- Cabaret Bisanzio, laboratorio di finzioni - http://www.cabaretbisanzio.com -

il giorno in cui muorì abberluscone

Posted By Filippo Staderini On luglio 6, 2009 @ 9:41 am In Finzioni | 3 Comments

avvertenza legale:
ogni riferimento a fatti e persone realmente accaduti è puramente casuale. nulla di questo è successo. almeno, non in questo universo. poi bon, se siete fan degli universi paralleli probabilmente è accaduto. ma vi voglio avvisare che le querele tra universi paralleli costano un casino a livello di marche da bollo. e comunque sono povero. nonché un semplice utilizzatore finale di questo blog. aggiungo che non auguro nulla di male a eventuali primi ministri italiani di sorta, che non mi si venga a dire che istigo odio e violenze di qualche tipo. no. è semplice fiction. e per dimostrare che è tutto un ischerzo non metto neanche le maiuscole. mi ha detto il mio avvocato di farlo (il mio avvocato si inietta direttamente in vena la batida de coco, per cui non so se fidarmi. ma non si sa mai).

caorle
ore 22:20
la sera del giorno in cui muorì abberluscone.

non pensavo avrei vissuto abbastanza per vedere questo giorno.
elettrico e impaziente gioco col telecomando mentre scorro i vari canali della libertà sul sony da qualche pollice del salotto del mio appartamento qui a caorle 22 (la new town della new town; è un po’ un casino con la posta, ma nell’hinterland di milano sono arrivati ai fattoriali, quindi c’è di peggio) per aver notizie, sviluppi, rivelazioni, patetismo a quintali. era dai tempi della morte di michael jackson, con l’autopsia che aveva rivelato tra la sorpresa generale che sotto il trucco, la parrucca e la finta epidermide in plastica si celava raimondo vianello (vivo), che l’attenzione di tutti i media non si concentrava così tanto su di un defunto.

il tg del primo canale della libertà informa che è stato aperto il testamento e lo legge in diretta. alla quarta riga abberluscone chiede di essere sepolto con tutta rete 4. alla sedicesima riga nega di aver mai chiesto di esser sepolto con tutta rete 4. alla trentaduesima chiede che le proprie ceneri siano sparse su tredicenni con un precoce sviluppo mammario, come da norma di legge. alla quarantesima nega di aver mai scritto un testamento, e che cosa avete da guardare? perchè leggete? a leggere si fa fatica. giratevi. dai, su. giratevi. bravi. ora quelle due si pieghino in avanti che mi è caduta una moneta da venti euri.

cambio canale, ma la solfa è bene o male la stessa ovunque. a parte su telepace della libertà, in cui si sta seguendo l’elezione del nuovo papa. il televoto è ormai giunto alla fase finale, e i fedeli di tutto il mondo sono chiamati a decidere tra gli ultimi due candidati. ahmed cattolicissimo ashtram, il senegalese dal cuore d’oro che da piccolo è stato abbandonato dai propri genitori dentro alla coop, con il serio rischio di essere mangiato dai dipendenti della stessa, e farfallina gaiezza, la ballerina ventunenne che vuole portare la pace nel mondo tramite la propria simpatia, energia, l’aiuto delle sue migliori amiche un po’ pazze e un po’ streghe e il darla via come se non vi fosse un venerdì prossimo. ah sì, e i valori della famiglia.

ma pensa te. chi se lo sarebbe aspettato che sarebbe morto in questa maniera, così di colpo, mentre stava

BIP BIP – BIP BIP

finalmente i miei amici, dopo una giornata a far finta di niente, hanno risposto al mio messaggio ‘cosa facciamo questa sera?’. nessun riferimento all’epocale evento, soltanto un semplice ’solito posto, alle dieci’. preparandomi per la serata sogghigno leggermente. non ho nulla di rosso da indossare, e portarmi una falce e un martello da enos mi sembra scomodo. anche perchè non ho neanche idea di dove comprarli, una falce e un martello. per tatuarsi un marx sul petto da mostrare al momento giusto è troppo tardi. ecco, mi tocca rinunciare alle facili provocazioni. la mancanza di programmaticità della sinistra italiana.

li ho lasciati aspettare un po’, certo che avranno sparlato di quanto è una brutta persona il loro amico di sinistra che gioisce per il ritorno al padre di un essere umano. e che essere umano (oddio, dipende dai parametri). entro fischiettando da enos in mezzo al solito gruppetto di persone, meno querule e più mormoranti e abbattute del solito. strano, penso, di solito qui la politica non attecchisce così tanto. c’è anche da dire che il campionato è ormai deciso e l’ancona ha ipotecato la finale di champions battendo due a zero all’old trafford il manchester united. non è che ci sia molto altro di cui discutere. ora che ci penso, non ho idea di che diavolo si sia parlato negli ultimi dieci anni qui dentro a campionato finito. inoltre, anche volendo è impossibile non parlare di una morte del genere. voglio dire, quando mai è successo che un uomo così importante morisse mentre

‘ehi!’
saluto con un cenno della mano e gli altri. X dà di gomito a Y. come a dire ‘te l’avevo detto’. cazzo, e io che pensavo di riuscire a simulare serietà. immagino di avere in faccia una paresi, più che un sorriso. anche volendo non ci potrei fare un granché. andando verso il tavolo ordino due bottiglie di spumante. quello più economico. chè non si merita di più.

no, non è vero. è che sono povero. sigh.

arrivo al tavolo raggiante, e non faccio nemmeno in tempo a sedermi che vengo sommerso da una marea di ‘non cominciare’, ’sei una persona di merda’, ‘tutti uguali, fate tanto i superiori e poi godete di queste cose’. lascio decantare il tutto fregandomi le mani come se fossi josef fritzl di fronte al geometra che gli progetta la cantina (no, un attimo, ho sbagliato esempio; dimenticate l’ultima frase).
Z. a pezzi. ex giovinissimo virgulto facista, si è ritrovato quasi senza accorgersi sempre più abberlusconeano da quel giorno in cui, quasi per ischerzo, all’assemblea dei giovini di forza italia a cui stava partecipando in cerca di giovini donne si era offerto volontario per fare una domanda al ministro delle pari opportunità (e no, per la cronaca la domanda non era ’sputa o ingoia?’, per quanto all’epoca fosse l’unica domanda che pareva essere un minimo interessante farle). Y. piange perchè non crede che il milan vincerà ancora coppe campioni ora che il presidentissimo è morto, sostituito dall’accoppiata galliani jr-enrico papi alla presidenza. X, leghista duro e puro che si batte da anni contro le ghiandole sudoripare degli extracomunitari, non alza nemmeno la testa. è un periodo orribile per lui. prima bossi che muore, e ora questo.

ripensa al senatùr, passato a miglior vita, colpito da un nuovo e letale ictus mentre stava scopando una nigeriana raccattata nei viali della libertà di varese. il rigor mortis e il vigore dell’eburnea professionista avevano provocato l’effetto incastro tra i genitali dei due fugaci amanti. le foto al di fuori del pronto soccorso con la testa di bossi che spuntava, sbavante, dalla bandiera della lega nord posata a mò di lenzuolo ad avvolgere lui e la nigeriana avevano fatto il giro del mondo. calderoli aveva provato a sostenere la tesi della forte abbronzatura, ma non era riuscito a convincere il suo elettorato più fedele. e neanche il resto degli italiani che invece avevano proseguito gli studi dopo la quinta elementare.
H. non ha mai votato berlusconi, ma mi guarda con forte biasimo e disapprovazione. lui sa bene che così facendo faccio piangere giesù e andrò all’inferno. eh bon, tanto soffro di vertigini, tra le nuvolette non sarebbe un gran stare.
W. è il più quieto del tavolo. mi capisce ma tace, godendo in silenzio. già più di qualcuno mi sta guardando con odio, figuriamoci se ci si mette anche lui. ci son due in doppiopetto e spillina ufficiale del popolo della libertà (una bandiera italiana sventolata da una liceale con una gonna a scacchi da high school privata, la camicetta aperta e uno strap on che penzola tra le ginocchia) che potrebbero crear casini, e lui non ha voglia di far pugna.

dò una fugace occhiata alla gazza. in prima pagina enrico papi annuncia il primo grande colpo del nuovo milan, come segno di continuità con la vecchia politica del club: l’ingaggio di cannavaro. e si parla di un ritorno di tassotti in difesa. chissà se domani anche le prime pagine dei giornali sportivi parleranno di abberluscone, morto proprio quando stava

‘ecco lo spumante’ annuncia indifferente la cameriera, e ce lo abbandona davanti.

riempio personalmente i bicchieri a tutti i miei amici. come previsto non accetta quasi nessuno, per un motivo o per l’altro. al contrario di me a W. lo spumante fa schifo (ecco, le divisioni interne della sinistra), ma gli pagherò la birra. H. non crede si debba brindare su queste cose. l’unico a bere è Z., perchè insomma, è sempre roba gratis.

assaporo il profumo di brutta persona e godimento supremo proveniente dalle bollicine, e sto per bere trionfante, consumando la mia piccola gioia di persona dotata di medio intelletto in mezzo a una nazione di pecore, quando tutto precipita e si rovina.

irrimediabilmente.

abbasso il bicchiere disgustato, trattenendo a fatica il fastidio che prende possesso del mio corpo nel vedere, sullo schermo della tv a volume zero del bar, sintonizzata su uno dei sette canali della libertà (per l’occasione a libertà unificata) l’apparizione -evidentemente per esprimere cordoglio e solidarietà agli avversari politici, privati del loro leader- del nuovo segretario del Partito Unito Massimal-Riformista Pacioccoso Della Sinistra:

6a00e3981d8c1588330105365e23a4970c-800wi

c’è mai stato un cazzo da fare per questo paese.

ah, ma se alle prossime elezioni vince silvio anche da morto emigro sul serio eh.


Article printed from Cabaret Bisanzio, laboratorio di finzioni: http://www.cabaretbisanzio.com

URL to article: http://www.cabaretbisanzio.com/2009/07/06/il-giorno-in-cui-muori-abberluscone/