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A proposito di Majorana di Javier Argüello

di Ippolita Luzzo

Per chi non sia mai stato un paio di giorni senza vedere terra è molto difficile capire quanto possa essere destabilizzante la bonaccia. Tecnicamente si tratta solo di totale assenza di vento. Che sarà mai? penserà qualcuno. Ebbene, in mare il vento è tutto. E non solo perché costituisce un mezzo di propulsione, ma anche perché è l’unico elemento che mette un po’ di ordine nell’orizzonte infinito, dove non ci sono montagne, né alberi, né altri punti di riferimento geografici. L’unica cosa che mette ordine è sapere la direzione che si segue…

La direzione che si segue, questo passo del libro di Javier Argüello  mi ricorda l’Elogio della fuga di Laborit, anche lì una barca nel mare ed anche lì, all’arrendersi dei sensi nel disagio di non sapere la rotta, rive sconosciute sarebbero apparse.

Il personaggio Majorana sembra un pretesto per raccontare altro, altro su una città, Napoli, dove il protagonista dovrebbe svolgere una improbabile, se non impossibile ricerca ad ottanta anni dalla scomparsa di Majorana. Napoli ha più di quattro milioni di abitanti, la stragrande maggioranza si muove con il motorino e così le vie della città sembrano le arterie di un enorme fornicaio. Non esistono regole per la viabilità, tranne forse i gesti che i guidatori si scambiano guardandosi negli occhi per cercare di interpretare le intenzioni altrui e studiare le contromosse. Qui infatti nessuno sopporta che lo spazio che intende occupare sia già stato conquistato

Poi quando ci si abitua a questo caos ecco sopraggiungere l’armonia, leggendo le parole di Ernesto, il giornalista incaricato dell’indagine e sbarcato a Napoli, a nuoto, scampato ad un naufragio,  sullo sperone  di Castel dell’Ovo.

Troviamo un po’ di tutto in questo racconto, troviamo la vita di Majorana, per come la ricordiamo dalle cronache del tempo e dal libro La scomparsa di Majorana di Leonardo Sciascia, troviamo i commissariati di zona, le inquietudini personali e il viaggio con la direzione da seguire.

Troviamo il destino: Sono così tanti gli uomini sulla terra , e così tanti gli intrecci del destino, che è difficile credere che una partitura possa tenerli insieme tutti, possa riunire in un’unica composizione le varie parti, i destini di tutti gli uomini in piena armonia tra di loro. Eppure accade.

Filosofia sul destino degli uomini, sul libero arbitrio, filosofia sulla destinazione da seguire nella tensione verso l’armonia, mi sembra il tema trattato dallo scrittore in questo libro onnicomprensivo . “Un ponte con Napoli” dice l’autore.

Nella collana Intrecci della Voland, tradotto da Tiziana Camerani e Francesco Ferrucci, un libro molto accurato, vestito di rosso, nella copertina molto bella, una elaborazione grafica di Alberto Lecaldano dello sguardo di Majorana che ci indica la direzione da seguire.

Javier Argüello  “A proposito di Majorana” pp. 333, 16 €, Voland.

Giudizio: 4/5


28.11.2017 Commenta Feed Stampa