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Maresciallo ci sono da fare degli arresti
.- Maresciallo Esposito.
- Comandi signor tenente.
- Maresciallo, ci sono da fare degli arresti.
- Chiamo gli uomini.
- Dovete andare in centro, via Libertà e via Ruggero Settimo.
- Cosa grossa, tenente. Prendiamo gli esattori del pizzo? Anche mia moglie li vede girare per negozi. Pure lei me lo disse che sarebbe ora di acchiapparli.
- No no.
- Ho capito, signor tenente. Andiamo a chiudere tutte quelle boutique di lusso che sono sempre vuote, lo sanno tutti che riciclano i soldi della mafia. Era ora, me lo lasci dire.
- No nemmeno.
- Allora andiamo a controllare i libri contabili di ****? Quello ha l’attico in centro, la villa a Mondello, gira col Mercedes e dichiara settemila euro.
- No, Esposito.
- Tenente, non mi dica che andiamo dal notaio ****, quello che intestava le società milionarie di Provenzano ai pensionati da 500 euro… Lei punta in alto, eh.
- No, Esposito, no.
- Allora andiamo dall’avvocato ****, quello che incontra i clienti latitanti e lancia messaggi mafiosi sui giornali?
- No no.
- Dal commercialista di Matteo Messina Denaro?
- No, Esposito, no.
- Va be’, ora chiamo gli uomini, ma chi dobbiamo arrestare, tenente?
- I negri, Esposito.
- I negri?
- Sì, e sequestrate i cd.
La sera, poi, Gasparri soddisfatto dichiarava a Porta a Porta: “In Italia, il 35% dei crimini è commesso da extracomunitari”.
4.06.2008 3 Commenti Feed Stampa
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CommentaQuesto racconto è di una potenza, di una forza. Vale mille articoli giornalistici. Bisognerebbe ritagliarlo e incollarlo ovunque, mandarlo via mail e altro ancora.
[...] Questo, di Antonio Pagliaro, è uno di quei post da leggere e far girare. Bravo! [...]
Rende maledettamente bene l’idea…