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vasco rossi dichiara guerra alla mia adolescenza
sedetevi.
fatto?
ok.
vasco rossi sta preparando una cover di creep.
quella creep.
eh.
ora. parlo da uomo ferito, senza alcun dubbio, ma la mia reazione alla notizia, letta dalla pagina culturale di un noto quotidiano, è più o meno riassumibile in questo modo:
io son sempre stato uno di quelli a cui la musica piace. a cui la musica piace probabilmente troppo. ricordo in corriera alle superiori discorsoni sull’argomento tra me e una mia amica -che all’epoca non mi tirava ancora quintali di pacchi- con tanto di normali sedicenni attorno a noi che ci avvertivano che, insomma, forse davamo un’importanza eccessiva a quattro minuti di bla bla e plin plon, ecco.
e fate conto che in dieci anni non è che per me sia cambiato molto (per la mia amica sì, lei ora è una persona felice). e in quello che è il turpe e vorticoso mondo della music cassette, se escludiamo gente che ho fatto in tempo ad ascoltare quando si eran già sciolti da decenni e a uno avevan già sparato*, i miei punti fissi a livello di aspettare il disco nuovo, stare a spulciare i dischi vecchi, comuovermi tantisimo con quei testi là che voglio dire, pensare che insomma, ecco, quello che fanno ha contribuito a formare la mia visione del mondo, ha fatto da cornice a buona parte dei miei ricordi migliori ed è un buon filtro per analizzare quello che mi succede (poco) e darmi il là per massacrarmi di seghe mentali e malinconia sono ryan adams e, da ben prima, i radiohead.
non starò a spiegare i perchè o i percome o i perquando dei radiohead. se avete bisogno di chiederli, non potete capirli**. diciamo solo che adoro perfino pablo honey. so farvi la parte di basso di i can’t a memoria. e bon, all’epoca the bends ha seriamente cambiato il mio rapporto con un sacco di cose che si trovano su questo geoide pazzo pazzo che gira attorno al sole.
per cui, vasco che rifà creep, questo vasco che rifà creep non è una cosa che mi rende particolarmente felice. perchè fosse semplicemente una cover, chissene. ma una cover di vasco rossi provoca una reazione a catena di eventi che non so quanto il sedicenne che vive dentro di me (un tizio che ho ingoiato ieri sera) possa sopportare.
prima di tutto, la canzone in sè. con un testo tutto nuovo. il titolo è ad ogni costo. e lo senti già che male che suona, ad ogni costo, cantato sopra i don’t belong here. perchè è là che finiranno quelle parole, se la metrica non è un’opinione. e già mettersi a dire ad ogni costo sopra una frase di arrendevolezza disadattata è un po’ una roba che a uno vien da bestemmiare. l’idea che ci faccia un video. cristo.
poi, i fan medi di vasco, quelli che ai concerti massacrano chiunque non sia vas co vas co perchè loro vogliono solo vas co vas co e adorano tutto quello che fa questo simulacro sessantenne e obeso del buon cantautore di trent’anni fa. quelli che manco sapranno cos’è creep, di chi è creep, cosa dice creep ma canteranno ad ogni costoooooo iuuuuu vas co vas co lasciandola a palla nelle loro autoradio. che a dire perle ai porci uno pare snob. e invece è solo buon senso.
avete idea di cos’è il fan tipo di vasco? la fascetta attorno al poggiatesta del sedile della golf, la cultura musicale nulla, le idee del tipo tutti i sogni sn possibili basta crederci e le regole sn fatte per essere infrante kredici grazie mitico vasco? ecco.
date in pasto a questa gente quello che, se esistesse una nazione dell’adolescente da cameretta, ne sarebbe l’inno. comprenderete anche voi, immagino. ad ogni costo, cristo santo. che manco so il testo ma immaginarlo è abbastanza facile, dato che a giro vasco son vent’anni che scrive sempre le stesse tre canzoni con parole neanche tanto diverse. creep è i want you to notice when i’m not around, che ti rendi conto che hai puntato un attimo troppo in alto, o che lei non è il tipo di persona che è attirata da te, o che semplicemente sorridete a rime diverse, epperò v’è il cuore giovine e sanguinante che non ti lascia tregua. è il vivere in una cittadina del cazzo, sentirsi diversi (tutti si sentono diversi, è vero, ma tu di più, non vi son cazzi) e sapere che non si appartiene a quel posto, a quello schema sociale. che da un lato ok, orgoglioso della mia diversità. dall’altro significa che insomma, non sarai mai circondato da frotte di partner.
ecco. date tutto questo in mano a chi mette una strofa di mi piaci tu come status di facebook. capite il mio dramma?
santo iddio, mi piaci tu. avete mai sentito il testo? non mi ricordo di te. ma sì che mi ricordo di te, dai. sigh. mi piaci tu mi piaci tu mi piaci tuuuuu. HAI SESSANT’ANNI E NON SEI LOU REED CAZZO. un sessantenne che dice mi piaci a una ragazza e le fa il serenatone su quant’è bello scoparla, ma anche cogliere tutte le sue sfumature, però prima le fa lo scherzone che non si ricorda il nome ha seri problemi per quanto mi riguarda. e centomila persone allo stadio che la cantano e si abbracciano.
e noi abbiamo finito il napalm, che in certi casi ha un buon odore anche di sera eh.
e poi i fan di un certo tipo dei radiohead. quelli che non sopporto manco io. quelli che non si sopportano manco tra loro, probabilmente. quelli che sì radiohead, ma solo dopo kid a. quelli che innovazione, sperimentazione, intellettualismo. quelli che fa figo perchè è non è di facile ascolto. quelli che li vedi e son tutti uguali e ti vien da pestarli. già mi immagino i loro strali furenti e quasi preferisco i fan di vasco, che almeno sono genuini nelle limitazioni che si pongono.
e così.
niente.
rovinato la giornata.
che bon, aveva ragione la marchesan in corriera, alla musica dò troppa importanza anche ora che di anni non ne ho più sedici da troppo tempo, però ecco, non farei a cambio con nient’altro, anche se gli dei del karma quando ti fanno sti tiri mettono a dura prova la mia fede in loro.
*per dire, quando è morto george harrison ho ricevuto più sms di condoglianze di quando è morta mia nonna. il che da un lato mi ha fatto piacere, dall’altro mi ha fatto riflettere su quanto sfrangimaroni io potessi essere a livello musicale per chi mi stava attorno.
**no, non è vero, dato che dipende tutto da indole ed esperienze personali, quindi in effetti sì, andrebbero spiegati. però mi piace un sacco quella frase e desidero abusarne il più possibile.
24.09.2009 8 Commenti Feed Stampa
8 Commenti
Commentatutta la mia solidarietà. io non ascolterò quella canzone, e chediomifulmini se lo farò. a tutto c’è un limite.
Appena sentita su Radiodue. Così, senza avvertire, alle 7 del mattino. E’ una cosa terribile. Il testo: na na na na na, na na na na.
VA SCO VA SCO
A m “Krp” d Vsc pc mltssm czz! E’ qs mgl d “Bllcn” ank s “Alb Kiar” rst smpr la mgl! ciao raga! Vasco Blasco!
A m “Krp” d Vsc pc mltssm czz! E’ qs mgl d “Bllcn” ank s “Alb Kiar” rst smpr la mgl! ciao raga! Vasco Blasco!
ti scavo una notizia in conclusione/ scavo è l’anagramma del mio nome
Sono quasi sicura di conoscerti. Un saluto da parte di una fan dei Radiohead “che prima di kid A era tutta un’altra cosa”.
davvero? ho provato a guardare un attimo il tuo blog ma non mi viene in mente dove possiamo esserci conosciuti. dammi un paio di indizi…