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	<title>Commenti a: Lettera aperta del noto intellettuale Gino Lepido Freschetti</title>
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	<description>laboratorio di finzioni</description>
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		<title>Di: Edo Grandinetti</title>
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		<dc:creator>Edo Grandinetti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 13:49:25 +0000</pubDate>
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		<description>kadd, veda di iscriversi ai nostri feed e lasci stare quel tamas lì.</description>
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		<title>Di: tamas</title>
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		<dc:creator>tamas</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 10:16:48 +0000</pubDate>
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		<description>karo cadd, ho capito il suo messaggio. provvederò</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>karo cadd, ho capito il suo messaggio. provvederò</p>
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		<title>Di: kadd</title>
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		<dc:creator>kadd</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 00:24:30 +0000</pubDate>
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		<description>Poiché, pur apprezzando sinceramente Cabaret Bisanzio, sul suo blog passo più spesso, sarebbe carino se segnalasse le volte in cui posta qui, in modo che io, ed altri, si possa accorrere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Poiché, pur apprezzando sinceramente Cabaret Bisanzio, sul suo blog passo più spesso, sarebbe carino se segnalasse le volte in cui posta qui, in modo che io, ed altri, si possa accorrere.</p>
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		<title>Di: Sauro Sandroni</title>
		<link>http://www.cabaretbisanzio.com/2009/05/27/lettera-aperta-del-noto-intellettuale-gino-lepido-freschetti/comment-page-1/#comment-17989</link>
		<dc:creator>Sauro Sandroni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2009 19:48:46 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Freschetti,

vorrà scusarmi se le rispondo io, ma in questi giorni il direttore è impegnato con una questione di massima importanza (è indeciso se mettere o meno gli adsense porno) (ma io penso che li mettiamo) e ha detto che non aveva voglia di rotture di coglioni. Ho letto con molta attenzione la sua missiva, traendone non pochi spunti di riflessione. Devo dirle che non su tutto sono d&#039;accordo: a me, ad esempio, i cavalli stanno antipatici (mentre trovo che l&#039;antica pratica della mungitura del ratto, conosciuta anche sulle nostre colline e adesso colpevolmente dimenticata con la risibile motivazione che &quot;fa schifo al cazzo&quot;, sia effettivamente da riportare in auge, specie in questi tempi di crisi). Trovo i cavalli inutilmente grossi, li considero i tronisti dei quadrupedi, gente che ha puntato tutto sul fisico, tralasciando l&#039;aspetto spirituale. Ebbene, io dico ai cavalli: ricordatevi che quelli grossi fanno la botta più grossa! Figli di puttana. Ciò non toglie, tuttavia, che sottoforma di bistecca abbiano anch&#039;essi il loro bel perché.
Ma non è per parlare di equini che ho preso carta e penna per risponderle: in verità l&#039;ho fatto per discutere della sua scelta. Lei non deve sentirsi obbligato a produrre una qualche giustificazione per quello che lei stesso ha definito, in un altro luogo, &quot;cazzi mia&quot;. Ognuno fa le proprie scelte, pagandone il prezzo: c&#039;è chi mette su internet foto di gattini e chi stupra la propria figlia per anni, tenendola chiusa in cantina e mettendola incinta tre o quattro volte. Il mondo è bello perché è vario. E chi sono io per giudicare, per dire cosa è giusto e cosa è sbagliato? Può qualcuno arrogarsi il diritto di farlo? No, maremma cane, non può.
So che le hanno dato del revisionista, del rinnegato; so che qualcuno, uno di quelli che appare quasi quotidianamente in televisione, sempre agghingato all&#039;ultima moda anarchica, le ha addirittura dato del &quot;paraculo&quot;. Non mi stupisco: è il fare tipico di certi massimalisti, di persone oramai totalmente slegate da qualsivoglia addentellato culturale con la cosa del coso, lì, ci siamo capiti. Io la esorto, caro Freschetti, a non curarsi delle parole vomitate da certi scribacchini prezzolati. Continui così, col suo coraggio riformista, col suo riscoprire i i veri valori della vita: la campagna, il cielo terso, la Gazzetta della sport. Non si curi di chi le dà del venduto, del voltagabbana, dello stronzo rotto in culo pezzo di merda infame, o se ne curi fino ad un certo punto. E le rispondo: no, lei non chiede molto, specie per la faccenda delle seggiole ruvide. Che ci vuole a fare le seggiole ruvide? Anche il falegname più cane, voglio dire. Basta impagliarle con la saggina, per dirne una. Ma insomma,  continui a godersi la sua riscoperta, si bei della presenza dei suoi amici: Bondi, Cicchitto, Adornato. Ha detto Pansa che se trova un secondo viene anche lui. E mi saluti gli abitanti di Montecane, ché io ricordo ancora con piacere l&#039;ultima volta che sono stato lì, che forai la posteriore sinistra.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Freschetti,</p>
<p>vorrà scusarmi se le rispondo io, ma in questi giorni il direttore è impegnato con una questione di massima importanza (è indeciso se mettere o meno gli adsense porno) (ma io penso che li mettiamo) e ha detto che non aveva voglia di rotture di coglioni. Ho letto con molta attenzione la sua missiva, traendone non pochi spunti di riflessione. Devo dirle che non su tutto sono d&#8217;accordo: a me, ad esempio, i cavalli stanno antipatici (mentre trovo che l&#8217;antica pratica della mungitura del ratto, conosciuta anche sulle nostre colline e adesso colpevolmente dimenticata con la risibile motivazione che &#8220;fa schifo al cazzo&#8221;, sia effettivamente da riportare in auge, specie in questi tempi di crisi). Trovo i cavalli inutilmente grossi, li considero i tronisti dei quadrupedi, gente che ha puntato tutto sul fisico, tralasciando l&#8217;aspetto spirituale. Ebbene, io dico ai cavalli: ricordatevi che quelli grossi fanno la botta più grossa! Figli di puttana. Ciò non toglie, tuttavia, che sottoforma di bistecca abbiano anch&#8217;essi il loro bel perché.<br />
Ma non è per parlare di equini che ho preso carta e penna per risponderle: in verità l&#8217;ho fatto per discutere della sua scelta. Lei non deve sentirsi obbligato a produrre una qualche giustificazione per quello che lei stesso ha definito, in un altro luogo, &#8220;cazzi mia&#8221;. Ognuno fa le proprie scelte, pagandone il prezzo: c&#8217;è chi mette su internet foto di gattini e chi stupra la propria figlia per anni, tenendola chiusa in cantina e mettendola incinta tre o quattro volte. Il mondo è bello perché è vario. E chi sono io per giudicare, per dire cosa è giusto e cosa è sbagliato? Può qualcuno arrogarsi il diritto di farlo? No, maremma cane, non può.<br />
So che le hanno dato del revisionista, del rinnegato; so che qualcuno, uno di quelli che appare quasi quotidianamente in televisione, sempre agghingato all&#8217;ultima moda anarchica, le ha addirittura dato del &#8220;paraculo&#8221;. Non mi stupisco: è il fare tipico di certi massimalisti, di persone oramai totalmente slegate da qualsivoglia addentellato culturale con la cosa del coso, lì, ci siamo capiti. Io la esorto, caro Freschetti, a non curarsi delle parole vomitate da certi scribacchini prezzolati. Continui così, col suo coraggio riformista, col suo riscoprire i i veri valori della vita: la campagna, il cielo terso, la Gazzetta della sport. Non si curi di chi le dà del venduto, del voltagabbana, dello stronzo rotto in culo pezzo di merda infame, o se ne curi fino ad un certo punto. E le rispondo: no, lei non chiede molto, specie per la faccenda delle seggiole ruvide. Che ci vuole a fare le seggiole ruvide? Anche il falegname più cane, voglio dire. Basta impagliarle con la saggina, per dirne una. Ma insomma,  continui a godersi la sua riscoperta, si bei della presenza dei suoi amici: Bondi, Cicchitto, Adornato. Ha detto Pansa che se trova un secondo viene anche lui. E mi saluti gli abitanti di Montecane, ché io ricordo ancora con piacere l&#8217;ultima volta che sono stato lì, che forai la posteriore sinistra.</p>
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