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I nazisti della porta accanto di Eric Lichtblau

di Enzo Baranelli

lichtblau-coverOltre due anni e mezzo di ricerche volte a seguire le tracce dei nazisti negli Stati Uniti sono condensati nel lavoro del premio Pulitzer, Eric Lichtblau, “I nazisti della porta accanto“, pubblicato in Italia da Bollati Boringhieri. Il volume unisce il giornalismo investigativo (con la sua scrupolosa analisi delle fonti) al ritmo da romanzo di spionaggio, intrecciando con grande senso del ritmo trame completamente reali, e, per tale motivo, capaci di colpire a fondo l’animo del lettore, messo di fronte a una realtà segreta. E’ sufficiente dare uno sguardo alla mappa degli Stai Uniti di pagina 283, dove sono indicati i luoghi dove risiedevano o si trovava l’ultimo indirizzo noto dei nazisti perseguiti dall’Ufficio dell’Immigrazione o dai procuratori distrettuali, insieme a una stima del loro numero, per avere un’idea dell’enorme materiale su cui ha lavorato l’autore.

Nessuno odiava sovietici più dei nazisti e i capi dell’FBI e della CIA intendevano sfruttare questa ostilità: vennero facilitate fughe con nuovi documenti, reclutati agenti e mentre i prigionieri dopo al “liberazione” degli alleati ancora languivano nei campi, militari del Reich si preparavano a una nuova vita negli Stati Uniti. Il caso con cui Lichtblau apre il suo libro è esemplare: un informatore della CIA e dell’FBI ed ex nazista, che era stato incaricato di segnalare potenziali simpatizzanti del Comunismo (riportò anche una conversazione con un dodicenne, su cui l’FBI aprì un dossier -sic-), ma il passato di Soobzokov venne a galla dopo quasi trent’anni, nel 1974.

Lichtblau fa luce anche sui prigionieri dei campi, che durante l’occupazione americana, britannica e russa, in quei campi morirono, sebbene la guerra fosse finita da tempo: “il mondo non sapeva che farsene di loro“. Molti medici e infermieri che prima curavano o testavano come cavie i prigionieri, si ritrovarono a lavorare per gli alleati: “almeno seicento tra infermieri, inservienti e medici nella sola Dachau“. E molti ufficiali nazisti si fecero passare per vittime, e, con o senza il consenso di Washington, un gran numero di criminali di guerra ottenne il visto per espatriare negli USA. Anche Il Vaticano aiuto ex nazisti e fascisti a rifarsi una vita in Sudamerica “purché fossero anticomunisti” (NYT, 26/1/1984). Sebbene Washington condannasse il Vaticano, se ne servì in più occasioni per far scomparire persona ricercate dai sovietici. Oltre diecimila nazisti approdarono in America nel dopo guerra, ma la fuga era iniziata molto prima.

Mentre molti visti furono negati a famiglie ebree, perché l’antisemitismo era un sentimento diffuso negli Stati Uniti (la stessa moglie di Truman odiava gli ebrei), moltissimi permessi d’ingresso furono concessi ad abitanti dell’Europa dell’Est, tra i qual si nascondevano nazisti come il Macellaio dei Balcani, un ministro del governo fantoccio della Croazia responsabile della morte di seicentomila connazionali, usando documenti falsi, ottenne un visto di tre mesi e rimase quarant’anni in California, lavorando come funzionario presso l’azienda edile del fratello.

Mille piccoli Führer. Scagnozzi devoti a Hitler, liquidatori dei ghetti ebraici, capi degli squadroni della morte, o delle polizie locali che emanarono provvedimenti razzisti e condanne a morte, supervisori e guardie dei campi di sterminio: il procuratore capo della Corte di Norimberga, Robert Jackson, li definì “mille piccoli Fürher”, e lottarono e spesso sopravvissero, come ratti in fuga.

Solo dopo circa trent’anni, gli abitanti degli Stati Uniti affrontarono l’inquietante problema che migliaia di ex nazisti vivevano, o avevano vissuto, tra loro come impiegati, operai, bidelli, agenti assicurativi, venditori di automobili: erano “I nazisti della porta accanto” come li descrive, il premio Pulitzer, Eric Lichtblau nel suo omonimo libro, fatto di ottimo giornalismo investigativo con il ritmo di una spy story.

Eric Lichtblau, I nazisti della porta accanto, pp. 315, 23 €, Bollati Boringhieri.

Giudizio: 5/5

 


3.03.2016 1 Commento Feed Stampa