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Consigli pratici per uccidere mia suocera di Giulio Perrone

di Silvana Arrighi

“Oggi chi fa il lavoro di scout alla ricerca di talenti deve riuscire a barcamenarsi tra commerciale e letterario con estrema bravura e una certa dose di fortuna, perché il mercato langue, le case editrici hanno l’acqua alla gola, e azzeccare il bestseller può fare la differenza. Spesso conta più come infiocchetti un libro che proponi all’editore rispetto al suo reale contenuto e al suo effettivo valore. E spesso la decisione di contrattualizzarlo o meno dipende da questo e dalle vendite che il titolo potrebbe fare in Italia o che ha già fatto all’estero, o dal numero di amici che l’autore ha su Facebook”.

Ecco un autore reo confesso. Consigli pratici per uccidere mia suocera, ovvero: come ti costruisco astutamente il libro di successo, “tra commerciale e letterario”. Servono alcuni ingredienti, da mischiare fra loro ad arte: come ambientazione ci si mette una grande città, Roma o Milano, o piccole dosi di tutte e due (in modo che il lettore capisca subito che l’autore non è un campagnolo o un provinciale qualsiasi, e che lo svolgersi degli eventi avrà un contorno anche un po’ glamour); in quel contesto ci si inserisce un quarantenne senza né arte né parte (per finta, perché prima della fine della storia il lettore vedrà bene come il protagonista sarà in grado di darsi un bel colpo di coda e prendere in mano la situazione), gli si dà un bel nome alla moda, tipo Leo che è anche breve ed incisivo (ma potrebbe andare benissimo anche Matteo, per dirne uno a caso), e lo si colloca nel mondo dell’editoria, così è data l’occasione per quei bei commenti che fanno sentire i lettori come parte di una élite che capisce e si rammarica di dove stiamo andando a finire. Quel mondo, per intenderci, perennemente affranto poiché  – ormai lo sappiamo tutti – ci sono più aspiranti scrittori che lettori: qua ci sarà anche l’occasione, volendo, di inserirci un tocco di autocompiacimento, perché, sì, qualche accenno autobiografico rende il romanzo più credibile e, creando curiosità sull’autore e la sua concomitante professione di editore, fa simpatia e suggerisce virtuale amicizia (“Ma li ha letti gli ultimi dati Istat sul tasso di lettura in Italia? Sa per caso che il nostro è un Paese di aspiranti scrittori e non di lettori? No. Non lo sa. Non ha la casa invasa di manoscritti”). A questo punto si devono aggiungere alla miscela: la caratterizzazione psicologica del maschio protagonista, infantile e inconcludente con punte di narcisismo (con responsabilità equipartite fra madre e padre, per essere psico-socially correct); un paio di belle donne – una giovane, simpatica, allegra, l’altra matura, intelligente, caparbia, entrambe sensuali e purtroppo rivali, poichè il nostro impunito protagonista tradisce l’amante con la moglie – e una scontata figura di psicoterapeuta. Il titolo di solito lo sceglie l’Editore, e chi più dell’editore sa come confezionarne uno ben vendibile? Ne sceglie infatti uno ammiccante, che ha anche il pregio di richiamare un famoso e riuscitissimo film degli anni ’60 con Jack Lemmon e Virna Lisi, così come ammiccante è l’altro riferimento cinematografico piazzato lì con una certa maestria: quello al film cult del’67 Il laureato e al Duetto rosso fiammante, prima serie, che nel romanzo è piazzato in mano al padre del protagonista, soprannominato, non a caso, Dustin. Manca ancora qualcosa? Ah, sì, ci si può mettere anche un po’ di Facebook e ampie dosi di chat di whatsapp, così i quarantenni lettori si sentiranno proprio a casa loro ma chissà, forse si potrà catturare anche qualche under-30. Lo stesso dicasi per un intermezzo di calcetto, che può raggiungere lo stesso target.

Ecco costruita la trama (e la confezione) furbetta. La scrittura però deve essere fluida, e quella in realtà c’è. Perrone è piuttosto esperto nella scansione dei dialoghi e riesce a dare un buon ritmo allo svolgersi della storia. Non credo, però, che questo romanzo sia destinato a diventare un bestseller e neppure ad entrare nella cinquina dei finalisti del prossimo Strega…

Giulio Perrone, “Consigli pratici per uccidere mia suocera“, pp.256, euro 18, Rizzoli, 2017

Giudizio: 3/5


22.05.2017 Commenta Feed Stampa