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Admin
Jul
4
Dopo che il Paese ha scoperto come la Carfagna è diventata ministra, affiora una spaventosa domanda: ma… anche Bondi?
6 Commenti »
Non ci piacciono gli anonimi, come non ci piacciono le e-mail fasulle. Sebbene a volte siate capaci di grande creatività, evitate commenti a nome di Tizio, Friz, Marz con mail tipo tizio@tizio.it, no-mail@antani.it, grevio@budrillo.uk.co.tar.zap. Non gradiamo, grazie.
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Bysanzino
Il grande commemoratore
Schifani commemora il procuratore Costa ucciso dalla mafia il 6 agosto 1980. Schifani commemora il giudice Chinnici ucciso dalla mafia il 29 luglio 1983. Schifani commemora il commissario Cassarà ucciso dalla mafia il 6 agosto 1985. Ma Schifani in quegli anni, esattamente, che faceva? (1)Occorre sapere
Di Pietro deposita il quesito referendario: «Noi siamo qui perché occorre sapere se Berlusconi è un mascalzone o una persona perbene. Occorre saperlo prima, non dopo che ha governato». Antò, e c’è bisogno d’un referendum? Telefonami, che te lo dico io. (2)Ri-co-min-cia-mo-ooo...
Stavo per scrivere una recensione conclusiva sul VII Congresso di Rifondazione Comunista, ma non mi è venuto in mente niente. Niente di niente di niente. Come sarebbe a dire “niente”? Hai presente niente? Niente. (0)Fermate la macchina del tempo
Ho saputo dei papabanner e sto cercando di capire se dalla macchina del tempo si può disattivare la “modalità medioevo”. Solidarietà al Burbero. (9)Informare i fatti
“Invano il New Yorker ha assicurato che l’intento della copertina era l’opposto: denunciare la «politica della paura» di cui Obama è vittima, e chi la pratica, i media innanzitutto”. Ingenui: potevano mettere l’avvertenza. (1)Pacco sicurezza
“Oggi sono stato in piazza e c’erano un sacco di celerini!“. Deve aver esclamato più o meno così, Walter, tornando a casa. Era dal sessantotto che non si sentivano dire cose del genere da un leader di sinistra. Resta il fatto che il pacchetto sicurezza somiglia sempre di più ad un pacco. (0) -
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…e Bonaiuti? e Schifani?
Ma che cos’hanno loro che io non ho?
La TRAPPOLA delle donne.
Mi auguro che le donne in generale non stiano ricadendo nelle solite “trappole” del passato.
Quanto sta avvenendo mi ricorda quanto lessi sulla condizione femminile del dopo guerra, in cui la donna aveva ripreso un ruolo importante nella società italiana in quanto era stata un pilastro durante le guerre partigiane portando le necessarie informazioni , viveri e armi, agli uomini che si dovevano nascondere nelle montagne. Tuttavia, finita la guerra, una certa cultura millenaria maschilista forte anche dell’appoggio di molte donne affette dalla ormai genetica frigidità cerebrale di secoli di sottomissione, cominciarono un linciaggio mediatico e religioso che rintuzzò l’improvvisa voglia di emancipazione femminile. Ci sono poi voluti molti decenni fino al 1972 perché si rivedessero le donne per strada a rivendicare la propria autodeterminazione (ma quante botte presero tanto che per un anno non vi furono più manifestazioni).
La donna, in questa società ambigua, a mio parere, combatte legittimamente con tutte le armi che dispone. Se usa anche quella della bellezza non la biasimo. Il problema non sono le donne cosiddette “puttanelle”, ma gli uomini che vogliono fare gli intellettuali o gli statisti, mentre ragionano, quanto meno con la fantasia, sempre e solo con il … “l’attributo” (quello che c’è o che è rimasto).
La nostra società in generale e soprattutto quella politica istituzionale, riflette, purtroppo, l’ambigua morale dei mafiosi, in una mano l’immagine della Madonna e nell’altra la pistola. Ma d’altronde, quando si chiede alla gente comune perché va in vacanza, tutti rispondono che lo fanno per cultura o per rilassarsi, mentre non ho mai sentito dire a nessuno (pubblicamente) che è solo e finalmente per cercare sesso, anche omosessuale, perché (pubblicamente) qui in Italia rimane un tabù. Siamo in generale un popolo culturalmente e scolasticamente bigotto di “attori” (mentitori) e il nostro Parlamento e le nostre Istituzioni, non possono che esserne un riflesso, o forse viceversa.
Comunque, se siamo tutti uguali di fronte alla legge e chi governa è al servizio del cittadino, la Carfagna mi deve una pompa.
“Comunque, se siamo tutti uguali di fronte alla legge e chi governa è al servizio del cittadino, la Carfagna mi deve una pompa.”
Altrimenti dove stanno ’ste pari opportunità?
l’opinionista risolve enigmizzando:
http://www.youtube.com/watch?v=jlApA6xQXlk
abbracci