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	<title>Commenti a: L&#8217;ottava vibrazione</title>
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	<description>laboratorio di finzioni</description>
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		<title>Di: Daniela</title>
		<link>http://www.cabaretbisanzio.com/2008/08/06/lottava-vibrazione/comment-page-1/#comment-12130</link>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 16:53:08 +0000</pubDate>
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		<description>Dietro la luminosità abbagliante dei suoi paesaggi l&#039;Africa di Lucarelli è in sintesi quello che viene riportato nel titolo. L&#039;ottava vibrazione dell&#039;arcobaleno, il nero.
Qualcosa di oscuro, e sconosciuto. Che finirà per travolgere i facili ottimismi di chi pensava di sottometterla con facilità.
Il suo cuore di tenebra, però, per dirlo con Conrad, fa solo da sfondo alla narrazione, pur racchiudendola in una degna cornice.
A parte forse un&#039;eccessiva pedanteria linguistica, che a volte appesantisce l&#039;azione, questo rimprovero a Lucarelli: aver disgregato la Storia, frammentandola in microstorie individuali. A meno che il suo proposito non fosse in realtà dimostrare che è dai singoli impulsi coagulati, dalle individualità distinte che convergono nel grande fiume della storia che questa assume a buon titolo la maiuscola.
Per il resto non manca niente. Intrigo, amori, eroismo, tradimento e vigliaccheria. Come in ogni grande affresco epocale.
Ecco, forse questo è il termine che prediligo per definire questo romanzo ( che per inciso a me è piaciuto tantissimo ): un affresco corale di un&#039;epoca, coi suoi colori brillanti, con le ombre e con le sfumature che ne definiscono contorni e limiti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dietro la luminosità abbagliante dei suoi paesaggi l&#8217;Africa di Lucarelli è in sintesi quello che viene riportato nel titolo. L&#8217;ottava vibrazione dell&#8217;arcobaleno, il nero.<br />
Qualcosa di oscuro, e sconosciuto. Che finirà per travolgere i facili ottimismi di chi pensava di sottometterla con facilità.<br />
Il suo cuore di tenebra, però, per dirlo con Conrad, fa solo da sfondo alla narrazione, pur racchiudendola in una degna cornice.<br />
A parte forse un&#8217;eccessiva pedanteria linguistica, che a volte appesantisce l&#8217;azione, questo rimprovero a Lucarelli: aver disgregato la Storia, frammentandola in microstorie individuali. A meno che il suo proposito non fosse in realtà dimostrare che è dai singoli impulsi coagulati, dalle individualità distinte che convergono nel grande fiume della storia che questa assume a buon titolo la maiuscola.<br />
Per il resto non manca niente. Intrigo, amori, eroismo, tradimento e vigliaccheria. Come in ogni grande affresco epocale.<br />
Ecco, forse questo è il termine che prediligo per definire questo romanzo ( che per inciso a me è piaciuto tantissimo ): un affresco corale di un&#8217;epoca, coi suoi colori brillanti, con le ombre e con le sfumature che ne definiscono contorni e limiti.</p>
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		<title>Di: Sauro Sandroni</title>
		<link>http://www.cabaretbisanzio.com/2008/08/06/lottava-vibrazione/comment-page-1/#comment-6920</link>
		<dc:creator>Sauro Sandroni</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 17:00:32 +0000</pubDate>
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		<description>Dunque, non ricordo con precisione (ho letto il libro un po&#039; di tempo fa), ma non mi pare che Lucarelli addossi la colpa di Adua al&#039;ufficiale sadico. Gli addossa la colpa di aver mandato allo sbaraglio il suo battaglione, questo sì, ma credo che anche nel libro la colpa della strage di un intero esercito (non di un singolo battaglione) sia correttamente attribuita ai capoccioni che lo comandavano, a Roma e in Africa. Il battaglione al centro della vicenda, probabilmente, sarebbe stato sterminato anche se a comandarlo ci fosse stato Rommel, perché questo è quello che ci dice la Storia. Forse Lucarelli, che questa lezione deve averla imparata, voleva dirci che i sadici c&#039;erano in Africa ma anche in Italia, a Roma, e comandavano esercito e Paese? Potrebbe essere una chiave di lettura.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dunque, non ricordo con precisione (ho letto il libro un po&#8217; di tempo fa), ma non mi pare che Lucarelli addossi la colpa di Adua al&#8217;ufficiale sadico. Gli addossa la colpa di aver mandato allo sbaraglio il suo battaglione, questo sì, ma credo che anche nel libro la colpa della strage di un intero esercito (non di un singolo battaglione) sia correttamente attribuita ai capoccioni che lo comandavano, a Roma e in Africa. Il battaglione al centro della vicenda, probabilmente, sarebbe stato sterminato anche se a comandarlo ci fosse stato Rommel, perché questo è quello che ci dice la Storia. Forse Lucarelli, che questa lezione deve averla imparata, voleva dirci che i sadici c&#8217;erano in Africa ma anche in Italia, a Roma, e comandavano esercito e Paese? Potrebbe essere una chiave di lettura.</p>
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		<title>Di: PaoloP</title>
		<link>http://www.cabaretbisanzio.com/2008/08/06/lottava-vibrazione/comment-page-1/#comment-6914</link>
		<dc:creator>PaoloP</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 12:15:03 +0000</pubDate>
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		<description>Io non sono neppure così convinto che Lucarelli abbia scritto qualcosa non-di-genere. Perché se si prendono le stesse storie e si scambia lo sfondo... non succede niente. Funzionano comunque. La scelta del periodo è molto bella (non la seconda ondata colonialista del Fascio - di cui qualche scrittore nostrano aveva già parlato, ma la prima, quella promossa dalla biga socialista Crispi-Depretis), eppure minimamente sfruttata. Oltretutto &quot;scusare&quot; una strage come Adua attraverso la perversione da serial killer di un singolo ufficiale, mi sembra una lettura poverissima e deresponsabilizzante, che non c&#039;introduce minimamente nelle vere questioni del colonialismo. Lasciate stare e riprendete in mano Alessandro Spina.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io non sono neppure così convinto che Lucarelli abbia scritto qualcosa non-di-genere. Perché se si prendono le stesse storie e si scambia lo sfondo&#8230; non succede niente. Funzionano comunque. La scelta del periodo è molto bella (non la seconda ondata colonialista del Fascio &#8211; di cui qualche scrittore nostrano aveva già parlato, ma la prima, quella promossa dalla biga socialista Crispi-Depretis), eppure minimamente sfruttata. Oltretutto &#8220;scusare&#8221; una strage come Adua attraverso la perversione da serial killer di un singolo ufficiale, mi sembra una lettura poverissima e deresponsabilizzante, che non c&#8217;introduce minimamente nelle vere questioni del colonialismo. Lasciate stare e riprendete in mano Alessandro Spina.</p>
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