cioè che è un paese di merda. E lo sarebbe stato anche nel caso le elezioni fossero finite diversamente.
Luca, temo non ti sia chiaro che la sinistra in cachemire è quella che rappresenta, non quella rappresentata. la critica va al Bertinotti con le scarpe inglesi ed il vestito di sartoria che si apposta in Via Veneto a commentare i risultati elettorali; il Bertinotti che non si perde un evento mondano, che intrattiene le signore del bel mondo con aneddoti arguti di quanto faceva il sindacalista, il Bertinotti che esibisce un’erre moscia che neanche la famiglia Agnelli nel suo complesso.
un’altra cosa. il padroncino o il salumiere, a differenza di molti altri, fanno una cosa, che forse è di cattivo gusto ricordare: lavorano. si svegliano la mattina alle 6.00, rischiano in proprio, si fanno un culo così. dall’altra parte, c’è un popolo di sindacalisti, impiegati, professori, che, pur non producendo granché, rivendicano tutte le garanzie del mondo. dirai: ma noi siamo intellettuali, produciamo cultura, dialettica, arricchiamo il dibattito nel nostro Paese bello. benissimo, ti rispondo io: se è così, se sei così convinto della scelta colta contrapposta a quella di pancia, dovresti essere soddisfatto così, e non dolerti del fatto di non avere una BMW. anzi, ne dovresti essere orgoglioso.
Mix, il salumiere non paga le tasse. Il salumiere, poi, ha spesso ambizioni sbagliate. Nel senso che le sue scelte vanno a discapito del bene comune. Il salumiere non produce un cazzo per la collettività, in ultima istanza.
“Marco, questa è una dittatura. Una dittatura light, in onore allo spirito del tempo. Uno spirito light, appunto. Guarda, la dittatura si realizza con modalità diverse rispetto a quelle del Novecento.”
Secondo me sbagli di grosso, Nicolò. Sono stereotipi, questi. Una dittatura light, ma che vuol dire?
Senti, io nella mia vita ho subito lo sfratto e sono stato senza casa (ma non io in quanto giovane: proprio coi genitori), e tutt’ora racimolo a malapena i soldi per pagare l’affitto dell’ennesima stanza in affitto a Roma, perchè comprare casa, per un giornalista precario e povero come me è impossibile. Non so fino a che età sarò costretto a condividere appartamenti. Inizio ad avere 30 anni. Ciò mi deprime molto.
In questo momento ho duecento euro in banca. Non posso neanche progettare di mangiare una pizza, nè le vacanze estive. Come diceva Verdone: Ladispoli, st’estate. Ma di che stiamo a parlà? Questo Paese è sull’orlo della catastrofe, questo è il punto. Il Governo Prodi ha fatto molto poco, la mia situazione non è migliorata. Evidentemente non è migliorata per nessuno, altrimenti Berlusconi non avrebbe vinto. Comunque, giudicatela come una dittatura, se volete, ma non riuscite a guardare oltre il vostro naso e a cogliere la complessità del fenomeno.
Luca, io la penso come te, intendiamoci. Ma siamo minoranza. Te lo devi tenere. E io la macchina proprio non ce l’ho, nè utilitaria nè altro.
Mix fammi una cortesia, prima di dire che io non lavoro, non produco e non rischio sciacquati la bocca, da bravo.
E visto che li stimi così tanto, vai a dire ai tuoi amici padroncini e salumieri che ogni tanto, mentre si fanno il culo, si ricordino di emettere una fattura o uno scontrino, che male non fa. Anzi, già che ci sei spiegagli pure, se ci riesci, che 1 euro non vale 1000 lire.
Luca, dove avrei scritto che tu non lavori, non produci e non rischi? se hai la coda di paglia è un problema tutto tuo. e poi, frasi come “sciacquati la bocca” dille a qualcun altro, e non permetterti questi toni con gente che non conosci, e che se incontrassi di persona tratteresti in tutt’altro modo, ne sono certo. e aggiungo, rispondimi nel merito, invece di rifugiarti nelle solite ingiurie.
e restando nel merito, il disprezzo per lo stereotipo del salumiere che non paga le tasse è proprio ciò che conduce più del 50% del Paese a votare a destra. è stupefacente che gente intelligente come voi non lo capisca.
Giovanotto,
le racconto io una cosa su Bertinotti: l’altra sera, al Doney di Via Veneto c’eravamo io, Luciano Steregoni, Santorre di Santarosa, Billy Costacurta ed, appunto, Bertinotti.
Stavamo commentando i risultati elettorali con la solita arguzia quando si avvicina un uomo piuttosto malmesso, unto di grasso per macchine, i capelli scomposti, la barba di tre giorni, la salopette blu recante la scritta “Carrozzeria Gigi Ruspantelli” e apostrofa il buon Fausto: “Compagno ertinotti, sei rimasto l’ultimo dei moicani… ma noi non ti tradiremo! Il comunismo risorgerà! Ora sotto con le nostre battaglie! Sticazzi del Parlamento!”.
Bertinotti lo squadra e gli fa: “Mio cavo compagnio, io le favei puve le battaglie… ma come si fa a fave le battaglie pev gente che mette la tuta blu con le scarpe mavvoni?”.
A quel punto si sono aggiunte altre decine di operai, metalmeccanici, ma anche impiegati, il barista stesso e, tutti muniti, chi di chiave inglese, chi di pialla, chi di cucchiaino, giù a dar botte al povero Fausto.
E lui gridava: “Basta, che mi vovinate il mio cavdigan di cachemire! Le mie ceeeeevch! Il mio sigavo, Pevdio! Basta!”
Ma non c’è stato nulla da fare…
Nel fascismo il voto era finto. Qui è reale. Ma io sono d’accordo con te, forse non è chiaro; il problema è che con te non è d’accordo il popolo italiano.
“un’altra cosa. il padroncino o il salumiere, a differenza di molti altri, fanno una cosa, che forse è di cattivo gusto ricordare: lavorano. si svegliano la mattina alle 6.00, rischiano in proprio, si fanno un culo così. dall’altra parte, c’è un popolo di sindacalisti, impiegati, professori, che, pur non producendo granché, rivendicano tutte le garanzie del mondo”
Io sto dall’altra parte, Mix. Con chi parlavi allora? Mettiti d’accordo con l’amico invisibile che ti detta le frasi e non fare il bulletto di quartiere.
Quanto al merito ho vissuto anni a Milano e per lavoro ho girato spesso il “profondo nord”, senza contare che sono marchigiano cioè vengo da un posto al quale, in materia di piccola e media impresa (nel bene e nel male) credo sia difficile dare lezioni perfino per la stracitata Lombardia. So di che parlo, stai pur tranquillo. Altro che stereotipi.
E il problema, sempre per stare nel merito, non è che la gente voti a destra ma che voti per QUESTA destra, la più buffonesca, imbarazzante, fascista e cialtrona d’Europa. E sai perché li votano? Perché, come diceva giustamente Marco, “li sentono vicini”. Chiaro il concetto?
Non si può giustificare tutto col “voto di protesta”. Se domani la protesta venisse rappresentata da Krusty il clown tu lo voteresti? Così, tanto per protestare?
Scusa Marco, ma allora il rimedio (ammesso che abbia senso parlare di rimedi) qual è? Uniformarsi? Abbassarci anche noi?
Una volta a Milano (fine ‘80, primi ‘90) l’acqua del rubinetto raggiunse livelli di contaminazione da sostanze chimiche scandalosi. Sai che fecero? Abbassarono la soglia della potabilità, cioè dissero che all’improvviso l’acqua poteva considerarsi potabile anche se c’era, mettiamo, uno 0,50 per 1000 di Metilclorofuorosailcazzocosa contro lo 0,25 di prima.
E’ così che dobbiamo finire?
beh, Luca, se dichiari di stare dalla parte (nel senso che ne sei parte) dei sindacalisti che infestano le aziende italiane esibendo un tasso di produttività nullo (e anch’io non parlo per sentito dire), allora mi correggo e dico forte e chiaro che anche tu non produci un cazzo di niente.
se invece la tua è solo una dichiarazione ideologica, di appartenenza a qualcosa di identitario, allora sarei curioso di conoscerla, questa ideologia e questa identità: in cosa crediamo? in un mondo in cui uno scrittore dev’essere remunerato come un salumiere? perché allora dobbiamo dirci tutto. diciamoci forte e chiaro che delle minchiate che si scrivono su questo come su mille altri blog non frega niente a nessuno. diciamoci chiaramente che mentre noi stiamo qui a farci le pippette il salumiere si sta sentende le confessioni di Sora Maria ed una critica del Grande Fratello 25; diciamoci forte e chiaro che noi abbiamo scelto un modo comodo di vivere, che se invece di fare gli aspiranti scrittori in odore di santità intellettuale facessimo gli agenti immobiliari faremmo una vita di merda (rinunciando a quei sospiri impegnati che tanto successo ci assicurano al tavolino dell’aperitivo; o forse no, nel foyer del teatro off, che è molto più in linea) ma guadagneremmo quanto basta per campare.
dall’altra parte, caro Luca, c’è gente che fa una vita orribile, e ci porta avanti una famiglia. per questo merita rispetto, e non solo disprezzo in nome del (sospetto) legittimismo da te ostentato. e a questa gente deve parlare una forza politica che vuole governare, non a te, che sei colto e raffinato (a parte le sciocche provocazioni con cui ritieni di arricchire i tuoi interventi: ma ti perdono).
No, noi siamo liberi di fare come ci pare. E anzi, mi sembra un’occasione perchè la sinistra vera si riunisca in un grande movimento di piazza e lotta, visto che erano schizofrenici a starsene in Parlamento, ma con l’aria schifata.
Il problema però è che la democrazia è il male minore. Puoi accettarla o meno. Ma se l’accetti, devi accettare che la maggior parte degli italiani sono diversi da te. E che non sono tutti brutti, incolti, meschini, grevi, egoisti, inquinatori, mafiosi, arrivisti e bugiardi; per lo più è gente normale che fatica ad arrivare a fine mese e che ha pensato che forse Berlusconi poteva essere meglio di Veltroni, punto.
“diciamoci chiaramente che mentre noi stiamo qui a farci le pippette il salumiere si sta sentende le confessioni di Sora Maria ed una critica del Grande Fratello 25; diciamoci forte e chiaro che noi abbiamo scelto un modo comodo di vivere, che se invece di fare gli aspiranti scrittori in odore di santità intellettuale facessimo gli agenti immobiliari faremmo una vita di merda (rinunciando a quei sospiri impegnati che tanto successo ci assicurano al tavolino dell’aperitivo; o forse no, nel foyer del teatro off, che è molto più in linea) ma guadagneremmo quanto basta per campare. ”
Non possiamo ragionare solo tenendo presente la realtà che conosciamo, che abbiamo sottomano. O eleggendo noi stessi a campione rappresentativo. Il salumaio sotto casa mia non fa lo scontrino, tutti i salumai sono parassiti che non fanno lo scontrino. Oppure io sono di sinistra, non ho la Bmw, quelli di sinistra non hanno la Bmw. Queste si chiamano euristiche della rappresentatività, vuol dire che uno costruisce un modello a partire da informazioni disponibili, ma che non sono rappresentative. L’Italia non è un campione, è un Paese. Molto più eerogeneo e composito di quello che ci presentano i sondaggisti o le riduzioni giornalistiche.
Secondo me Berlusconi ha vinto davvero, perché ha messo tutti contro tutti, ormai ragioniamo solo per caste, per appartenenza. Intellettuali contro salumai, sinistra chic contro sinistra critica, precari contro imprenditori, leghisti contro rumeni, utilitarie contro SUV. Sto facendo un discorso morettiano, lo so, però L’Italia era uscita con un grande sforzo dalla violenza degli anni di piombo, dove l’odio era inquadrato, militarizzato, ora invece è diffuso, mascherato, striscia sotto la tovaglia apparecchiata del politicamente corretto. Qua mi sembra che ci odiamo un po’ tutti. Se questa era la missione di Silvio, c’è riuscito in pieno.
Non sono un sindacalista e non ho per loro alcuna simpatia. Anzi. Lavoro nel pubblico impiego come interinale dopo anni da dipendente privato e libera (si fa per dire) professione e non ne traggo alcuna spinta ideologica o identitaria. Faccio il programmatore, non lo scrittore, alla santità ho rinunciato da un pezzo (soprattutto a quella intellettuale) e le cose che ti sto dicendo io le dicono anche persone che ho vicino e fanno vite assolutamente ordinarie.
Conosco anche un’agente immobiliare e per quel che ne so non fa una vita di merda.
La vita di merda la fanno quelli che escono dalla baracca in riva al Tevere alle 5 di mattina per andare a fare i muratori in nero per due soldi o le prostitute bielorusse costrette a farsi sbattere senza soluzione di continuità tra i cespugli a lato delle statali o le ragazze-madri sole con un lavoretto precario da 500 euro al mese. Vai da loro e digli che hai un amico agente immobiliare che fa una vita di merda poi senti che ti rispondono.
Occhio che poi però, nel migliore dei casi, devi mangiare con la cannuccia per qualche mese.
Un’altra cosa, Mix: se tu vivi il tuo essere intellettuale sospirando ai tavolini dei caffè all’aperto anziché lavorare e percepisci quello che scrivi come “minchiate” (per altro comprensibilmente) è un problema tutto tuo.
vabbè, Luca, continua a offendere e a fare il duro (quella della cannuccia mi ha riportato d’un tratto alla prima media, e di ciò ti ringrazio: sono molto legato alla mia infanzia), fai come ti pare.
a me dispiace che tu non capisca: perché se non capisci tu, che sei persona colta e istruita, è impensabile che capiscano persone molto più semplici ed aggredibili dalla propaganda imperante. e così abbiamo la situazione politica che abbiamo, ed è così che ci teniamo Berlusconi per i prossimi 12 anni.
No Filippo, io non li odio. Al limite, come dice il Cav. Stacchia, se assumono posizioni particolarmente idiote, proterve o dannose posso disprezzarli, ma niente di più. Posso odiarti se spari a mia sorella, non se compri Libero.
Odio il modello, il paradigma interpretativo che li informa, quello che paradossalmente fa dire tra le righe (e nemmeno tanto) a un Mix che la cultura è un lusso, una specie di vizietto da invertiti contrapposto a una visione spiccia e virile: da una parte l’intellettuale, sospiratore femmineo, levantino e inconcludente; dall’altra una sorta di retto e muscoloso eroe del socialismo reale con la sua vita tutta peli, sudore e canottiere macchiate di sugo.
Nessuno ce l’ha con te (non “te” Filippo Bologna) perché sei ignorante, ci mancherebbe altro, ma quando comincia a diventare un vanto vuol dire che siamo proprio nella merda.
Mix, quella della cannuccia la immaginavo come una faccenda tra te e il muratore romeno, non tra te e me. Non era difficile da capire, fidati.
E il modo migliore per tenersi berlusconi altri 12 anni è far passare sottobanco per buone e giuste cose che non lo sono, cioè continuare a vivere le cose “all’italiana”.
comunque a me che mi immagini con il muratore romeno va bene, fai pure: ma con moderazione, che poi ti ecciti troppo, ti bagni tutto e sporchi il lettuccio.
“Nessuno ce l’ha con te (non “te” Filippo Bologna) perché sei ignorante.
E fate male a non avercela con me, perché sono proprio ignorante! ;-) (però ho votato Di Pietro, un altro ignorantone).
@ mix & luca
Dai ragazzi, non scadete nell’organico.
RIALZATI CABARET BISANZIO !
Beato te, a me invece avere a che fare con te mette addosso una certa malinconia.
Adesso vado che devo mettermi a cercare un foyer di un teatro off per sospirare.
69 Commenti
CommentaAntonio non credo si possa liquidare con questa vignetta quello che è successo. Questa vignetta andrebbe bene a Little Italy, farebbe ridere qualche avventore di qualche barbiere di Brooklyn.
Ma qui è più complessa la cosa. Molto più complessa.
Il voto in Sicilia è un fatto che esprime in modo inequivocabile la volontà della maggioranza degli elettori di quella regione.
Ma non credo che milioni, milioni di italiani che hanno votato Berlusconi sapendo chi è (dopo 15 anni non ammetto ingoranza sul personaggio), e milioni di italiani che hanno votato la lega siano mafiosi o si possano etichettare sbrigativamente come tali.
Credo che un popolo esprima con il voto il suo carattere, la sua indole. Io ho il massimo disprezzo per gli italiani, anche per me stesso, che non me ne vado all’estero, che non faccio politica perché non ci credo, anche se cerco in quello che faccio tutti i giorni di prendere esempio da Berlusconi: fare l’esatto contrario di quello cha fa lui: rispettare gli altri, mantenere la parole data, non anteporre i miei interessi a quelli degli altri.
Evidentemente i miei concittadini, la maggioranza di loro, non la pensa così. Stamani mi sento un immigrato nel mio stesso paese.
io me lo son costruito
Antonio, nemmeno io condivido la vignetta, ma mi pare per ragioni diverse da Filippo. in disparte il tema della imputabilità ad un sito così eterogeneo di una posizione così netta, condivisibile o meno che sia, devo sottolineare, nel dibattito corrente, una penosa carenza di autocritica da parte della sinistra italiana. ieri sera Bertinotti era in televisione, ed imputava la clamorosa sconfitta a (i) generici ‘errori’ e (ii) l’indicazione di voto utile della Finocchiaro e Bettini. queste le ragioni?? i metalmeccanici del nord est hanno votato Lega per questo?? oppure perché non se ne può più di una sinistra in cachemire che pontifica su arguti francesismi, e che conosce solo il veto, e mai la proposta, come arma politica. l’Italia si è liberata di questa gente, e questo è un gran bene.
poi, c’è di nuovo Silvio, mafioso corrotto piduista etc. questo è? il 40% degli italiani lo ha votato perché condivide questo? o forse perché, mentre lui galleggia su posizioni qualunquiste e populiste, dall’altra parte si sono fatti tutti i suicidi possibili, imbarcando i vari Mastella, Dini etc. non riuscendo a fare nessun colpo d’ala, almeno fino alla costituzione del PD. anche quello, pieno di errori e contraddizioni (non parliamo di chi hanno candidato dalle mie parti), ma almeno un segno nuovo.
insomma, fintanto che continuiamo a catalogare Berlusconi come mafia, non avvieremo mai una vera autocritica su cosa è diventata la sinistra, e lui dormirà sogni tranquillissimi fra i suoi raffinati cuscini in Arcore.
Giovanotti,
qui parliamo di quisquilie mentre Johnny Tarallo, privato di sicura vittoria (garantita e certificata dagli exit paul!) si è spento forse per l’ultima e definitiva volta!
Ce l’avete tutti sulla coscienza: VERGONIA!!!
E che siamo in Cile? In Honduras? In Finlandia?
Questi evidenti brolii rappresentano una sconfitta della democrazia e dei valori belli incarnati da Tarallo e dal PdVA tutto! VERGONIA!
cordialmente,
Cav. Marcello Stacchia
Così come da una parte la faccenda non è interamente imputabile alla pirateria berlusconiana, dall’altro non esagererei con l’autocritica.
La pochezza politica della sinistra non basta a spiegare perché un operaio vota PdL. Chiariamo una cosa: non è che un operaio sia automaticamente innocente in quanto tale: io, pur facendo un altro mestiere, guadagno quanto un operaio ma non voterei Berlusconi nemmeno se domani mi triplicasse lo stipendio e mi regalasse una Porsche. Quello in cui credo non è in vendita al miglior offerente, concetto che pare ormai estraneo a una larga parte dell’elettorato italiano.
Questi scelgono un partito come si sceglie la mortadella al supermercato. Ha i pistacchi? Mh, pochini. Contiene polifosfati? Cazzo, ce n’è un fottio, però considerando che è in offerta…
Se la sinistra non risponde ai miei bisogni non voto a destra. Magari non voto affatto ma non mi butto tra le braccia della parte opposta. Questa non è politica, è il mercato ortofrutticolo.
Il vostro sarebbe un ragionamento valido se fossimo in un paese normale con una destra presentabile, un paese in cui ogni elezione non diventa un’ordalia e anche se vince la parte opposta sai di poter comunque contare su una base minima di civiltà e di diritti, non in Italia.
Qui niente può assolverti dall’aver votato Berlusconi.
@Filippo
E’ chiaro che la cosa è molto più complessa, la mia rimane una (amara) vignetta.
@Mix
D’accordo, la sinistra ha colpe gigantesche, ma non è vero che catalogare Berlusconi come mafia impedisce l’autocritica. Anzi, credo piuttosto che riconoscerlo come statista e come interlocutore possibile sia stato disastroso.
Vedo che l’hai presa bene, Antonio!
Io ero già disillusa da un po’. Ma non avrei mai pensato a una TALE vittoria.
Almeno la tua vignetta mi ha fatto fare un (amaro) sorriso…
No, Elisa. Non l’ho presa bene.
Provo a dire una cosa controcorrente, anche perchè stare a piangersi addosso a poco serve. Gli italiani se lo sono voluto. In tanti. Tantissimi. Chiediamoci perchè senza stare tanto a demonizzare. La gente è molto meno stupida di quel che si crede, e intellettualismi a parte, il Pdl ha vinto perchè vuole meno immigrati e meno tasse, non vuole pagare bollo e Ici, e perchè Veltroni, tolti noi romani, rappresenta visto da altre regioni alla perfezione l’uomo cresciuto nei partiti e succhiando il capezzolo delle istituzioni e dei giornali di partito. L’uomo di Roma, che non ha creato null’altro che una (per quanto ammirevole sotto molti aspetti) carriera politica. Berlusconi invece è quello che compra il colosso olandese Endemol, che dà lavoro a decine di migliaia di persone, che ha creato un impero dal nulla (e francamte sotto questo punto di vista è stimabile, tranne che ha commesso l’imperdonabile errore di entrare in politica). In più il nord s’è rotto il cazzo di stare a pagare anche per il sud, diciamolo. E, sotto molti punti di vista, è comprensibile. In un’ottica egoista, è comprensibile (e chi è del Sud non se la prenda: dico solo che da un certo punto di vista è comprensibile che gente del Nord est li voti. Non giusto, ma comprensibile). E quindi la Lega ha spopolato. La soluzione di Veltroni: distruggeremo la mafia. La soluzione della Lega, assai più semplice: che la mafia resti lì, cazzi loro, siamo noi ad andarcene.
Quello che dico è che lo hanno votato in tantissimi, perché in tantissimi vedono problemi grossi, nella vita di tutti i giorni, e la coalizione di Berlusconi è molto più pragmatica, realista e meno buonista di quella di Veltroni. Il Pd è stato un bel film: ma come tale, finisce nel momento in cui scorrono i titoli di coda.
Ci si è fatto tanto la domanda: perché gli operai votano a destra? Ecco al risposta: perchè la Sinistra, e men che meno il PD coi miti di John Lennon, Gandhi e Kennedy (miti, appunto: non gente reale), evidentemente è troppo chic per capire le esigenze della gente comune, della strada, incolta. Capiamolo.
E lo dice uno che alle precedenti ha votato Bertinotti e a queste ha votato, con convinzione, PD. Sono troppo chic anch’io, evidentemente.
Francamente ora penso una cosa: che tutti noi, stavolta, dobbiamo dare una chanche a Berlusconi (so che mi ricrederò alla prima boutade, ma tant’è). Perchè è inutile e antidemocratico stare a stracciarsi le vesti. Essere democratici, in questo momento, significa augurarsi che Berlusconi faccia del suo meglio e basta, senza tante puzze sotto il naso.
Giovanotto,
e una chance a Johnny Tarallo no?
VERGONIA!
Gli avete fuso il motore, gli avete…
Cordialmente,
Cav. Marcello Stacchia
Caro Marco, la prima parte del tuo ragionamento non è affatto controccorrente. Non dimentichiamoci che gli italiani sono il popolo che ha inventato il fascismo. Se lo sono voluto, Mussolini, come dici tu. Il fascismo oltre che sui manganelli ha potuto contare su un forte consenso popolare sin da subito. Un consenso inspiegabile ma effettivo, che stenta a morire (vedi Ciarrapico ).
Basta dare un’occhiata alla breve storia della nostra Repubblica (partiamo dalla prima), per accorgersi che pur avendo il più grande partito comunista d’Europa, la sinistra in Italia è sempre stata una forza non minoritaria, ma di minoranza. Non c’è mai stato un governo di sinistra in Italia.
L’unico che è riuscito a compattare un elettorato composito contro Berlusconi è stato Prodi, un democristiano pacioso che rastrella voti al centro e sembra tutto fuorché un sedizioso rivoluzionario.
La sinistra arcobaleno che si dà appuntamento in un caffè di Via Veneto per seguire gli esiti della tornata elettorale è paradigmatica. Gente salottiera che parla ancora di Marx, di anticapitalismo, senza capire che i tentacoli globali del mondo che abbiamo creato pervadono ogni nostro singolo gesto quotidiano. Parlano di operai quando gli operai sono rimasti poche migliaia di persone, parlano di fabbriche quando le grandi fabbriche sono tutte in Cina e in Romania. Sono antistorici, e anacronistico è il modello di mondo che hanno in testa. Non hanno capito lontanamente il disagio sociale, la minaccia percepita dalla gente verso i flussi migratori. Spesso sono proprio i più deboli, i più poveri, i meno istruiti a vedere in modo ostile gli immigrati che vengono a “rubare” loro i posti di lavoro abbassando salari e condizioni minime di sicurezza.
Sì, hai ragione, il Nord s’è rotto il cazzo del Sud, il Sud del Nord, Il centro del Sud e del Nord. L’italia non esiste. La mia regione, la Toscana, assieme a Umbria Marche, Emilia e Liguria, in un ideale secessione centrista sarebbe governata da Veltroni e dal suo partito. Il Nord sarebbe in mano alla Lega. L’altro metà del paese è – di fatto – in mano alla criminalità organizzata. Storicamente, culturalmente, cosa ho da spartire con un siciliano, un napoletano, un triestino, un piemontese, uno di Bolzano? Niente. E loro con me? Niente. Solo una lingua, la mia, che gli altri hanno dovuto forzatamente adottare come loro. Dov’è l’Italia del 1861? E quella del 2008?
L’Italia non esiste. Esistono tante Italie quante piazze ci sono nel nostro Paese.
Berlusconi non farà niente, perché ha già sistemato i suoi affari, ci consegnerà solo un paese più povero, più incattivito, dove privilegiati saranno più sicuri dei loro privilegi, e i deboli più sicuri delle loro debolezze, dove i mafiosi saranno eroi e i partigiani criminali. Il personaggio ha già gettato la maschera, non ti fare illusioni.
Filippo
Il nord ha votato per Il Popolo Dei Lacché perché vuole continuare a non pagare le tasse, a scaricare le scorie inquinanti nelle discariche campane, a dissipare gli aiuti statali per grandi e piccole imprese nelle cosiddette “spese signorili” (in sostanza non investono nella produzione ma nei beni di lusso a loro uso e consumo), ad assumere allegramente nel Terzo Mondo senza protezioni sindacali, a pensare che al di là della propria ghiacciata Mercedes Classe S e del proprio serioso muletto, della propria spiaggia merdosa e della propria orgogliosa ignoranza non ci sia niente. Gente che ormai sbandiera fiera le proprie letture: “Oggi”, “Chi”, il solito best seller (magari anche impegnato, tanto per rivestirsi con una guarnizione alla moda) e poter sparare qualche scoreggia profumata. E’ un’Italia che fino a ieri si vergognava di se stessa, ma che oggi non teme nessuno. (Resiste qualche timidezza negli exit poll, i quali infatti sottovalutano i voti di destra).Ha vinto. Forse definitivamente. Il suo capo è come lei.
Il sud. Fino a ieri Gigi D’Alessio si incazzava perché Pino Daniele non lo cacava. Oggi, ormai, non gl interessa più essere cacato. Prima, quando vedevo i siciliani votare per la Democrazia Cristiana mi arrabbiavo. Però almeno il loro tornaconto lo avevano. Capivo le ragioni (sbagliate): un posto nell’amministrazione pubblica per sé o per qualche parente. Oggi non hanno nemmeno questo in cambio. Forse lo fanno per rispecchiarsi nell’indecorosa situazione italiana. Come a dire: vedete, noi siamo stati i precursori, i pionieri. Ci possiamo tirare indietro proprio adesso? Vi offriamo Schifani al miistero dell’interno. Giusto per confermare quella sentenza: la Sicilia è stata la metafora dell’Italia intera.
In tutto questo Berlusconi ha delle responsabilità immani. Dopo aver sdoganato i fascisti, oggi sdogana la parte peggiore dell’italiano medio. I vecchi democristiani paludati mantenevano una spessa (e certamente ipocrita) scorza di rispettabilità che impediva all’elettorato di lasciarsi andare come ha fatto oggi. Oggi, dopo aver smantellato Mani Pulite smantelliamo tutte le certezze del nostro vivere (forse) civile.
“a pensare che al di là della propria ghiacciata Mercedes Classe S e del proprio serioso muletto, della propria spiaggia merdosa e della propria orgogliosa ignoranza non ci sia niente. Gente che ormai sbandiera fiera le proprie letture: “Oggi”, “Chi”, il solito best seller (magari anche impegnato, tanto per rivestirsi con una guarnizione alla moda) e poter sparare qualche scoreggia profumata.”
Nicolò, è proprio questo che intendo per snobismo. Ma non ti rendi conto che una larghissima parte di quelli che hanno votato Berlusconi non hanno ne Mercedes nè muletto e che in spiaggia ci vanno sì e no una settimana l’anno? E’ proprio l’atteggiamento di non-comprensione di quello che è accaduto che hanno persone di sinistra come te, ciò di cui parlo. Lo volete capire o no, che più di mezza Italia ha votato Berlusconi? Che sono? tutti stronzi? Tutti ricchi? Tutti ignoranti? Tutti fascisti? No, è gente normale. Di più: è il grosso del corpaccione della gente normale in Italia (perchè essere laureati e pubblicare libri non è “normalità”). Gente alla quale, evidentemente, la sinistra non ha più nulla da dire, imprigionata in luoghi comuni, senso di superiorità, radical-chicchismo e altre inconguruenze che la rendono semplicemente distante dalla gente e dalla vita vera.
Come ha detto Filippo: paradigmatico è SA che seguiva gli exit poll a via Veneto… esattamente come la Destra, il cui quartier generale è ai parioli. Non vedo la differenza.
Filippus, è vero, so che Berlusconi farà presto cose immonde. Però la speranza è l’ultima a morire. E chissà che non tiri fuori dal cappello magico qualcosa di buono (intanto a me, se già toglie l’Ici, non dispiace per niente, mo ve l’ho detto. E pure se toglie il bollo auto.)
E aggiungo: e che muoia Sansone con tutti i Filistei
No, Marco, mi sono spiegato malissimo. Non penso solo ai ricchi. E poi, in assoluto, non ho niente contro i ricchi. Giuro. Sono appassionato di auto potenti e di belle cose (ma penso che non siano tutto nella vita, questa è la differenza tra me e altri, penso). Ma c’è ricchezza e ricchezza. Se tu dici che la sinistra avrebbe dovuto farsi più movimento orizzontale e spendersi meno in discorsi dotti, allora hai ragione. La sua assenza, su questo piano, è all’origine del suo fallimento elettorale. Sì, è proprio così. Ma se pensi che la sinistra avrebbe dovuto intercettare i bassi istinti dell’italiano medio (non solo del ricco, quindi) – cioè non pagare le tasse, fottere e inculare quando possibie, disprezzare il diverso lo straniero ecc., fare il lavaggio del cervello dell’operaio e direi del lavoratore dipendente precario e non convincendolo che per il suo bene deve tifare per la precarietà, per il dirigismo, ecc – allora ti dico che hai torto. Berlusconi questo ha fatto: tirare fuori il peggio da quest’Italia. La sinistra snob è un alibi, un pretesto, prevalentemente un’invenzione per votare altrove.
Ah, la vignetta di Antonio a me sembra invece molto rappresentativa. Anzi: è la realtà. Basta con questa sottovalutazione del fenomeno Berlusconi. Grazie a questa sottovalutazione ora è percepito come un grande statista. Lo hanno legittimato (i principale colpevole è il PD). Ora però basta con: “Esagerati, dai”. E forse il post su Xantology è ancora più chiaro: link
.
No, non è la realtà. E’ una vignetta.
Prima Berlusconi era demonizzato e ha vinto perché era demonizzato. Ora è stato sottovalutato e ha vinto perché è stato sottovalutato.
Nicolò, secondo me non è percepito come un grande statista, anzi, è il contrario, è percepito come uno che vuole distruggere lo stato.
E siccome gli italiani hanno in spregio il loro Stato, batsa vedere come lo tengono, è il loro leader perfetto.
Dare dei mafiosi a milioni di italiani che lo hanno votato va bene per un ipotetico libro “Le elezioni spiegate a un tedesco”. A me non basta.
“Francamente ora penso una cosa: che tutti noi, stavolta, dobbiamo dare una chanche a Berlusconi (so che mi ricrederò alla prima boutade, ma tant’è). Perchè è inutile e antidemocratico stare a stracciarsi le vesti. Essere democratici, in questo momento, significa augurarsi che Berlusconi faccia del suo meglio e basta, senza tante puzze sotto il naso.”
scusate se mi intrometto ma volevo rispondere a Marco: ti ho evidenziato il tuo pensiero perchè ritengo che questo non sia possibile. Primo: Berlusconi la sua possibilità se l’è giocata male già in passato e quindi non vedo perchè dovrei dargliela di nuovo.
Secondo: cerchiamo di non assumere già da adesso questo atteggiamento “prono”.
Questo vuol dire essere antidemocratici? ok lo sono.
Cara Eufrasia Cannelloni (ma chi si cela dietro questo strano nomignolo?), sono d’accordo sul fatto che B. la sua possibilità se la sia già giocata, ma il fatto è che gli italiani lo votano ancora. E secondo me perchè la sinistra non li capisce, agli italiani. Invece B. sì. Che vuoi fare, dunque? Ammazzarli tutti, a causa del tuo smisurato amore per Walter e per vecchi stereotipi di sinistra che manco mi nonna!?
No! Nun ce sto!
Allora, Eufrasia, candidati! Mettiti in gioco! Fai un partito! Il PE: partito di eufrasia! Ma non scassare i maroni al camionista veneto che s’è rotto li cojoni de tutto e turandosi il naso ha votato Pdl + Lega perchè li sentiva più vicini che non Walter + Jovanotti.
Marco, le elezioni non sono la verità. Qualcuno non ha votato. Può darsi che votando avrebbe rinforzato ancora di più Berlusconi. Può darsi di no. Può darsi pure che alle prossime elezioni una parte dell’elettorato che ora ha votato destra si sposti a sinistra decretando il successo della coalizione che oggi ha perso. Ma il motivo principale per il quale non possiamo permetterci di augurare buon lavoro a Berlusconi è che sappiamo bene cosa intende lui per “buon lavoro” Berlusconi. Se lavorasse bene, a suo modo bene, sarebbe la fine.
aboliremo l’ICI!
e lo prenderemo ne-ICIàP!
e ora le RI-FORME!
Filippo, la mafia non è solo un’organizzazione criminale basata su degli apparati militari. Questo vorrebbero farci credere mettendoci in ginocchio davanti alal cronaca nera e sperando che si spacci sempre più la convinzione che mafia sia solo omicidi, pizzo, droga, estorsioni. Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino alla fine dell’Ottocento scrivevano che “mentre l’azione del Governo è efficacissima e pronta contro i disordini popolari, rimane miseramente impotente contro quelli i quali, come il brigantaggio e la mafia, si fondano sopra la classe abbiente o almeno sopra la parte dominante di essa”. Per quanto riguarda la mafia “si può quasi dire che è addirittura un’istituzione sociale”. La mafia, come ha scritto Tranfaglia (faccio le citazioni non per fare lo snob di sinistra, ma per non attribuirmi cose che non sono mie) è “una forma di funzionamento di una società o di una parte di essa”. Nel secondo dopoguerra quel coglionaccio di De Gasperi affossò questori provenienti dai comitati di liberazione e nominò tutta gente proveniente dalle ex gerarchie fasciste. Per contrastare il comunismo e per conservare il potere. Per lo stesso motivo per anni i democristiani hanno rifiutato di costituire una commissione sulla mafia. Perché la mafia serviva contro i comunisti e per garantire il consenso sociale. Oggi le cose sono cambiate ma non in meglio. Imprese, classi dirigenti e mafia si spartiscono il cadavere Italia. Oggi la mafia è un metodo (principalmente nell’economia), un ethos condiviso. La vignetta di Pagliaro non significa, credo, che tutti gli italiani siano affiliati formalmente alla mafia. E’ ovvio. Ma che da un lato si è diffuso l’ethos, dall’altro le connivenze sono molteplici e su più livelli. Da quelle delle classi dirigenti al consenso sociale (alla gente basta sentirsi a posto con la coscienza concedendosi solo lo sfogo epico spruzzato da lacrimevoli fiction sui martiri dell’antimafia). In questo senso la vignetta è la realtà.
Ripeto, secondo me quest’allarmismo anti-berlusconiano è ormai fuori dal tempo. Andava bene nel 2001, ora non più. La maggioranza degli italiani vogliono B. C’è qualcosa che tutti noi (”scrittori”/”intellettuali”/lettori di “roba seria”/nostalgici del PCI/progressisti eccetera – insomma, tutta gente che frequenta i blog letterari) dovevamo capire dell’Italia, e che non abbiamo capito.
Questa, ribadisco, non è una dittatura. E’ una democrazia. Nel ventennio il consenso era inventato. Qui è reale. Il voto del camionista veneto conta quanto il mio, la sua vita idem. La gente non è stupida. Incolta sì, ma non scema e sa ciò che vuole, sa leggere tra le righe e nei volti dei nostri politici. Credo che debba essere inaugurata una nuova stagione in cui nessuno si sente più superiore, e in cui si tenga conto delle necessità reali della gente e basta.
Marco, questa è una dittatura. Una dittatura light, in onore allo spirito del tempo. Uno spirito light, appunto. Guarda, la dittatura si realizza con modalità diverse rispetto a quelle del Novecento. Io non vedo tutto nero nelle ragioni politiche della Destra. Non è questo il punto. Ma il voto non è un voto, ormai, è un sondaggio, è audience, auditel E quali sarebbero le necessità reali della gente??? La legge Biagi, fatta senza ammortizzatori sociali??? Nel resto dell’Europa la flessibilità è accompagnata da ammortizzatori sociali. In Italia investiamo quasi zero nell’edilizia popolare, quando in Germania si tocca il 30%. Poi scopriamo di essere proprietari (sfigati) di case. Grazie! Lo stato, al contrario di ciò che avviene nelle altre nazioni europee non ha una politica mirata all’edilizia popolare. Siamo ultimi (o quasi) nei livelli delle retribuzioni. Investiamo zero nella ricerca. Insomma, non voglio fare un comizio, ma le necessità della gente sono imposte dall’alto. Alla gente basta un telefonino e una macchina a rate per andare una volta al mese in pizzeria. Ci accontentiamo di questo?
Giovanotti,
non fate i coccodrilli: avevate la grande opportunità JOHNNY TARALLO e l’avete bruciata.
VERGONIA!
Cordialmente,
Cav. Marcello Stacchia
Ma fatevela finita con ’sta favola della sinistra snob in cachemire. Io sono di sinistra come quasi tutti i miei amici e siamo tutta gente più che normale che si sbatte per arrivare alla fine del mese, altro che cachemire. Per farmi tre giorni fuori dal 25 al 27 (all’isola d’elba a prezzi stracciati, non a new york in un attico con vista su central park) ho dovuto raschiare il fondo del barile. Il padroncino o il salumiere che votano lega hanno la BMW, io ho un’utilitaria. Ma di che cazzo state parlando?
Sarei snob perché ho letto molto? E che, è una colpa adesso? Dovrei sbagliare i congiuntivi per sentirmi più vicino al “paese reale”? O dovrei passare qualche sera a guardare il grande fratello così da avere qualche argomento di conversazione spendibile con tutta questa gente che “non è stupida”? O magari, dato che l’amministrazione dello stato pare vada delegata a qualcuno che “senti vicino”, avrei dovuto votare per mia madre o mio fratello?
Ma non lo vedete cosa ci ha fatto quell’uomo? Non vedete quanto in basso ha trascinato la riga che demarca il concetto di normalità? Non vi accorgete che la tensione verso il “ventre” ormai è un valore?
Sono io ad essere snob perché non accetto questo stato di cose o è chi vi si lascia andare che è una specie di primate abbrutito dalla sua parte peggiore? E’ questa la normalità? Dire “Ok, ci ho provato, adesso basta, mi faccio crescere il muschio sul cervello”? O sarà che forse quelli normali siamo noi?
Adesso Marco te la dico io una cosa dell’Italia che forse sei tu a non aver capito, cioè che è un paese di merda. E lo sarebbe stato anche nel caso le elezioni fossero finite diversamente.
Luca, temo non ti sia chiaro che la sinistra in cachemire è quella che rappresenta, non quella rappresentata. la critica va al Bertinotti con le scarpe inglesi ed il vestito di sartoria che si apposta in Via Veneto a commentare i risultati elettorali; il Bertinotti che non si perde un evento mondano, che intrattiene le signore del bel mondo con aneddoti arguti di quanto faceva il sindacalista, il Bertinotti che esibisce un’erre moscia che neanche la famiglia Agnelli nel suo complesso.
un’altra cosa. il padroncino o il salumiere, a differenza di molti altri, fanno una cosa, che forse è di cattivo gusto ricordare: lavorano. si svegliano la mattina alle 6.00, rischiano in proprio, si fanno un culo così. dall’altra parte, c’è un popolo di sindacalisti, impiegati, professori, che, pur non producendo granché, rivendicano tutte le garanzie del mondo. dirai: ma noi siamo intellettuali, produciamo cultura, dialettica, arricchiamo il dibattito nel nostro Paese bello. benissimo, ti rispondo io: se è così, se sei così convinto della scelta colta contrapposta a quella di pancia, dovresti essere soddisfatto così, e non dolerti del fatto di non avere una BMW. anzi, ne dovresti essere orgoglioso.
Sottoscrivo pienamente ciò che ha detto Luca. Come al solito è stato molto chiaro.
Mix, il salumiere non paga le tasse. Il salumiere, poi, ha spesso ambizioni sbagliate. Nel senso che le sue scelte vanno a discapito del bene comune. Il salumiere non produce un cazzo per la collettività, in ultima istanza.
“Marco, questa è una dittatura. Una dittatura light, in onore allo spirito del tempo. Uno spirito light, appunto. Guarda, la dittatura si realizza con modalità diverse rispetto a quelle del Novecento.”
Secondo me sbagli di grosso, Nicolò. Sono stereotipi, questi. Una dittatura light, ma che vuol dire?
Senti, io nella mia vita ho subito lo sfratto e sono stato senza casa (ma non io in quanto giovane: proprio coi genitori), e tutt’ora racimolo a malapena i soldi per pagare l’affitto dell’ennesima stanza in affitto a Roma, perchè comprare casa, per un giornalista precario e povero come me è impossibile. Non so fino a che età sarò costretto a condividere appartamenti. Inizio ad avere 30 anni. Ciò mi deprime molto.
In questo momento ho duecento euro in banca. Non posso neanche progettare di mangiare una pizza, nè le vacanze estive. Come diceva Verdone: Ladispoli, st’estate. Ma di che stiamo a parlà? Questo Paese è sull’orlo della catastrofe, questo è il punto. Il Governo Prodi ha fatto molto poco, la mia situazione non è migliorata. Evidentemente non è migliorata per nessuno, altrimenti Berlusconi non avrebbe vinto. Comunque, giudicatela come una dittatura, se volete, ma non riuscite a guardare oltre il vostro naso e a cogliere la complessità del fenomeno.
Luca, io la penso come te, intendiamoci. Ma siamo minoranza. Te lo devi tenere. E io la macchina proprio non ce l’ho, nè utilitaria nè altro.
Mix fammi una cortesia, prima di dire che io non lavoro, non produco e non rischio sciacquati la bocca, da bravo.
E visto che li stimi così tanto, vai a dire ai tuoi amici padroncini e salumieri che ogni tanto, mentre si fanno il culo, si ricordino di emettere una fattura o uno scontrino, che male non fa. Anzi, già che ci sei spiegagli pure, se ci riesci, che 1 euro non vale 1000 lire.
Luca, dove avrei scritto che tu non lavori, non produci e non rischi? se hai la coda di paglia è un problema tutto tuo. e poi, frasi come “sciacquati la bocca” dille a qualcun altro, e non permetterti questi toni con gente che non conosci, e che se incontrassi di persona tratteresti in tutt’altro modo, ne sono certo. e aggiungo, rispondimi nel merito, invece di rifugiarti nelle solite ingiurie.
e restando nel merito, il disprezzo per lo stereotipo del salumiere che non paga le tasse è proprio ciò che conduce più del 50% del Paese a votare a destra. è stupefacente che gente intelligente come voi non lo capisca.
Giovanotto,
le racconto io una cosa su Bertinotti: l’altra sera, al Doney di Via Veneto c’eravamo io, Luciano Steregoni, Santorre di Santarosa, Billy Costacurta ed, appunto, Bertinotti.
Stavamo commentando i risultati elettorali con la solita arguzia quando si avvicina un uomo piuttosto malmesso, unto di grasso per macchine, i capelli scomposti, la barba di tre giorni, la salopette blu recante la scritta “Carrozzeria Gigi Ruspantelli” e apostrofa il buon Fausto: “Compagno ertinotti, sei rimasto l’ultimo dei moicani… ma noi non ti tradiremo! Il comunismo risorgerà! Ora sotto con le nostre battaglie! Sticazzi del Parlamento!”.
Bertinotti lo squadra e gli fa: “Mio cavo compagnio, io le favei puve le battaglie… ma come si fa a fave le battaglie pev gente che mette la tuta blu con le scarpe mavvoni?”.
A quel punto si sono aggiunte altre decine di operai, metalmeccanici, ma anche impiegati, il barista stesso e, tutti muniti, chi di chiave inglese, chi di pialla, chi di cucchiaino, giù a dar botte al povero Fausto.
E lui gridava: “Basta, che mi vovinate il mio cavdigan di cachemire! Le mie ceeeeevch! Il mio sigavo, Pevdio! Basta!”
Ma non c’è stato nulla da fare…
Cordialmente,
Cav. Marcello Stacchia
Marco, pure durante il ventennio gli antifascisti erano una minoranza. Avevano torto?
Nel fascismo il voto era finto. Qui è reale. Ma io sono d’accordo con te, forse non è chiaro; il problema è che con te non è d’accordo il popolo italiano.
“un’altra cosa. il padroncino o il salumiere, a differenza di molti altri, fanno una cosa, che forse è di cattivo gusto ricordare: lavorano. si svegliano la mattina alle 6.00, rischiano in proprio, si fanno un culo così. dall’altra parte, c’è un popolo di sindacalisti, impiegati, professori, che, pur non producendo granché, rivendicano tutte le garanzie del mondo”
Io sto dall’altra parte, Mix. Con chi parlavi allora? Mettiti d’accordo con l’amico invisibile che ti detta le frasi e non fare il bulletto di quartiere.
Quanto al merito ho vissuto anni a Milano e per lavoro ho girato spesso il “profondo nord”, senza contare che sono marchigiano cioè vengo da un posto al quale, in materia di piccola e media impresa (nel bene e nel male) credo sia difficile dare lezioni perfino per la stracitata Lombardia. So di che parlo, stai pur tranquillo. Altro che stereotipi.
E il problema, sempre per stare nel merito, non è che la gente voti a destra ma che voti per QUESTA destra, la più buffonesca, imbarazzante, fascista e cialtrona d’Europa. E sai perché li votano? Perché, come diceva giustamente Marco, “li sentono vicini”. Chiaro il concetto?
Non si può giustificare tutto col “voto di protesta”. Se domani la protesta venisse rappresentata da Krusty il clown tu lo voteresti? Così, tanto per protestare?
Scusa Marco, ma allora il rimedio (ammesso che abbia senso parlare di rimedi) qual è? Uniformarsi? Abbassarci anche noi?
Una volta a Milano (fine ‘80, primi ‘90) l’acqua del rubinetto raggiunse livelli di contaminazione da sostanze chimiche scandalosi. Sai che fecero? Abbassarono la soglia della potabilità, cioè dissero che all’improvviso l’acqua poteva considerarsi potabile anche se c’era, mettiamo, uno 0,50 per 1000 di Metilclorofuorosailcazzocosa contro lo 0,25 di prima.
E’ così che dobbiamo finire?
beh, Luca, se dichiari di stare dalla parte (nel senso che ne sei parte) dei sindacalisti che infestano le aziende italiane esibendo un tasso di produttività nullo (e anch’io non parlo per sentito dire), allora mi correggo e dico forte e chiaro che anche tu non produci un cazzo di niente.
se invece la tua è solo una dichiarazione ideologica, di appartenenza a qualcosa di identitario, allora sarei curioso di conoscerla, questa ideologia e questa identità: in cosa crediamo? in un mondo in cui uno scrittore dev’essere remunerato come un salumiere? perché allora dobbiamo dirci tutto. diciamoci forte e chiaro che delle minchiate che si scrivono su questo come su mille altri blog non frega niente a nessuno. diciamoci chiaramente che mentre noi stiamo qui a farci le pippette il salumiere si sta sentende le confessioni di Sora Maria ed una critica del Grande Fratello 25; diciamoci forte e chiaro che noi abbiamo scelto un modo comodo di vivere, che se invece di fare gli aspiranti scrittori in odore di santità intellettuale facessimo gli agenti immobiliari faremmo una vita di merda (rinunciando a quei sospiri impegnati che tanto successo ci assicurano al tavolino dell’aperitivo; o forse no, nel foyer del teatro off, che è molto più in linea) ma guadagneremmo quanto basta per campare.
dall’altra parte, caro Luca, c’è gente che fa una vita orribile, e ci porta avanti una famiglia. per questo merita rispetto, e non solo disprezzo in nome del (sospetto) legittimismo da te ostentato. e a questa gente deve parlare una forza politica che vuole governare, non a te, che sei colto e raffinato (a parte le sciocche provocazioni con cui ritieni di arricchire i tuoi interventi: ma ti perdono).
No, noi siamo liberi di fare come ci pare. E anzi, mi sembra un’occasione perchè la sinistra vera si riunisca in un grande movimento di piazza e lotta, visto che erano schizofrenici a starsene in Parlamento, ma con l’aria schifata.
Il problema però è che la democrazia è il male minore. Puoi accettarla o meno. Ma se l’accetti, devi accettare che la maggior parte degli italiani sono diversi da te. E che non sono tutti brutti, incolti, meschini, grevi, egoisti, inquinatori, mafiosi, arrivisti e bugiardi; per lo più è gente normale che fatica ad arrivare a fine mese e che ha pensato che forse Berlusconi poteva essere meglio di Veltroni, punto.
“diciamoci chiaramente che mentre noi stiamo qui a farci le pippette il salumiere si sta sentende le confessioni di Sora Maria ed una critica del Grande Fratello 25; diciamoci forte e chiaro che noi abbiamo scelto un modo comodo di vivere, che se invece di fare gli aspiranti scrittori in odore di santità intellettuale facessimo gli agenti immobiliari faremmo una vita di merda (rinunciando a quei sospiri impegnati che tanto successo ci assicurano al tavolino dell’aperitivo; o forse no, nel foyer del teatro off, che è molto più in linea) ma guadagneremmo quanto basta per campare. ”
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Giovanotto Mix,
anche se sto qui io le spuniette non me le faccio!!!
Io non volio diventare cieco!
VERGONIA!
Cordialmente,
Cav. Marcello Stacchia
Non possiamo ragionare solo tenendo presente la realtà che conosciamo, che abbiamo sottomano. O eleggendo noi stessi a campione rappresentativo. Il salumaio sotto casa mia non fa lo scontrino, tutti i salumai sono parassiti che non fanno lo scontrino. Oppure io sono di sinistra, non ho la Bmw, quelli di sinistra non hanno la Bmw. Queste si chiamano euristiche della rappresentatività, vuol dire che uno costruisce un modello a partire da informazioni disponibili, ma che non sono rappresentative. L’Italia non è un campione, è un Paese. Molto più eerogeneo e composito di quello che ci presentano i sondaggisti o le riduzioni giornalistiche.
Secondo me Berlusconi ha vinto davvero, perché ha messo tutti contro tutti, ormai ragioniamo solo per caste, per appartenenza. Intellettuali contro salumai, sinistra chic contro sinistra critica, precari contro imprenditori, leghisti contro rumeni, utilitarie contro SUV. Sto facendo un discorso morettiano, lo so, però L’Italia era uscita con un grande sforzo dalla violenza degli anni di piombo, dove l’odio era inquadrato, militarizzato, ora invece è diffuso, mascherato, striscia sotto la tovaglia apparecchiata del politicamente corretto. Qua mi sembra che ci odiamo un po’ tutti. Se questa era la missione di Silvio, c’è riuscito in pieno.
Giovanotto,
io non vi odio.
Vi disprezzo e basta.
Cordialmente,
Cav. Marcello Stacchia
Non sono un sindacalista e non ho per loro alcuna simpatia. Anzi. Lavoro nel pubblico impiego come interinale dopo anni da dipendente privato e libera (si fa per dire) professione e non ne traggo alcuna spinta ideologica o identitaria. Faccio il programmatore, non lo scrittore, alla santità ho rinunciato da un pezzo (soprattutto a quella intellettuale) e le cose che ti sto dicendo io le dicono anche persone che ho vicino e fanno vite assolutamente ordinarie.
Conosco anche un’agente immobiliare e per quel che ne so non fa una vita di merda.
La vita di merda la fanno quelli che escono dalla baracca in riva al Tevere alle 5 di mattina per andare a fare i muratori in nero per due soldi o le prostitute bielorusse costrette a farsi sbattere senza soluzione di continuità tra i cespugli a lato delle statali o le ragazze-madri sole con un lavoretto precario da 500 euro al mese. Vai da loro e digli che hai un amico agente immobiliare che fa una vita di merda poi senti che ti rispondono.
Occhio che poi però, nel migliore dei casi, devi mangiare con la cannuccia per qualche mese.
Un’altra cosa, Mix: se tu vivi il tuo essere intellettuale sospirando ai tavolini dei caffè all’aperto anziché lavorare e percepisci quello che scrivi come “minchiate” (per altro comprensibilmente) è un problema tutto tuo.
vabbè, Luca, continua a offendere e a fare il duro (quella della cannuccia mi ha riportato d’un tratto alla prima media, e di ciò ti ringrazio: sono molto legato alla mia infanzia), fai come ti pare.
a me dispiace che tu non capisca: perché se non capisci tu, che sei persona colta e istruita, è impensabile che capiscano persone molto più semplici ed aggredibili dalla propaganda imperante. e così abbiamo la situazione politica che abbiamo, ed è così che ci teniamo Berlusconi per i prossimi 12 anni.
No Filippo, io non li odio. Al limite, come dice il Cav. Stacchia, se assumono posizioni particolarmente idiote, proterve o dannose posso disprezzarli, ma niente di più. Posso odiarti se spari a mia sorella, non se compri Libero.
Odio il modello, il paradigma interpretativo che li informa, quello che paradossalmente fa dire tra le righe (e nemmeno tanto) a un Mix che la cultura è un lusso, una specie di vizietto da invertiti contrapposto a una visione spiccia e virile: da una parte l’intellettuale, sospiratore femmineo, levantino e inconcludente; dall’altra una sorta di retto e muscoloso eroe del socialismo reale con la sua vita tutta peli, sudore e canottiere macchiate di sugo.
Nessuno ce l’ha con te (non “te” Filippo Bologna) perché sei ignorante, ci mancherebbe altro, ma quando comincia a diventare un vanto vuol dire che siamo proprio nella merda.
Mix, quella della cannuccia la immaginavo come una faccenda tra te e il muratore romeno, non tra te e me. Non era difficile da capire, fidati.
E il modo migliore per tenersi berlusconi altri 12 anni è far passare sottobanco per buone e giuste cose che non lo sono, cioè continuare a vivere le cose “all’italiana”.
Luca, mi fai spaccare dalle risate, te lo giuro.
comunque a me che mi immagini con il muratore romeno va bene, fai pure: ma con moderazione, che poi ti ecciti troppo, ti bagni tutto e sporchi il lettuccio.
un caro saluto “all’italiana”.
“Nessuno ce l’ha con te (non “te” Filippo Bologna) perché sei ignorante.
E fate male a non avercela con me, perché sono proprio ignorante! ;-) (però ho votato Di Pietro, un altro ignorantone).
@ mix & luca
Dai ragazzi, non scadete nell’organico.
RIALZATI CABARET BISANZIO !
Beato te, a me invece avere a che fare con te mette addosso una certa malinconia.
Adesso vado che devo mettermi a cercare un foyer di un teatro off per sospirare.