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La verità e altre bugie di Sascha Arango

di Enzo Baranelli

Arango-copPresentato come un capolavoro, una campagna stampa come non si vedeva dai tempi del pessimo libro di Dicker, “La verità sul caso Harry Quebert” (osannato dal critico Antonio D’Orrico, come è accaduto anche per questo volume, epica la sua frase su Dicker: “chi ha detto che un buon libro deve essere scritto bene?”), il volume di Sascha Arango ridefinisce il concetto di orrore letterario: la decadenza dell’Occidente -dell’Europa, principalmente- si potrà misurare in quante copie venderà questo volume. Gli Stati Uniti possono contare su autori (Lethem, Powers, DeLillo e altri ancora come Ferris) e materiale cinematografico e televisivo di una potenza senza eguali. Arango è uno sceneggiatore della televisione tedesca, famosa per il livello infimo di soggetti, fotografia e regia, tanto che anche il porno tedesco è considerato  trash da Houellebecq e altri, fate i vostri conti. Spacciato come fenomeno letterario, “La verità e altre bugie” si segnala subito per l’impossibilità di esistere e l’irrealtà di uno dei principali protagonisti: la moglie che di notte scrive thriller da milioni di copie, ma lascia tutto il credito al protagonista maschile, divenuto suo marito, e vive una vita spensierata. Lo spessore psicologico dimostrato da Arango nel caratterizzare Martha è qualcosa di mai visto nella storia letteraria dall’origine della scrittura (“le zampe di Cadmo” come la definisce splendidamente Calasso): una fotografia sbiadita, fuori fuoco e inquadrata male, in regola con gli standard della televisione tedesca. La collocazione dei luoghi è del tipo “Siamo in Baviera, ma abbiamo il mare” oppure, più probabilmente, è una bella villa sul Mare del Nord e a Wandenzee c’è anche un aeroporto; il protagonista si chiama Henry Hayden (quanto sarà velato questo cognome che ricorda, in tedesco, la pronuncia del verbo inglese hide che significa nascondere? Certo bisogna essere Arango per arrivare a tali finezze). Riguardo alla pronuncia nel libro un personaggio chiede:

-Come il compositore Haydn?- -Sì, ma con la e, Hayden“. Henry è cresciuto in un orfanatrofio, non ha superato la prima media, e vive di espedienti, più che altro rubando, finché non incontra Martha e con lei il suo dono per la scrittura, un dono segreto perché altrimenti il romanzo si sarebbe fermato a pagina quattro. Martha scrive best seller e il marito li pubblica con il proprio nome. Un’infedeltà, un delitto, poi un altro. Molti fili narrativi sono lasciati a penzolare senza spiegazione (Gisberth Fasch?), non riescono ad allacciarsi a nulla, perché è il nulla il centro del romanzo, inteso come mancanza di idee, stile e sostanza vitale. La scrittura è piana, piatta: una scrittura di mortifera quiete. “La verità e altre bugie” è un inno alla noia e compiace il lettore incapace di spiccare anche un volo di pochi centimetri, ancorandolo a una finzione pesante e arrugginita.

Se volete leggere un bel noir, dovete provare con “Il bacio della bielorussa” di Antonio Pagliaro, il linguaggio asciutto, i dialoghi costruiti studiando Higgins, rendono il testo immediatamente presente nella vita del lettore. Inoltre compare l’ombra di uno dei fondatori del New Journalism per quello che riguarda la dolcezza degli ingranaggi della trama, perché se questi scorrono alla perfezione, ciò non è dovuto all’aggiunta posticcia di abbondante olio, come in Arango, che presto diverrà morchia, ma a una dote naturale coltivata con pazienza. Contrariamente alla maggior parte degli scrittori, l’autore de “Il bacio della bilorussa” è prima di tutto un lettore attento e la passione principale, come lettore, è rivolta a Truman Capote, ai primi testi di von Schirach, a Il potere del cane (e non ad altri testi) di Don Winslow e a Lernet-Holenia. Il risultato è un romanzo in due parti che usa un cambio di registro stilistico formidabile, mentre un finale perfetto suggella il capolavoro.

Sascha Arango, “La verità e altre bugie“, pp. 248, 17 € (rilegato come un tascabile, ma più brutto), Marsilio, 2015.

Giudizio: 1/5.

 

 


19.02.2015 1 Commento Feed Stampa