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La donna dai capelli rossi di Orhan Pamuk

di Danilo Cucuzzo

«In quel periodo mi era venuta in mente una cosa: “Quando qualcuno mi vede, è il momento in cui sono me stesso fino in fondo”. Era una scoperta del tutto nuova per me. In assenza di osservatori, l’altro io che c’è in noi si rivela e può fare ciò che gli pare. Quando invece abbiamo vicino un genitore, i suoi occhi addosso, l’altro io si occulta nel nostro intimo.»

Cem ha diciassette anni quando il padre farmacista/attivista politico viene arrestato ancora una volta. Per pagarsi la scuola preparatoria all’università, il ragazzo segue il cavapozzi Mahmut Uster a Öngören, dove quest’ultimo ha ricevuto una commessa. Fra il ragazzo e il mastro si instaurerà sin da subito un rapporto ben più profondo di quello tipico fra un artigiano e il suo assistente. Per Cem, Mahmut Uster – con le sue storie antiche e i suoi modi affettuosamente burberi – finirà per rappresentare quella figura paterna che al giovane, per una ragione o per l’altra, era sempre mancata. Ma a Öngören, Cem incontrerà anche il suo primo amore adulto. In paese, infatti, insieme alla compagnia teatrale della quale è prima attrice, c’è anche una donna dai capelli rossi di grande fascino, alla quale il ragazzo non saprà resistere e con la quale trascorrerà una notte d’amore che rappresenterà il primo dei due eventi ravvicinati che gli stravolgeranno l’esistenza. Il secondo gli capiterà soltanto poche ore dopo, quando una sua distrazione causerà un incidente al cantiere nel quale il ragazzo crederà di aver causato la morte di Mahmut Uster. Spaventato, Cem fuggirà. Negli anni seguenti il ragazzo divenuto uomo cercherà di dimenticare, anzi, di cancellare dalla propria mente quell’estate trascorsa a Öngören. Il passato, però, non mollerà mai la presa.

In La donna dai capelli rossi, Orhan Pamuk, indaga il rapporto padre-figlio da entrambe i punti di vista e attingendo alla mitologia tanto occidentale quanto orientale. Il protagonista del romanzo, infatti, svilupperà una vera e propria ossessione per l’Edipo Re di Sofocle e per una storia raccontata ne Il libro dei Re di Ferowsi, nella quale Rostam, durante un duello corpo a corpo, uccide Sohrab accorgendosi solo dopo di aver colpito suo figlio. Figli che uccidono i padri e padri che uccidono i figli; uomini – giovani e maturi – che amano la stessa donna. La donna dai capelli rossi è un romanzo che avvince e sorprende con i suoi colpi di scena finali, ma che non convince fino in fondo. La vita può essere crudele sia nella visione occidentale, sia in quella orientale; in entrambe le culture il rapporto padre-figlio può essere complesso al punto da sconfinare nella crudeltà; l’infelicità appartiene ad ambedue i mondi… e quindi? Rivolgersi alle vecchie storie, a quelle vicende in qualche mondo fondanti delle due culture serve a poco se non a rendersi conto che non si tratta di invenzioni avulse dalla realtà, ma, ancora una volta: e quindi? Questo romanzo lascia in bocca un sentore di incompiutezza, come se nell’impasto mancasse un ingrediente.

Orhan Pamuk, “La donna dai capelli rossi”, trad. Barbara La Rosa Salim, Einaudi, pp. 272, € 19.50, 2017

Giudizio: 3/5


6.02.2017 Commenta Feed Stampa