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Solo per Ida Brown di Ricardo Piglia

di Danilo Cucuzzo

Uscito in Italia un paio di mesi dopo la morte dell’autore, Solo per Ida Brown è l’ultimo romanzo del grande scrittore argentino Ricardo Piglia. La vicenda – con evidenti tratti autobiografici – è quella di uno scrittore argentino che non pubblica da anni, che è stato abbandonato dalla moglie e che soffre di depressione, il quale accetta l’invito della prestigiosa Taylor University (ubicata nei pressi di New York) a trascorrere un semestre da loro nelle vesti di visiting professor. L’invito, visto dal protagonista come un modo di cambiare aria, viene accettato nonostante il parere contrario del medico curante soprattutto per la presenza in quella stessa università della giovane, brillate e affascinante professoressa Ida Brown. Sarà proprio Ida Brown, una donna dalla vita insieme irreprensibile e misteriosa, il perno di tutta la storia. La professoressa, infatti, con la quale il nostro protagonista avrà sin da subito una relazione, muore improvvisamente in quello che potrebbe sembrare o si vorrebbe far credere essere un incidente automobilistico ma che tale non è. Il nostro scrittore fallito/professore depresso vuole scoprire come siano andate realmente le cose, tanto più che da qualche anno, diversi professori e ricercatori sono stati assassinati apparentemente per ragioni politiche da un misterioso gruppo terroristico; gruppo talmente misterioso da poter essere composto persino da un solo individuo.

Noir, “campus novel”, biografia mascherata da romanzo, Solo per Ida Brown è molto di più, giacché Ricardo Piglia coglie l’occasione per affrontare le questioni che assillano l’occidente e per esprimere critiche per nulla velate nei confronti del sistema capitalistico giunto ormai al collasso.
«Il sistema capitalistico ha fatto propria la missione dell’“uomo nuovo” di Ernesto Guevara e Mao Zedong. Gli studi di genetica, gli esperimenti di biologia molecolare e scienze cognitive, le possibilità di clonazione e inseminazione artificiale, hanno come obiettivo ultimo il sorpassare del nuovo limite. Gli scienziati sono “gli ingegneri dell’anima” di cui parlava Stalin, e l’uomo nuovo, il cittadino ideale, è un tossicodipendente senza convinzioni né principi che aspira solo alla sua dose di agognata mercanzia.»
Queste parole esprimono parte delle convinzioni dell’uomo che sta dietro ai misteriosi omicidi, che l’FBI riuscirà a catturare solo grazie alla delazione ben remunerata del fratello e che il nostro professore cercherà di incontrare nella convinzione che abbia avuto un ruolo nella morte di Ida Brown, ma anche nella speranza di fugare tale convincimento.

«C’è un’unica via di scampo: restare da soli, in un luogo isolato. Su un’isola deserta si rimugina, si mormora, si borbotta, si pensa. Nessuno può sapere cosa architettiamo, i pensieri non si possono vedere. In questo consiste oggi la clandestinità, bisogna ritirarsi e ricominciare dall’inizio. Viviamo in un’epoca di regresso, di fallimento; per ricominciare bisogna esser capaci di vivere da soli.»

Solo per Ida Brown, Ricardo Piglia, trad. Nicola Jacchia, Feltrinelli, pp. 240, 17 €, Letteratura Argentina, 2017
Giudizio: 4/5


27.04.2017 Commenta Feed Stampa