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Pétronille di Amélie Nothomb

di Ippolita Luzzo

-Buonasera. Che nome devo scrivere?

-Pétronille Fanto – rispose…

-E’ lei – esclamai.

Quante volte ho sperimentato quel momento mentre firmo delle copie: veder apparire davanti a me una persona con la quale intrattengo una corrispondenza. Lo shock è sempre violento. Passare da un incontro sulla carta a un incontro in carne e ossa significa cambiare dimensione… Spesso, vedere l’amico di penna dal vivo vuol dire operare una regressione, scadere nella banalità…se l’aspetto dell’altro, per Dio sa quale motivo, non si dimostra all’altezza di una corrispondenza, questa non raggiungerà mai più il livello precedente. Non si potrà né dimenticarlo né astrarsene… l’aspetto fisico conta nell’amicizia e anche nelle relazioni più elementari. Non sto parlando qui di bellezza o bruttezza, parlo di quella cosa così vaga e importante che chiamiamo fisionomia.

Pétronille Fanto aveva scritto ad Amélie Nothomb due o tre lettere e aveva taciuto la sua età. Aveva trattato, in quelle lettere, argomenti tenebrosi e seri tanto da indurre a far pensare alla scrittrice di essere in corrispondenza con una persona adulta. Ed ora nell’incontro in libreria Amélie vede davanti a sé una adolescente, addirittura un apparente ragazzo.

Pétronille è invece una studiosa di Shakespeare, sta facendo una tesi su un contemporaneo di Shakespeare e al termine dell’incontro, fuori, in una strada, nella notte, domanda:- Se le scrivo, mi risponderà ancora?- e si sentirà rispondere:- Certamente.

Nasce così un’amicizia che non racconto, voglio sempre lasciare ai lettori il gusto di scoprire una storia ed odio chi mi racconta il libro per filo e per segno, come se io non fossi capace di costruirmelo da sola. Leggere è infatti una costruzione di immagini e noi saremo attratte dalle varie fasi di questa amicizia, saremo insieme alle due che pian piano avranno altre occasioni ed altre incontri, nel piacere di entrambe di leggersi. Del resto si sono incontrate su un foglio, una leggendo i romanzi dell’altra, ed ora una sta nel romanzo dell’altra. Anche l’adolescente cresce, scrive e pubblica, anche l’adolescente Pétronille diventerà scrittrice. “Aceto di miele” sulla quarta di copertina Amélie legge “Pétronille Fanto, ventisei anni, esperta dei contemporanei di Shakespeare, firma qui un insolente esordio”  Un romanzo di lettere. Molte lettere, oggi mail, molte mail.

Si scrive a scrittrici e si diventa amiche di scrittrici, si scrive e ci si perde, ci si innamora oppure si ricostruisce attraverso la scrittura una personalità. Mail. Mi affascina la storia e il libro di esordio di Pétronille, pensando al mio manoscritto di mail e mail ad uno scrittore, Reds, uno scrittore, morto da poco, senza averlo mai conosciuto. Egli sosteneva la stessa cosa di Amélie, e cioè quella delusione nell’incontro di persona, “un processo irrimediabile

Avendo, nella corrispondenza, enfatizzato l’altro, la realtà non reggerà all’impatto. Non è così nella storia di amicizia fra Amélie Nothomb e Pétronille Fanto, nome inventato per proteggere la vera persona che viene tratteggiata, in un racconto verità che piacerà e farà riflettere.

Tradotto da Monica Capuani nella collana Amazzoni della Voland, il libro conserva il suo mistero sugli incontri e l’amicizia e su una Pétronille che saluteremo. -Buonasera, che nome devo scrivere?-

Amélie Nothomb “Pètronille”, (trad. M. Capuani), pp. 115, 14 €, Voland edizioni.

Giudizio: 5/5


19.12.2017 Commenta Feed Stampa