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Musica e magia

di Filippo Staderini

dux-diaryL’articolo del Corriere della Sera l’avrete letto più o meno tutti. In caso, lo trovate qui.

E’ sostanzialmente un’intervista a Marcello Dell’Utri che, basandosi su fantomatici diari di Mussolini da lui acquistati -a caro prezzo- nonostante vari esperti li abbiano bollati come falsi (ma questo, curiosamente, il CdS non lo esplicita, rimandando a un vago link in cui tutto quello che viene sottolineato è che Dell’Utri stesso non ha dubbi sulla loro autenticità), parla del duce buonanima come di un uomo troppo buono, incolpevole sulla deriva a regime del fascismo (si vede che in quel momento era in bagno, succede), blando sulle leggi razziali (e comunque ai deportati offriva ogni comfort e treni che li portavano ai campi in perfetto orario), furbacchione con le donne (e qui c’è una certa squllida ammirazione verso quest’uomo che con le sue partner usava la tattica ‘musica’ (tromba) e ‘magia’ (sparisci) oh oh oh; santo dio, manco al bagaglino) e così via. Non mancano frasi come ‘i repubblichini erano al 100% partigiani di destra’, tanto per gradire. Ricorderei che questo è lo stesso tizio che vuole riscrivere i libri di scuola perchè son troppo parziali. Nella nuova versione del libro di storia per le quinte elementari, per esempio, Matteotti muore accidentalmente soffocato da una mortadella comprata alla coop, nonostante baldi giovini camerati facisti tentino in ogni modo di praticargli la manovra di Heimlich -perfino con il subitaneo e vigoroso ausilio di italianissimi manganelli.

Scrivo queste righe su quell’articolo perchè, mentre lo leggevo, mi è tornata in mente una conversazione avuta qualche anno fa con il mio amico D.
Si parlava, tra un bicchier di coca ed un caffè, di fascismo e di un eventuale, del tutto ipotetico, ritorno del duce (è un po’ il motivo per cui al bar dell’università non eravamo esattamente circondati da ragazze, immagino).
Al che D mi stupì dicendo che a lui, per esempio, non sarebbe affatto dispiaciuto, dato che quando c’era Benito la sua famiglia stava più che bene, e suo nonno aveva fatto un sacco di soldi, quindi non vedeva il problema.
Provai a ribattere chiedendo ‘Ma tuo nonno era fascista?’.
La risposta, quasi infastidita dall’ovvietà della domanda, fu ‘Beh, sì’.

E basta.

Lo fissai per dieci secondi buoni. Niente. Nessuno slancio di immaginazione verso come poteva stare qualcuno che fascista non fosse, o che addirittura si permettesse (e non si capisce perchè, dato che evidentemente non conveniva) di avere altre idee. Nessuno slancio in generale. Semplicemente, non ritenne necessario aggiungere altro.

E io lo so che c’è chi l’ha detto molto meglio, chi ha parlato di sinistra e destra come ideologie in modo ben più scientifico, parlando di uguaglianze, differenze, libertà. Ci sono secoli di letteratura politica alle spalle. Ma non riesco a togliermi dalla testa che, semplificando all’osso, alla fin fine la differenza tra certa Italia e il resto del paese sta tutta in quel ‘beh, sì’ che non ha bisogno di aggiunte o ulteriori riflessioni.


7.05.2009 Commenta Feed Stampa