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Raccontami tu di Maristella Lippolis

di Silvana Arrighi

Come sempre, quando ci si imbatte in un libro edito da L’Iguana, la bella grafica del disegno di copertina prospetta al lettore quale ne sarà il contenuto. Tre donne sedute composte su una panchina, e un cane ai piedi di una di loro, introducono alla lettura del bel romanzo di Maristella Lippolis: donne che si raccontano l’una all’altra. Confidenziale ed empatico, è il raccontare delle donne. “Il loro parlare non è un semplice sfogo, o la ricerca di una consolazione che può venire dall’altra che ascolta, cosa che le donne fanno da sempre tra loro. È un parlare che svela, anche a sé stesse, il nocciolo duro della propria vicenda, un consegnare all’altra con fiducia la propria storia perché l’altra che la guarda dal di fuori sia capace di vederla meglio e trovarne il senso“ – scrive l’autrice nel suo blog.

Le tre donne sono Caterina, che con la sua bambina Marta di appena un anno ha attraversato di notte una buona parte d’Italia per fuggire da un uomo violento; Alice, che sta vivendo un momento difficile nel suo rapporto con il compagno Francesco; Dina, albanese e più giovane delle altre due, venuta in Italia con la consapevolezza che per lei ci sarà solo vita dura, da prostituta, e con la speranza di trovare, in realtà, un  futuro diverso e migliore. Sono donne che stanno fuggendo, non perché siano pavide: per due di loro si tratta di fughe necessarie, orchi predatori le stanno inseguendo. Per una seria di fortunate casualità i destini delle tre donne si incrociano e, al termine di una trama complessa il cui sofisticato intreccio è tessuto su numerosi personaggi, una luce di speranza si accende in fondo al tunnel e ogni cosa alla fine va a posto. L’orco è sconfitto, nessuna ha più necessità di fuggire. E chissà, parafrasando la frase di Karen Blixen in esergo, forse “Quando il disegno della loro vite sarà completo, altri vedranno una cicogna”.

Fra Ventimiglia e Pescara, il racconto abbraccia un mondo più universale di quello a volte piccolo della provincia italiana: è il mondo delle donne abusate, inseguite, umiliate. Problemi complessi e di grande, triste attualità. La narrazione si snoda scorrevole, liquida. È giocata su un’alternanza quasi casuale di prima e terza persona, ma frequentemente il pensiero di una o l’altra delle tre protagoniste è reso con la forma diretta del “tu”, mai facile da utilizzare. Un registro, quello “in tu”, che induce una pressante richiesta di coinvolgimento di chi legge, sollecitandolo a mettersi nei panni di quel tu che è protagonista delle vicende narrate, e scardinando nel contempo i paradigmi più usuali della narrativa tradizionale.

“Per fortuna lì fuori c’è la notte. Così puoi pensare che non ci sia altro al di là della strada, solo questo nastro di asfalto che si srotola davanti a te e si allarga nelle curve; basta seguirle sterzando appena con un piccolo movimento del volante e quasi non te ne accorgi”.

Leggendo questo libro non ho sottolineato neanche una frase, non ne ho viste di particolarmente memorabili – così come non sono straordinarie le donne protagoniste della storia. Ma penso sia il suo bello: Lippolis non lancia verità lapidarie, non utilizza eclatanti frasi ad effetto. Insinua, invece, messaggi ad ogni capitolo, parla al lettore delle vicende delle nostre donne degli anni 2000, e della ribellione di cui possono essere capaci. Lasciando un po’ di dolce sul fondo perché, come dice Caterina “…la felicità va e viene. Arriva quando non te l’aspetti, senza essere chiamata”.

Maristella Lippolis, “Raccontami tu”, pp. 190, euro 154, L’Iguana editrice, 2017

Giudizio: 4/5


22.11.2017 Commenta Feed Stampa