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Nessuno di voi conosce le scimmie

di tamas

Ora sono qui, sotto un palco imbandierato da cui sono appena sceso, e stringo mani estranee, con forza e fermezza, ch non dia l’impressione di essere viscido o di non credere in ci che faccio, e sorrido a coloro che mi si avvicinano e a loro volta mi sorridono. Gli occhi di costoro dicono che di me si fidano; e io, io con il mio sguardo severo su un volto gentile, rispondo mutamente che fanno bene a fidarsi di me.
Io sono entrato in politica perch me l’hanno chiesto le scimmie. Adesso, ma da qualche tempo questo adesso tutto il mio tempo, adesso sono ben vestito e ben pettinato, faccio discorsi ispirati, ascolto le richieste e le preoccupazioni dei miei elettori e a volte le prendo davvero a cuore; a voi far ridere che tutto questo lo si deve ad un gruppo di scimmie, ma voi non conoscete le scimmie.
Si sono presentate una sera nella mia testa, una sera che leggevo e pensavo, i gomiti appoggiati alla mia scrivania, e guardavo fuori della finestra un lampione tondo tondo e una luna di cui restava invece solo una falce (la luna, bianchiccia e lontana; il lampione, invece, d’un giallo vivo e forte, e sembrava lui la vera luna); sono entrate nella mia testa, le scimmie marroni con le zampe bianche e unghiute, e hanno urlato e urlato finch non ho cominciato a gridare anch’io, per coprire il frastuono e la paura, infine tutto quell’urlare mi ha esaurito e mi sono accasciato sulla scrivania. Mentre giacevo, le scimmie hanno siglato con me stesso un contratto vincolante, che a tutt’oggi rispetto; esso prevede che io entri nella vita pubblica e mi faccia rappresentante di quello che la comunit intorno a me, i cittadini, quelli che distrattamente chiamiamo “la gente”, sentono e sperano. Prima l’ho messa gi facile: non c’ solo un comizio o una cena elettorale, per, non c’ solo il dover sorridere o mostrare una facciata, non cos semplice. Ci sono anche le telefonate di persone disperate, o furbe, o disoneste, o un equo convivere di queste tre caratteristiche; ci sono gli incontri con i frustrati, gli esasperati, gli stanchi tra gli stanchi e gli impauriti tra gli impauriti, e tu che sei soltanto un uomo devi ascoltarli, rassicurarli, ma soprattutto devi convincere te stesso di poterli aiutare: perch se ti credi inutile, o se ritieni di essere troppo piccolo per spostare alcunch, non c’ nulla che giustifichi la tua permanenza in politica. Serve invece forza, coraggio, faccia tosta e perfino un pizzico di utopia, quella che ti porta dopo un po’ a persuadere te stesso che corrisponde alla tua volont e la tua missione, quell’idea fissa di servire la comunit, e non invece l’obiettivo imposto col ricatto da scimmie marroni armate di coltello.
Le scimmie che si affacciano alla mia testa urlano e mulinano i coltelli quando mi vedono sconfortato, deluso, quando mi permetto di rispondere con sarcasmo o con sufficienza alle pi stupide richieste o agli insulti di chi mi vede per strada; per sfuggire a quelle scimmie, ho fatto della pazienza e dell’umilt le costanti del mio comportamento, e mi picco di non lasciare mai nessuno senza una parola, una promessa, una carezza metaforica. Lo vedo da come mi guardano, anche stasera, vedo che si fidano, che credono in me, che percepiscono in me l’assenza di immaginabili, conosciute bassezze nelle ragioni del mio impegno. E hanno ragione: non c’ corruzione che mi tenti, non c’ brama di potere che mi spingerebbe a deviare dal mio unico fine, che quello di essere utile a chi mi vota e anche a chi mi disprezza (non per orgoglio; perch devo). Le uniche parole d’ordine che rispetto risuonano sempre nella mia mente, come urli d’animale nella notte pi buia, e con un brivido mi riportano al mio dovere, al mio sorriso, alla mia migliore cordialit verso queste persone che non conosco, cui devo voler bene. Sono diventato tutto questo, lo ammetto, solo e soltanto per paura e per ordine delle scimmie; solo per loro e per le loro zampe unghiute mi sono fatto un onestissimo servitore della collettivit, solo per loro credo in ci che, se continuerete a darmi forza, sapr fare per voi. Le urla delle scimmie mi hanno reso migliore.
Votatemi.


15.02.2010 Commenta Feed Stampa