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Vacche amiche (un’autobiografia non autorizzata) di Aldo Busi

di Silvana Arrighi

Busi_Vacche“Qui in vestaglia, con tutte queste feste di fine anno in arrivo, senza una cena in cui dividere anche in tre o in sei o in nove un capitone marinato, un veglione, senza un fuoco d’artificio da guardare insieme, senza un buffetto di vita, un brindisi, senza una sola persona non morta che vorrei rivedere? Senza un amico?”

Eccolo dunque, Busi, a fine anno e in vestaglia, mentre prende ad ondeggiare fra le sue tematiche di sempre con la usuale, ripetitiva sbrodolata di parole, conscio (supponente?) ancora una volta di saperle gestire molto bene. Mi pare un Busi stanco, che candidamente ci informa – ma solo a tre quarti del libro – che per la prima volta, dopo 30 anni di attività, durante il 2014 non ha fatturato un solo euro. Lo fa con la consueta nonchalance, mentre ci comunica che nell’ipotetica vacanza a Davos dove gli piacerebbe trascorrere le incipienti feste di fine anno non potrebbe permettersi di scendere al Waldhotel Davos dalle cui finestre Mann, in visita alla moglie in cura, cominciò a scrivere La montagna magica.

Ecco quindi che, probabilmente preoccupato per le sue finanze deficitarie, immagino in poche ore e utilizzando un cliché ben rodato e al lettore già noto, butta giù, con flusso inarrestabile di parole e lunghi, tediosi elenchi che hanno la presunzione di enunciare imprescindibili verità, pensieri ed elucubrazioni –  chiamiamole riflessioni – attorno agli argomenti a lui cari, letteratura, politica, religione, amicizia, amore, sessualità (non necessariamente in ordine di importanza né di frequenza all’interno delle pagine che leggiamo). Con chi potrebbe, eventualmente, trascorrere qualche giorno di vacanza invernale? Dopo aver informato il lettore che, ben lungi dal possedere amici, ognuno può disporre durante la sua vita, caso mai, di conoscenti, trova modo per raccontargli che lui, però, ha avuto delle notevoli e fondamentali amiche – le “troie” nella lettura di sua madre. Ne sceglie tre, e le racconta, sicuramente più a se stesso che al malcapitato lettore, nel cuore del libro, non senza una certo afflato liberatorio. Le “vacche” del libro non sono però solo le tre “vecchie amiche traditrici” ma anche le vacche concretamente ruminanti sui pascoli verdi di Davos “con quegli occhioni da sciantose perse” mentre “muggiscono vezzose e affrante alzando il muso verso il vischio delle conifere”. Che dire del nostro stanco scrittore in vestaglia (che non si muove dalla sua poltrona e dalla sua vestaglia fino all’ultima pagina), che aggettivo trovare che non sia il solito “intelligente”, “colto”, “polemico”, “dissacrante”, “affabulatorio”, ”scurrile, “osceno”, “scandaloso”? Ma chi si scandalizza più? Questa volta l’operazione è un po’ troppo furbetta: questa “autobiografia non autorizzata” (non è di fatto un’autobiografia e neppure un romanzo, come sta viceversa scritto sulla copertina del libro) non convince.

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Tolti alcuni paragrafi interessanti (ad esempio i ricordi dell’infanzia e il racconto della vita in campagna verso la metà del secolo scorso), ha la presunzione e l’arroganza di chi è convinto di poter scrivere, forse senza neppure rileggere (lui con le parole ci sa fare…), qualunque cosa gli passi per la mente, tanto il suo pubblico comprerà e leggerà ogni ripetitiva verbosità… Dopo aver letto il raffinato, elegante e già di suo molto autobiografico El especialista de Barcelona, il cui stile e le cui tematiche ho trovato davvero geniali, non sentivo la necessità di riprendere da capo un delirio contro tutto e tutti dettato da un ego smisurato e particolarmente autocelebrativo, che la prima volta mi aveva affascinato e la seconda mi ha abbastanza irritato. “Un  percorso circolare nel quale nulla accade perché tutto è già accaduto”, informa l’Editore Marsilio nella quarta di copertina. È una buona sintesi dell’inutilità di questo libro: arrivare in fondo è stato parecchio faticoso.

Aldo Busi, Vacche amiche (un’autobiografia non autorizzata), pp. 180, 15 €, Marsilio, 2015.

Giudizio: 3/5.

 


12.09.2015 3 Commenti Feed Stampa