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L’età della febbre di AA. VV. a cura di Christian Raimo e Alessandro Gazoia

di Danilo Cucuzzo

l'eta della febbre picDove sta andando la narrativa italiana? È una domanda poco originale, ma lecita. Ebbene, L’età della febbre, antologia di autori under 40 curata da Christian Raimo e Alessandro Gazoia, e pubblicata da minimum fax (che torna sul luogo del delitto dopo aver proposto, undici anni or sono, La qualità dell’aria), rappresenta un ottimo strumento per tentare di dare una risposta, se non definitiva quantomeno convincente, a tale quesito.

Gli undici autori, ai quali era stato chiesto di cogliere il nostro tempo e risposto «Vogliamo un racconto bellissimo» quando avevano domandato ai curatori: «Che tipo di racconto volete?», senza mettersi d’accordo fra loro hanno prodotto delle storie prive di piagnistei e malinconia – che a dare retta ai TG ci saremmo dovuti aspettare – ma nelle quali la dimensione sociale è circoscritta all’ambito famigliare dei personaggi. Nell’epoca dei social network e delle tecnologie capaci di metterci in contatto con tutto il mondo sfiorando appena uno schermo, l’impressione è che – anche a causa di quella frattura formatasi e, apparentemente, insanabile tra le istituzioni e le persone – la lotta politica non sia altro che una ricerca individuale, e più o meno disperata, di Un posto nel mondo, non a caso titolo di uno dei migliori racconti della raccolta. Se tutto ciò sia un bene o un male o, semplicemente, inevitabile, è difficile da stabilire, come pure appare quantomeno complicato decidere, se sia per forza un dato negativo, il fatto che nessuna delle narrazioni presenti in L’età della febbre si sia distinta per lo stile innovativo e/o sperimentale. L’impressione è che gli autori non abbiano voluto uccidere i padri; se per scelta strategica, impotenza o disinteresse (o per una tacita accettazione dello stato di fatto nel quale essere giovani, oggi in Italia, vuol dire anche, se non soprattutto, vivere all’ombra di quei padri divenuti nonni, ma ancora inamovibili nella loro decisione di non lasciare strada a chi li insegue, per altro in modo sempre meno incalzante) non è dato sapere.

Mettendo da parte i tentativi, tanto velleitari, quanto probabilmente inutili, di esegesi, non posso fare a mano di proclamare con voce forte e chiara che la qualità dei racconti che compongono L’età della febbre è, mediamente, molto alta. I gusti personali per questa o quella voce, l’empatia per questo o quel personaggio, l’interesse per questo o quel tema trattato, porteranno, com’è naturale che sia, ogni lettore a eleggere i propri racconti preferiti. La mia top five è costituita da Quel sollievo di Vincenzo Latronico (il cui finale è un pugno nello stomaco), Television Version di Antonella Lattanzi (fresco e originale), il già citato Un posto nel mondo di Rossella Milone (maturo e affilato), Le cose che lui ha fatto per arrivare a te di Violetta Bellocchio (brillante nella scrittura e inquietante della trama) e Alta marea di Emmanuela Carbé (nonostante la fin troppo eccessiva DFWallacetudine).

AA. VV. , “L’età della febbre”, a cura di Christian Raimo e Alessandro Gazoia, pp. 329, 16 € , minimum fax, 2015

Giudizio: 4/5


10.06.2015 Commenta Feed Stampa